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Oltre il muro: la RASD
Violazioni dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale
ATTUALITA' dall' 1 al 30 aprile 2004
25 marzo / 5 aprile 2004: - Italia
Arrivo di una delegazione di AFAPREDESA che attraverso l'unito programma di
visite a Enti Locali e Associazioni di Solidarietà con il popolo sahraui,
farà il punto sulla situazione nel Sahara Occidentale occupato dall'esercito
marocchino, denunciando la repressione che le popolazioni civili sahraui subiscono.
La delegazioneè composta da: Mohamed Ahmed Laabeid Membro del Bureau
Esecutivo di AFAPREDESA e di Safia Elmah Mohamed, moglie del desaparecido Emhamed
Daha Lehbib. Essi saranno ospiti del Comune di Reggio Emilia che allestirà
in loro onore uno spettacolo teatrale "I fiori nascono anche nel deserto".
Il resto del programma consiste nei seguenti momenti sia a Reggio Emilia che
a Bologna, Forli, Viareggio, Firenze, Carpi e Nonantola:
- Visita al Museo Cervi, accompagnati da Maria Cervi membro dell'Associazione
Nazionale Partigiani Italiani.
- Ricevimento nel Comune di Forli.
- Incontro con il presidente della Provincia di Bologna.
- Partecipazione alla seduta del Consiglio Regionale Toscano, a Firenze,
con la presenza del Vice presidente del Consiglio regionale, dell' Assessore
alle Politiche sociali della Provincia di Pisa e della Coordinatrice del Tavolo
- regionale Sahraui.
- Visita al Museo della resistenza di Carpi e alla città martire
di Fossoli, accompagnati da una delegazione del Centro Sociale Santa Viola di
Bologna.
- Incontro con i sindaci di Nonantola e di Concordia e con rappresentanti
dell'Associazione "Pace e Solidarietà"
- Incontro con l'Assessore alle Politiche Sociali,. Immigrazione,. Progetto
giovani, Cooperazione internazionale della Regione Emilia Romagna a Bologna
e partecipazione al Tavolo - Paese Sahraui.
- Intervista in diretta con "Radio for Peace" di Radio K Centrale
di Bologna che diventerà "une voce al di là del silenzio",
ponte fra Bologna e i campi profughi Sahraui di Tindouf, network che si potrà
ascoltare anche nel Sahara Occidentale occupato e nel Marocco.
- Incontro con il sindaco di Viareggio e con l'Associazione di Solidarietà
della città a favore del Popolo Sahraui.
28 marzo 2004 - Ginevra: La Lega Internazionale per i Diritti e per la Liberazione
dei Popoli (LIDLIP) ha denunciato di fronte alla 60° sessione della Commissione
per i diritti umani dell'ONU a Ginevra lo sfruttamento illegale delle risorse
naturali sahraui, sottolineando che il Marocco non ha la sovranità sul
Sahara Occidentale e che la sua presenza è illegale su quel territorio.
3 aprile 2004:
* Ginevra,. La LIDLIP ha esortato la Commissione per i diritti umani, a fare
pressione sul Marocco per mettere in opera il Piano di Pace e affinché
il problema della autodeterminazione del popolo sahraui sia finalmente regolato.
Molto inquieta per la situazione dei detenuti sahraui in Marocco, la LIDLIP
ha rilevato che alcuni detenuti sono stati oggetto di torture con mezzo barbari
che hanno anche provocato alcuni decessi
Evocando le condizioni di detenzione nelle carceri marocchine la LIDLIP ha sottolineato
che esse sono "catastrofiche". I luoghi di detenzione sono sovra popolati
e il tasso di mortalità è molto elevato. Le condizioni igieniche
e alimentari sono talmente insalubri da favorire l'insorgenza di numerose malattie.
Nelle carceri marocchine, ha aggiunto la LIDLIP, oltre 12 prigionieri sahraui
sono incarcerati insieme a detenuti di diritto comune e la maggioranza di loro
si trovano nel carcere di El Ayoun dove imputridiscono più di 700 detenuti,
mentre ne era stata prevista una capienza di 250 persone.
L'organizzazione si è ugualmente dimostrata molto preoccupata dei 108
casi di scomparsa forzata non chiarita di cui la maggior parte sahraui. Queste
persone sarebbero sequestrate in centri clandestini e in residenze tenute segrete
nei sobborghi di Rabat. Le autorità dimostrano reticenza nell'informare
le famiglie sulla sorte degli scomparsi, ed in certi casi le famiglie sono state
minacciate affinché stiano in silenzio.
