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Ali Salem Tamek, ex carcerato politico saharaui attivista dei diritti umani si trova in Spagna. Tamek che ha sofferto le più terribili prigioni marocchine ed ha fatto quattro scioperi della fame durante la prigionia, è in visita in vari paesi europei. Questa visita coincide con l'Intifada pacifica nel Sahara occupato, lo ha portato in Spagna dopo avere visitato Svizzera ed Italia, dove è stato ricevuto dal Parlamento italiano.
Il Poemario ha sempre seguito attentamente gli attivisti dei diritti umani saharauis in modo particolare Tamek, un simbolo come Mohamed Daddach, ed ha approfittato del suo soggiorno in Spagna per intervistarlo telefonicamente. Tamek si trova a Siviglia accompagnato dal delegato saharaui in Andalusia, Mohamed Salem Daha.
Poemario: Ali Salem, benvenuto al Poemario por un Sahara Libre. Ti aspettavi l'esplosione di questa Intifada?
Ali Salem Tamek: In primo luogo vi ringrazio. Naturalmente questa Intifada è la continuazione delle precedenti intifade e della lotta nazionale iniziata con l'occupazione marocchina il 31 di ottobre di 1975. Il processo si è rivitalizzato con queste manifestazioni ed è stato duramente soffocato dalle autorità di occupazione marocchina, con gravi violazioni dei diritti umani e persecuzione politica, processi sommari, sequestri e deportazioni forzate in Marocco. In altre occasioni abbiamo conosciuto omicidi, sparizioni, lancio dei carcerati dagli aerei e la sepoltura di saharauis in fosse comuni. Nonostante tutto questo, la parte del popolo saharaui che vive nelle zone occupate non si è piegata, e continua ad esprimere la sua volontà di costruire uno stato civile, moderno, in cui il popolo saharaui avrà i suoi diritti e un'ampia democrazia.
Questa Intifada , è stata soffocata brutalmente dalle autorità di occupazione nonostante, la sua natura pacifica e civile, con una lunga serie di sequestri, arresti, violazione delle case. In questa Intifada si è manifestato l'appoggio al Polisario, la volontà di indipendenza nazionale e sono sventolate le bandiere della Repubblica Saharaui.
Poemario: Seconda te proseguirà questa Intifada nel Sahara Occidentale, con l'arrivo delle delegazioni che arriveranno nella capitale del Sahara Occidentale le prossime settimane?
Ali Salem Tamek: Come sai, questo è la prima Intifada di cui si parla l'esterno, grazie ad alcuni mezzi di comunicazione spagnoli. Questo dimostra un'altra volta il blocco informativo, militarizzato, di rigorosa sicurezza che regna nel Sahara Occidentale. Dimostra anche la forza della resistenza pacifica e della lotta del popolo saharaui nei territori occupati. Questa Intifada proseguirà conservando il suo carattere pacifico, democratico, nonostante l'espulsione delle delegazioni che stanno cercando di entrare nel territorio, e nonostante l'espulsione dei giornalisti. Il regime marocchino cerca di perpetrare un crimine senza testimoni per mantenere il Sahara Occidentale isolato dal mondo.
Facciamo un appello all'opinione pubblica internazionale, alle organizzazioni di diritti umani, a tutti gli amanti della giustizia e la pace, a tutto il popolo spagnolo , ad esercitare per prima cosa una pressione sul governo spagnolo che ha la responsabilità storica e politica di questo conflitto e della sofferenza del popolo saharaui, affinché intervenga e metta fine a queste sofferenze. Secondo, affinché vadano nei territori occupati per rompere il blocco informativo e si pongano come scudi umani per difendere i cittadini saharauis indifesi.
Poemario: In caso del tuo ritorno al Sahara Occidentale, temi per la tua vita?
Ali Salem Tamek: Naturalmente e una delle possibilità. Ho paura, rappresento una causa giusta, con giuste convinzioni, che difende il diritto di autodeterminazione del nostro popolo, per la costruzione del nostro progetto ed aspirazione che è lo Stato saharaui. Quindi diciamo al mondo che siamo un popolo che lotta pacificamente, che ha scelto la non violenza,questo non significa solo la scelta di un modello ma è una convinzione nazionale e naturale del popolo saharaui. Questo è stato confermato da James Baker, nella sua intervista alla televisione statunitense PBS, quando ha parlato dei risultati organizzativi ed amministrativi di un popolo aperto al mondo, in cui la donna gode di tutti i diritti.
Faccio appello al mondo di essere a fianco di questo popolo pacifico. Come attivisti dei diritti umani, lotteremo per questi diritti e denunceremo tutte le violazioni, l'assedio giornaliero al quale siamo sottoposti. La nostra vita è in pericolo. Questo è una responsabilità ed un dovere che devono assumersi le organizzazioni internazionali e tutte le forze democratiche, non solamente per la difesa di Ali Salem Tamek ma di tutti i cittadini saharauis, specialmente nei territori occupati e nel Sud del Marocco, e degli studenti saharauis in territorio marocchino.
07.06.05
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