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El Ayun 13-12-05
Ore 10 si apre l’udienza.
Il primo processo con dossier n. 185/2005
Riguarda quattro imputati:
- Lidri Elhoucine
- Elmoutaoukil Mohamed
- Masaoud Larbi
- Noumria Brahim
Gli imputati sono difesi da una dozzina di avvocati di Agadir e uno di Marrakech.
Sono presenti come osservatori 12 avvocati:
- 5 avvocati spagnoli
- 1 avvocato italiano
- 1 avvocato tunisino
- 2 avvocati svizzeri
- 3 avvocati francesi
Per la stampa, oltre ai giornalisti locali, sono presenti tre giornalisti della stampa europea:
- un giornalista di El Periodico, Spagna,
- un giornalista dell'umanità, Francia,
- un giornalista svedese
Gli imputati sono entrati nell’aula del tribunale scandendo slogan a favore del referendum nel Sahara Occidentale.
Gli avvocati difensori hanno rilevato che alcuni vizi di forma sono presenti nella procedura:
flagranza di reato, informazione della famiglia del detenuto, perquisizione. Hanno quindi chiesto di non prendere in considerazione i verbali della polizia giudiziale.
Il giudice ha deciso di deliberare sui vizi di forma alla fine della seduta ed ha chiamato alla sbarra i quattro imputati informandoli dei capi d’accusa:
Costituzione di associazione a delinquere, aver posto una bomba sulla strada pubblica, blocco del traffico sulla strada pubblica, violenza nei confronti di funzionari dello stato, incitamento alla disobbedienza, sit-in armato sulla via pubblica e costituzione di associazione non autorizzata secondo il diritto delle libertà pubbliche.
Gli accusati hanno dichiarato di essere militanti dei Diritti Umani saharawi, membri del Forum Verità e Giustizia sezione del Sahara Occidentale, e dell’associazione marocchina per i Diritti Umani AMDH e che gli interrogatori della polizia sono stati sulla loro posizione sul Sahara Occidentale che è diversa da quella ufficiale marocchina. Hanno affermato di essere per l'autodeterminazione del popolo saharawi e per l'indipendenza del Sahara Occidentale. Hanno dichiarato di non aver potuto prendere visione dei verbali della Polizia Giudiziaria e che gli interrogatori non si sono basati sui reati letti dal giudice .
Gli avvocati nell’arringa difensiva hanno ricordato i vizi di forma, che gli imputati non hanno firmato i verbali perché non sono loro confessioni e che non li hanno mai visti, hanno invece firmato i verbali del procuratore generale e del giudice istruttore. Gli imputati hanno avuto la parola ed hanno ribadito la loro posizione politica per l'autodeterminazione del popolo saharawi e l'indipendenza del Sahara Occidentale, che si oppongono alla sovranità marocchina sul Sahara. Hanno confermato che sono pacifisti e che non hanno incitato le persone alla violenza, che hanno partecipato ad un sit-in pacifico per rivendicare il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi. Hanno dichiarato che sono dei militanti dei diritti umani nel Sahara Occidentale.
Lahoucine Llidri e Noumria Brahim hanno affermato di essere stati portati nel penitenziario del PC CIM ad El Ayoun torturati. Hanno fatto anche i nomi di quattro torturatori: Illich Abou Elhassan, Ben Sami, …etc. Hanno infine lasciato l’aula scandendo gli stessi slogan che avevano urlato entrando in aula.
Ali Salem Tamek è stato chiamato in aula con dossier n. 182/2005. Anche lui ha scandito slogan come avevano fatto i suoi compagni in precedenza. Gli avvocati hanno fatto notare come l’imputato si trvasse in Europa dal mese di Aprile del 2005, ben prima dell’inizio delle manifestazioni a El Ayoun del 24-25 maggio 2005. E’ stato fermato all’aeroporto appena rientrato dall’Europa. Ha confermato di essere membro del sindacato CDT.
Aminatou Haidar è stata chiamata alla sbarra con dossier n. 187/2005.
Stessa entrata in aula. Il suo avvocato ha confermato che è una ex-scomparsa, che è stata incarcerata nel penitenziario di PC CIM (luogo di detenzione segreto) per quattro anni, dal 1987 al 1991, picchiata a sangue dai membri del GUS, Gruppi Urbano di Sicurezza GUS, sulla strada davanti a molti testimoni e che il procuratore le ha negato la perizia medica malgrado le ferite fossero evidenti e la richiesta sua e dei suoi avvocati. Il procuratore ha affermato che le ferite erano dovute alle pietre dei manifestanti.
Amidan Elwali è stata chiamato alla sbarra con dossier n. 181/2005. Ha affermato di aver firmato sotto tortura
Elmoussaoui Sid Ahmed. è stata chiamato alla sbarra con dossier n. 183/2005.
Il procuratore mostra una sua foto con una bandiera marocchina strappata. Sid Ahmed afferma che la foto è stata scattata nei locali della gendarmeria, dopo il suo arresto, e non durante la manifestazione a Foum El Oued, spiaggia di El Ayoun.
Gli imputati Ejenhaoui Lakhlifa, Mohamed Lahouidi et Mohamed Ettahlil, dossier , n°180/2005.
Mohamed Ettahlil si rifiuta di dichiarare le sue generalità al giudice che lo espelle dall’aula.
Vengono chiamati Hmad Hammad, Balla Sidi Mohamed, Elmahjoub Echtioui, dossier n° 184/2005.
Gli avvocati segnalano una contraddizione sul caso di Hmad Hammad da parte del giudice istruttore il 15-11-05.
Infatti in un primo momento aveva deciso di assolverlo per i fatti della Casa d'España, poi nel pomeriggio, per le stesse imputazioni del mattini, ha deciso di accusarlo.
Alle 3,30 del 14 la seduta è chiusa e la corte si ritira per deliberare su tutti i casi.
Alle 10 del mattino vengono pronunciate le sentenze:
Amidane Elwali : 6 mesi
Aminatou Haidar : 7 mesi .
Tamek Ali Salem : 8 mesi .
Lidri Elhoucine: : 10 mesi
Elmoutaoukil Mohamed: 10 mesi
Masaoud Larbi : 10 mesi
Noumria Brahim : 10 mesi
Hmad Hammad : 2 anni
Balla Sidi Mohamed : 2 anni
Elmahjoub Echtioui : 2 anni
Ejenhaoui Lakhlifa : 2 anni
Mohamed Lahouidi: 2 anni
Elmoussaoui Sid Ahmed : 2 anni
Mohamed Tahlil : 3 anni
Da segnalare che al momento del verdetto gli imputati Lakhlifa, Mohamed Lahouidi e Mohamed Tahlil hanno chiesto che il verdetto fosse pronunciato in nome di Dio e non in nome del Re. Il Giudice li ha allontanati dall’aula ed ha disponendo, per loro, la lettura della sentenza nel carcere di El Ayun.
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