La LIDLIP ha inoltre denunciato le numerose minacce e insulti diretti contro
i difensori dei diritti umani indicando che il governo marocchino impedisce
la partecipazione di rappresentanti del popolo sahraui a conferenze internazionali.
Questa situazione intollerabile si è ripetuta ancora una volta quest'
anno.
La LIDLIP si è dimostrata indignata per la colonizzazione illegale del
territorio sahraui, denunciando il muro della vergogna che continua a separare
da vari decenni le famiglie sahraui. Il territorio del Sahara Occidentale, ultima
colonia del continente africano, è sempre occupato dal Marocco. Questo
ha costruito un vero muro di separazione, sembra su ispirazione di Israele.
Il Marocco ha tentato inoltre di sostituirsi all'Alto Commissariato per i Rifugiati
nella distribuzione della posta tra le famiglie sahraui e ha rifiutato di dare
una risposta al problema delle campagne di informazione e sensibilizzazione
che avrebbero dovuto precedere per i sahraui lo scambio fra le famiglie.
<http://arso.org.site.voila.fr/AARASD060404.html>
* Il portavoce speciale dell'ONU, Theo Van Boven, si è dichiarato preoccupato
per le violazioni dei diritti umani compiute dalle autorità marocchine
nel Sahara Occidentale e nel Marocco, chiedendo a Rabat di mettere un termine
a quelle pratiche repressive.
Intervenendo di fronte alla 60° sessione della Commissione per i diritti
umani dell'ONU a Ginevra, al punto relativo ai diritti civili e politici e,
in particolare, al problema delle torture e della detenzione, il portavoce speciale
ha sollevato i casi di esazioni commesse contro i sahraui Salek Bazeid, Ahmed
Nassiri, Mohamed Lamin Alì, Lahbib Bourhil ed anche un naturalizzato
spagnolo, Juàn Antonio Solana Marcos.
Inoltre il portavoce dell'ONU ha denunciato la considerevole lunghezza del periodo
di fermo di polizia, periodo durante il quale il rischio di torture è
maggiore, tanto nei procedimenti di diritto penale generale che nella legge
antiterrorismo, intervenuta successivamente all'esame del secondo rapporto periodico.
Egli rileva ugualmente l'assenza, durante il periodo di fermo, delle garanzie
assicuranti un accesso rapido e appropriato ad un avvocato e ad un medico, così
come a un membro della famiglia delle persone arrestate; nonché l'assenza
di una disposizione di diritto penale che vieti che ogni dichiarazione ottenuta
sotto tortura sia invocata come un elemento di prova in una procedura giudiziaria.
5 aprile 2004:
* Territori Occupati:
Il giornalista indipendente norvegese Erik Hagen è stato arrestato dalle
forze di sicurezza marocchine nella capitale del Sahara Occidentale, El Ayoun,
ed espulso in un paese vicino, la Mauritania.
Hagen si trovava nel territorio occupato del Sahara Occidentale per incontrare
dei militanti dei diritti umani e degli ex-prigionieri politici, tra cui Sidi
Mohamed Daddach, che due anni fa aveva ricevuto il premio Rafto da parte del
Governo Norvegese, per la sua lunga lotta in favore di un Sahara Occidentale
indipendente
* Il vecchio Fortino di Villa Cisneros, oggi Dakla, vestigio archeologico del colonialismo spagnolo è minacciato di distruzione, le autorità d'occupazione marocchine vogliono demolirlo. I Sahraui considerano che questa costruzione fa parte del patrimonio storico e chiedono l'intervento dell'UNESCO per impedire la sua distruzione .
