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Il popolo Saharawi

Il Fronte Polisario si dice pronto a liberare tutti i prigionieri marocchini

Le Monde| 14.07.05 |

Madrid del nostro inviato speciale

"Abbiamo deciso di regolare prima possibile il problema dei prigionieri marocchini che deteniamo ancora. Bisogna farla finita, agire per la loro liberazione. Informeremo il CICR (il Comitato internazionale della Croce Rossa) e stabiliremo con loro i dettagli tecnici della liberazione."

Sono questi i termini con cui il capo del Fronte Polisario, Mohammed Abdelaziz, ha comunicato a Le Monde, mercoledì 13 luglio, durante un incontro informale a Madrid, la decisione dei dirigenti sahraouis di liberare "prima possibile" i 408 prigionieri marocchini ancora detenuti nei campi sahraouis, nella regione di Tindouf, al sud dell'Algeria. Alcuni sono prigionieri da oltre vent'anni, vittime di un conflitto scatenato nel 1975 dall'annessione da parte del Marocco della vecchia colonia spagnola del Sahara occidentale.

Il capo del Fronte Polisario non ha voluto fornire una data precisa, ma è difficile immaginare che la liberazione dei militari marocchini tardi, dal momento che la scelta di liberarli è stata resa pubblica.

"Non è stata una decisione facile, assicura Mohammed Abdelaziz, come fare accettare al nostro popolo nel momento che la giustizia marocchina ha condannato a pene molto pesanti i giovani militanti sahraouis il cui solo crimine è di avere manifestato da fine maggio in favore del referendum di autodeterminazione per il Sahara occidentale? "

500 SAHRAOUIS spariti

Il capo del Polisario si riferiva alle pene - fino ad otto anni di prigione - pronunziate, martedì, da un tribunale marocchino contro giovani Sahraouis indipendentisti. A fine giugno, per fatti identici, erano stai pronunciati giudizi ancora più severi.

Richiesta da tempo dalla comunità internazionale, la liberazione dei prigionieri marocchini, ha precisato Mohammed Abdelaziz, non deve fare dimenticare che Rabat detiene "150 Sahraouis prigionieri di guerra" e che "più di 500 Sahraouis sono ancora dati come scomparsi", dice.

Interrogato sulle manifestazioni nel Sahara occidentale, Mohammed Abdelaziz pensa che continueranno: "I Sahraouis che vivono nei territori occupati parlano di Intifada dell'indipendenza. La protesta continuerà dunque con i mezzi pacifici fino all'organizzazione del referendum di autodeterminazione, l'indipendenza e la liberazione dei detenuti sahraouis. Se le autorità marocchine continuano a reprimere il movimento, dovrà ingrandire le sue prigioni per accogliere i Sahraouis."

Quando lo si interroga sulle recenti notizie di stampa marocchina che parlano di agitazioni nei campi profughi di Tindouf, il, capo del Polisario parla di disinformazione, di "pura propaganda". "Venite a vedere voi stesso-rilancia- venite ad interrogare i Sahraouis, i rappresentanti delle

Nazioni unite, del HCR, le ONG.... Ciò che raccontano si basa su niente."

Mentre il dossier del Sahara occidentale è a un punto morto, alle Nazioni unite, da parecchi mesi, il segretario generale dell'ONU, Kofi Annan, non ha ancora nominato un suo rappresentante personale nella regione, potrebbe avere ripercussioni in un altro settore con l'apertura, alla fine del mese, dei negoziati sulla pesca, tra il Marocco e l'Unionie Europea.

L'accordo in discussione riguarderà sole le coste marocchine o includerà le coste del Sahara occidentale riconosciute come molto pescose? Se questo accordo deve essere concluso, Rabat ha ogni interesse che inglobi le coste del Sahara occidentale, poiché sarebbe un modo ufficioso per riconoscere la "marocchintà" della vecchia colonia spagnola.

Da qui, in anticipo, la messa in guardia di Mohammed Abdelaziz agli europei: "Io so che i paesi sono pronti ad appoggiare il Marocco in questo senso, dice alludendo alla Francia che si rifiuta di nominare, se un accordo di pesca lasciasse posto ad una qualsiasi interpretazione, ci vedremmo una dichiarazione di guerra."

E conclude: "I Sahraouis non esiterebbero ad appellarsi all'opinione pubblica internazionale ed ad investire le giurisdizioni internazionali. Gli Europei devono ricordarsi che gli Stati Uniti hanno escluso il Sahara occidentale dall'accordo di libero scambio che hanno concluso col Marocco. È una posizione saggia."

Jean-Pierre Tuquoi

Articolo apparso sull'edizione del 15.07.05

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