6 aprile 2004 - Marocco: Dopo gli attentati di Madrid, il Marocco e la stampa
ufficiale vogliono far credere all'esistenza di connessioni fra il Polisario
e Al Qaida. Partendo da certi fatti reali come l'esistenza al confine del Sahara
e del Sahel di gruppi islamici armati, il Marocco attribuisce al Fronte Polisario
la sua propria malattia, e cioè la penetrazione di un islamismo violento
nella società marocchina. Nel numero 121 del settimanale TEL QUEL va
addirittura oltre affermando attraverso la voce del giornalista Amal Samie che
la connessione Al Qaida - Polisario è ormai chiaramente identificata
http://arso.org.site.voila.fr/AARASD060404.html
7 aprile 2004 - Marocco: L'Associazione marocchina dei Diritti dell'Uomo (AMDH) denuncia che la lotta contro il terrorismo ha provocato "una grave regressione" dei diritti umani in Marocco. Gli arresti accompagnati da rapimenti, torture,. processi iniqui e condanne pesanti, arrivando fino alla pena di morte, sono all'ordine del giorno. Si aggiunga la repressione verso la stampa , i giornalisti e i difensori dei diritti dell'uomo.
13 aprile 2004 - Ginevra: L'Unione dei Giuristi Sahraui (UJS) ha chiesto di
fronte alla 60° sessione della Commissione dei diritti umani a Ginevra,
la liberazione dei prigionieri sahraui nelle mani del Marocco e l'organizzazione
di un referendum di autodeterminazione per il popolo sahraui.
L'UJS chiede infine che sia tolta l'occupazione militare, poliziesca e mediatica
cui è sottoposto il Sahara Occidentale fin dalla sua occupazione militare
da parte del Marocco nel 1975.
Per l'UJS le violazioni dei diritti umani nel Sahara Occidentale non possono
cessare altro che con l'instaurazione della pace nella regione. Questa pace
non può essere realizzata altro che con l'organizzazione sotto l'egida
dell'ONU di un referendum di autodeterminazione permettente ai sahraui di pronunciarsi
liberamente sullo statuto politico definitivo del Sahara Occidentale.
<http://arso.org.site.voila.fr/CDH2004UJS.html
16 aprile 2004 - Ginevra: la Conferenza Internazionale " Pace e Rispetti
dei Diritti dell'Uomo per il popolo sahraui" ha adottato una risoluzione
molto importante il cui testo si trova su:
http://www.afapredesa.org/pag/datos/fr_resolutionConferenceInternationGeneve.htm
17 aprile 2004 - Madrid:. Molte formazioni politiche spagnole hanno ricordato al presidente Zapatero il debito storico della Spagna verso l'autodeterminazione del popolo sahraui, a lui rivolgendosi come nuovo capo del Governo responsabile del suo paese nella decolonizzazione del territorio sahraui ancora occupato militarmente dal Marocco.
15 aprile 2004 Il Ministro dell'Informazione Sahraui ha formalmente smentito qualunque relazioni con il Fronte Polisario d'una persona implicata e condannata in Mauritania per avere rubato dell'esplosivo. La MAP (Agence Presse Marocaine) una volta di più si era prestata a un'operazione di disinformazione e di diffamazione.
16 aprile 2004 - Bologna
il Consiglio Regionale dell'Emilia Romagna adotta una Risoluzione molto importante
per i diritti del popolo Sahraui (a disposizione di chi vorrebbe prenderne conoscenza).
18 aprile 2004 - Ginevra: Una manifestazione internazionale per esigere il
rispetto dei diritti umani e la legalità internazionale nel Sahara Occidentale
è stata organizzata venerdì scorso sulla piazza delle Nazioni
a Ginevra dagli amici del popolo sahraui venuti dalla Spagna, Italia, Francia
e Belgio.
I manifestanti, stimati a oltre 300 persone, hanno sfilato con manifesti su
cui erano scritte riferite al "Muro della vergogna" che divide il
territorio sahraui e separa da trenta anni alcune migliaia di famiglie sahraui.
Dei cartelloni che chiedevano il rispetto dei diritti umani e denunciavano l'occupazione
del Sahara Occidentale da parte del Marocco sono stati ugualmente innalzati
da quei manifestanti vestiti con gli abiti tradizionali sahraui (melhfa e bubu).
I manifestanti hanno inoltre scandito slogan ostili alla colonizzazione marocchina
e denuncianti la politica di repressione eretta a sistema di stato dal Marocco,
così come la deplorevole situazione dei difensori dei diritti umani nel
Sahara Occidentale.
Dopo questa manifestazione, una sindachessa della regione Toscana e due consiglieri
hanno consegnato al console italiano in Svizzera e al presidente della Commissione
dei diritti umani, Mike Smith, una petizione in cui si richiede dalla Comunità
Internazionale, all'ONU e al suo Consiglio di Sicurezza, di fare rispettare
e di applicare il piano Baker per l'autodeterminazione del popolo sahraui.
20 aprile 2004 - Bruxelles: Il ministro delegato per l'Europa della RASD, Mohamed Sidati, ha denunciato lunedì a Bruxelles la campagna grottesca di disinformazione dei servizi marocchini, con l' appoggio francese, mirante a intaccare l'immagine del Polisario con vani tentativi di assimilarlo al terrorismo internazionale, campagna alla quale nessuna persona di buon senso può accordare credito.
I diritti dell'uomo
si stanno perdendo all'ONU.
La sessione 2004 della Commissione:
insulto alla memoria di Sergio Vieira de Mello.
Jean-Claude Buhrer per "Reporter senza frontiere". Ginevra 22 Aprile
2004.
" Più che una farsa, è un naufragio. Tale è lo spettacolo desolante dato dalla 60esima sessione annuale della Commissione dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite che si è tenuta dal 15 marzo al 23 aprile, a Ginevra. Già da molti anni i difensori dei diritti umani non trovano parole adatte per qualificare il lento ma costante andare alla deriva del principale organo dell'ONU, adibito a proteggere questi diritti. Anche se sembrava impossibile cadere più in basso, che con la presidenza libica nel 2003. L'esercizio 2004 ha raggiunto un nuovo livello di crollo a disprezzo delle innumerevoli vittime, dimenticate e malgrado una indignazione sempre più precisa. Quasi un insulto alla memoria dell'ex alto commissario Sergio Vieira de Mello. Quasi un affronto al segretario Generale Kofi Annan, che aveva avvertito l'anno scorso: "Bisogna che tutto ciò cambi!"
Più che mai preso in ostaggio da un gruppo di stati per i quali il rispetto dei diritti dell'uomo sembra essere il minori dei problemi, la Commissione è tornata, come se niente fosse, ai suoi piccoli tradizionali giochi e ai suoi soliti mercanteggiamenti politici. Come se non ci fossero stati i 22 morti nell'attentato contro la sede dell'ONU, il 19 agosto, a Bagdad. Come se l'alto commissario non avesse pagato con la vita una sicura lealtà ai suoi principi. Certo, i lavori della Commissione erano cominciati con un omaggio, tanto fondato quanto convenzionale a Sergio Vieira de Mello e alla sua équipe, vittime del terrorismo. Ma una volta terminato queste formalità, la routine ha subito ripreso il sopravento.
La stessa giornata consacrata il 7 aprile per la commemorazione del genocidio del 1994 in Ruanda non è riuscita veramente a smuovere le coscienze. È vero che l'ONU si era rivelata, all'epoca, incapace di arginare il peggio, e che il regime Hutu di Kigali aveva fatto in modo di farsi eleggere simultaneamente alla Commissione dei diritti dell'uomo e al Consiglio di Sicurezza al fine di preparare in tutta tranquillità i suoi sinistri progetti. Per di più, in un rapporto datato marzo 1994, l'osservatore speciale sulle esecuzioni extragiudiziarie aveva descritto la situazione in Ruanda come esplosiva, preconizzando misure immediate per restaurare la pace e arrestare gli istigatori di massacri. La Commissione aveva preso nota di ciò, ma senza reagire. Un mese dopo, cominciarono i massacri in Ruanda. Riconoscendo un po' tardi la sconfitta collettiva della comunità internazionale nel dramma ruandese, Kofi Annan ha colto l'occasione di questo decimo anniversario per lanciare davanti alla Commissione un piano d'azione "per la prevenzione del genocidio", attirando l'attenzione sulle nuove minacce apparse nella provincia dell' Ituri, (Repubblica Democratica del Congo), e nella regione di Darfour, in Sudan.
Come al solito, il rinnovo della metà dei 26 membri della sotto-commissione è passato come una lettera alle poste. Tra questi esperti rieletti, detti indipendenti due "cesellatori" in materia di diritti umani, la marocchina Halima Ouarzazi, presidente uscente di questo brillante areopago e il cubano Miguel Alfonso Martinez. Veterano della sotto-commissione, entrambi si erano distinti nel 1988 volando in soccorso del regime di Saddam Hussein all'indomani del massacro di Halabja. Tutti avevano ancora in mente le immagini dei cadaveri di cinquemila donne, bambini e anziani curdi che giacevano in questa località fantasma irrigata di gas nervino dall'aviazione e dall'artiglieria irachena. Questo non impedì il primo settembre, su proposta della sig.ra Ouarzazi, e con il sostegno del sig. Alfonso Martinez, che una mozione di "non-azione" togliesse velleità di discussione alla sotto-commissione su una risoluzione che "esprimeva la grave preoccupazione di fronte all'uso, da parte dell'Iraq, di armi chimiche vietate".
Nel marzo 1989, ricorrendo al medesimo sotterfugio, l'Iraq di Saddam Hussein, che sedeva alla Commissione, giunse a sua volta a soffocare ogni dibattito al riguardo. Dopo l'ecatombe della guerra con l'Iran, circa duecentomila sciiti saranno massacrati durante l'insurrezione del 1991. Prima di andare a prendere il suo posto a Bagdad, Vieira de Mello giudicava nel caso dell'Iraq "una doppia sconfitta dell'ONU: del Consiglio di Sicurezza, che non era riuscito ad impedire l'intervento, e della Commissione, che si era rivelata incapace di discutere su una situazione scandalosa da venticinque anni". La Commissione ha decisamente la memoria corta.
Si è dovuto attendere il 15 aprile perché si scuotesse un po' il torpore della Commissione, al momento delle risoluzioni sui singoli paesi. Cuba ha avuto l'onore di aprire il fuoco:esasperato dall'adozione, per un pelo, per 22 voti a favore, 21 contrari e 10 astenuti, di una risoluzione che deplora i 75 arresti di dissidenti e giornalisti. L'anno passato un funzionario forzuto della missione cubana prende a pugni un compatriota in esilio, colpendolo violentemente la testa. Con l' intervento della sicurezza dell'ONU, la vittima è condotta all'ospedale e l'aggressore se la cava grazie all' immunità diplomatica. Graziosa illustrazione dell'atmosfera: la barca non è più alla deriva, è in grave pericolo.
Non c'è stata neanche una minima risoluzione sull'Iran, cosa che ha rammaricato molto Shirin Ebadi, premio Nobel per la Pace, che ha scoperto con sgomento questi giochetti. Lo Zimbabwe e la Russia sono sfuggiti ad ogni reprimenda, dimostrando così l'efficacia delle coalizioni di interessi tra governi canaglia e dittature liberticide. Se la Cecenia passa così indenne, è anche perché, tra i suoi correligiossari - 15 su 53 membri della Commissione erano affiliati all'Organizzazione della Conferenza Islamica - , nessuno ha voluto attirarsi delle beghe con Mosca. Solo gli Europei, sostenuti dagli Stati Uniti e dall'Australia, hanno soccorso i Ceceni.
Come bisognava aspettarsi, alcuni dei 53 paesi membri non hanno voluto patrocinare la risoluzione, degli stati Uniti, anche se moderata,che criticava la Cina, poiché quel testo menzionava esplicitamente il Tibet e il Sinkiang. Di fronte ad una sala gremita, ove erano disseminati funzionari ed impiegati cinesi, occupanti posti in cui non avevano altro da fare che applaudire, strozzandosi per l'indignazione, l'ambasciatore cinese ha sollevato il suo buon diritto, reclamando l'applicazione della moderazione di "non-azione", con il pretesto che la sua richiesta "è conforme alle regole e alle procedure che mirano a difendere la credibilità e i principi della Commissione". Non solo. Pakistan, Zimbabwe, Russia, Sudan, Congo, Mauritania, Indonesia e Cuba, tutti paladini della democrazia sono corsi in difesa del rappresentante della Città proibita.
A parte queste grossolane manovre, che valore possono realmente avere quei mini-successi, ottenuti come manciate di polvere negli occhi? Certo, la Commissione ha domandato - all'unanimità, per favore! - la liberazione di Daw Aung San Suu Kyi, e di tutti i prigionieri politici in Birmania. Le ammonizioni indirizzate alla Corea del Nord e alla Bielorussia sono state accompagnate dalla nomina di osservatori speciali, incaricati di indagare in questi paesi, senza contare che il Turkmenistan è stato redarguito per il secondo anno consecutivo.
La Commissione ha anche proclamato (con 30 voti contro, 20 a favore e 5 astenuti) l'abolizione definitiva della pena di morte; curiosamente, gli Stati Uniti, l'Arabia Saudita e i paesi islamici, la Cina e lo Zimbabwe hanno detto di "no". Per la prima volta, un osservatore ufficiale è stato nominato per la lotta contro il terrorismo. Altra novità, l'osservatore dell'educazione ha chiesto che il suo mandato non sia rinnovato, a causa della mancanza di mezzi per mettere in opera le sue raccomandazioni, in seguito alla missione in Cina. E tre esperti indipendenti hanno pubblicamente richiesto che un monaco tibetano condannato a morte, in seguito ad un processo-lampo sia nuovamente sottoposto a giudizio, secondo le norme internazionali. Come poi queste risoluzioni si tradurranno in realtà è un'altra storia.
A conclusione della sessantesima sessione annuale, la questione diventa sempre più grave:: la Commissione è realmente ancora in grado di promuovere e di proteggere i diritti umani, come espressamente previsto dal suo incarico? Resa muta da una forza d'inerzia ricorrente, producendo anno dopo anno delle risoluzioni di cui nessuno se ne cura e la cui applicazione dipende dagli stati, giudici e parti in causa allo stesso tempo, qual è oggi il suo ruolo o la sua pertinenza? Un bilancio annuale, ogni anno più deludente porta le Ong più impegnate ad interrogarsi. Senza un veloce risanamento, la Commissione rischia di scivolare nell'inutilità assoluta".
24 aprile 2004 - Diret (territori liberati): Una manifestazione raggruppante
alcune decine di personalità politiche e cittadini di tutte le province
autonome spagnole e di delegati della regione Emilia-Romagna (Italia), così
come alcuni greci e alcuni tedeschi, hanno manifestato sabato davanti al troncone
del muro della vergogna di fronte a Diret (sud ovest) e che separa le famiglie
sahraui, per reclamare il suo smantellamento ed esigere da parte dell'ONU di
organizzare senza più remore il referendum di autodeterminazione del
popolo sahraui.
Organizzata dalla Federazione delle Istituzioni di Solidarietà con il
popolo sahraui (FEDISA) e l'Associazione Internazionale dei Giuristi, la manifestazione
alla quale hanno preso parte anche alcune donne sahraui dei campi di nomadi
delle vicinanze e dei campi dei rifugiati, "è stata anche una tribuna
denunciante l'ostacolo permanente marocchino di fronte al piano di pace dell'ONU",
ha precisato Carmelo Ramirez sindaco di una città delle Canarie, nel
corso di una riunione improvvisata sul posto a circa 300 metri dai soldati marocchini
di sorveglianza al muro.
26 aprile 2004 - Chahid El Kalef: Mohamed Khadad, membro della direzione politica
del Fronte Polisario, coordinatore con la MINURSO, ha criticato la mancanza
di fermezza dell'ONU di fronte all'intransigenza di Rabat e chiede che si ritorni
al piano di pace originale del 1991 già a suo tempo accettato dalle due
parti.
"Noi critichiamo soprattutto la mancanza di vigore e di fermezza delle
Nazioni Unite di fronte all'intransigenza e alle violazioni del Marocco nei
diritti e nella legalità internazionale, violazioni che sono state completamente
ignorate" ha egli sottolineato in una dichiarazione pubblicata domenica
da ARSO.
28 aprile 2004 - New York: Risoluzione (S/2004/330)
Il Consiglio di sicurezza, ricordando tutte le sue risoluzioni precedenti sul
Sahara occidentale e riaffermando, in particolare, la sua risoluzione 1495 (2003)
del 31 luglio 2003,
Riaffermando la sua volontà di aiutare le parti a giungere ad un accordo
politico giusto, duraturo e reciprocamente accettabile che permetta l'autodeterminazione
del popolo del Sahara Occidentale nel quadro delle disposizioni conformi agli
scopi e principi enunciato nella Carta delle Nazioni Unite, e sottolineando
a questo riguardo il ruolo e le responsabilità delle parti,
Avendo esaminato il rapporto del Segretario generale del 23 aprile 2004 (S/2004/325),
1. Riafferma il suo sostegno al Piano di pace per l'autodeterminazione del popolo
del Sahara Occidentale, costituente una soluzione politica ottimale che si basa
su un accordo tra le due parti;
2. Riafferma il suo sostegno in favore degli sforzi del Segretario Generale
e del suo Inviato personale per giungere ad un accordo politico reciprocamente
accettabile a proposito del Sahara Occidentale;
3. Chiede a tutte le parti ed agli Stati della regione di cooperare pienamente
col Segretario generale ed il suo Inviato personale;
4. Decide di prorogare il mandato della Missione delle Nazioni Unite per l'organizzazione
di un referendum al Sahara Occidentale (MINURSO) fino al 31 ottobre 2004;
5. Invita il Segretario Generale a presentare un rapporto sulla situazione che
contenga una valutazione della forza necessaria alla MINURSO per adempiere ai
compiti che gli sono stati affidati, in vista di diminuirne eventualmente il
numero.
Prossimamente
Dal 16 al 18 maggio:
l'UNESCO organizza a Nantes (Francia) un Forum Mondiale per i Diritti Umani
dal 18 al 20 maggio 2004:
Il sindacato dei lavoratori sahraui (UGTSARIO) terrà il suo 5° congresso.
Contattare: ugtsario@yahoo.com oppure tel/fax: 00213.49.921.309.
Da leggere:
8.04.04:RisoluzioneE/CN.4/2004/L.8 <http://arso.org.site.voila.fr/CDH2004afa.html#ECN2004L8>
08.04.04 Documenti di Pressa ONU,
<http://www.unog.ch/news2/documents/newsfr/cn04044f.htm>)
11.04.04: Communicati AFAPREDESA :
<http://arso.org.site.voila.fr/CDH2004afa.html>
14.04.04: Rapporto completo PDF
<http://www.fidh.org/article.php3?id_article=900>
<http://www.fidh.org/IMG/pdf/Rappfrdef.pdf>
14.04.04: "L'expérience de la Femme Sahraouie",
<http://www.arso.org/UNFS140404.htm>
15.04.04: Conférence de presse avec Mohamed Sidati
<http://arso.org.site.voila.fr/confpresse150404.html>
16.04.04: Manifestazioni
<http://www.arso.org.site.voila.fr/MANIFESTATIONfr.html>
Dossier speciale di tutti gli interventi e delle attività realizzate
durante la 60° sessione della Commissione delle <<<Nazioni Unite
per i Diritti dell'uomo a Ginevra.
http://afapredesa.org http://www.afapredesa.org/pag/datos/archivo60comisionONU.htm
<http://www.afapredesa.org/pag/datos/archivo60comisionONU.htm>
Etaient -elles vraiment gênantes mes questions?
http://sahara_opinions.site.voila.fr/
Foto della manifestazione davanti al muro della vergogna.
http://spsrasd.info.site.voila.fr/sps_mur04.html
URGENTE:::::URGENTE::::::URGENTE:::::
Malainin Lakhal
Nel sito di Internet Africatime stanno facendo un sondaggio, in francese ed inglese, che necessita della vostra partecipazione. Il sondaggio chiede: Quale soluzione per il Sahara Occidentale? proponendo quattro risposte:
1 - una regione ampiamente autonoma
2 - solo una regione marocchina come tutte le altre
3 - uno Stato sovrano. (dobbiamo rispondere a questa per fare avanzare i risultati
in favore dei nostri amici Sahraui).
4 - senza opinione.
Sarebbe molto apprezzato che partecipaste tutti, poiché la maggior parte dei sahraui non hanno accesso ad Internet.
Per accedere alla pagina del sondaggio fate click sulla direzione seguente:
http://www.africatime.com/maroc/index.asp
E diffondetelo, per favore. Inviatelo a tutti quelli che conoscete.
Ringraziamo gli amici traduttori volontari.
La fonte ufficiale delle notizie viene da:
ARSO, http://www.arso.org
SPS (Sahara Presse Service) http://www.spsrasd.info
AFAPREDESA: http://www.afapredesa.org
BIRDHSO: http://www.birdhso.org
*il nostro sito è in via di riorganizzazione: http://www.radiokcentrale.it/du.htm
A cura di Jacqueline Philippe
Referente dell'ANSPS ( Associazione Nazionale per il Sostegno al Popolo Sahraui)
per i Diritti Umani, membro dell'esecutivo del BIRDHSO (Bureau Internazionale
per il Rispetto dei Diritti Umani nel Sahara Occidentale), referente per i Diritti
Umani del Tavolo - Paese Sahraui (Regione Emilia Romagna).
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