![]() |
Attività dell'associazione |
Attualità Saharawi |
Documentazione sui Saharawi |
Rassegna stampa |
Archivio notizie |
|
|
|
Sahara Occidentale
Campi profughi diEl Ayoun - Auserd - Smara - Dajkla
24 febbraio - 5 marzo 2006
Sono stati otto giorni intensi, quelli trascorsi nei campi profughi (whilaya)
di El Ayoun, Auserd, Smara e Dajkla.
Come lo scorso anno vorrei rendere partecipe di questa mia esperienza, familiari,
amici, conoscenti affinché il dramma dei saharawi sia conosciuto.
Non sarò certo io a risolverlo.
Credo, però, che sia fondamentale l'informazione su una tragedia che
pochi conoscono.
L'auspicio è che gli organismi internazionali che dispongono degli strumenti
per la risoluzione del problema, si adoperino in tal senso!
Partenza da Rimini con volo charter e direzione Tindouf in territorio algerino.
Siamo 101 quest'anno, di cui 30 partecipanti alla maratona nella versione 42
km. Da Primiero partiamo in sette.
Scalo ad Orano ed arrivo alle 4.00 della mattina di sabato 25 febbraio.
Viaggio pesantino; è notte fonda al nostro arrivo, ma l'avventura inizia.
Omar Mih, l'ambasciatore saharawi a Roma, ci accompagna per tutta la settimana,
con la sua solita competenza ed eleganza. Consegno a lui, i contanti che amici
e conoscenti sensibili alla causa saharawi mi hanno dato quale contributo a
questa nobile causa.
Domenica 26 febbraio si è tenuta a Smara una parata per i festeggiamenti del 30° anniversario della proclamazione della Repubblica Democratica Araba Saharawi. Hanno sfilato gli anziani del paese, l'unione delle donne, i giovani in tenuta militare, i ragazzi e i bambini in costume e in abbigliamento sportivo quasi a sottolineare come lo sport sia elemento importante per la solidarietà e l'educazione delle nuove generazioni. Ricordo che parte della quota del viaggio ha permesso la realizzazione del progetto della "Scuola di Sport" di Auserd; un centro sportivo che prevede un campo di calcio, un campo da tennis e uno da basket/pallavolo.
Durante la settimana (trascorsa a Smara fino a mercoledì e a Dakla nei restanti giorni) abbiamo vissuto nelle tende o casette saharawi dove si dormiva, mangiava, beveva (the a non finire ), si giocava con i bambini, si cercava un dialogo per conoscerli.
Il Sahara Occident. è una zona quasi totalmente desertica che confina con Marocco, Algeria, Mauritania e Oceano Atlantico.
E' colonia spagnola nella prima metà del '900. Dagli anni '50 iniziano
i fermenti indipendentisti.
Dalla sua indipendenza dalla Francia nel '58, il Marocco rivendica i territori
del Sahara Occidentale, cosa che fa anche la Mauritania dal 1960 (ma abbandona
ogni richiesta nel 1979).
Nel 1973 nasce il fronte di liberazione Polisario ed è l'inizio del grande
impegno indipendentistico.
L'escalation della violenza, dei bombardamenti e dei massacri costringe decine
di migliaia di persone alla fuga verso i territori sotto il controllo del Fronte
Polisario.
Nel 1976, quando si ritirano gli spagnoli, viene proclamata la Repubblica Democratica
Araba Sahrawi (RADS).
Ma immediatamente il Marocco invade il Paese e ne prende il controllo. Dagli
anni Ottanta con l'esacerbarsi del conflitto, il Marocco mette sotto controllo
il territorio con muri difensivi e inizia una colonizzazione di popolamento.
Gran parte della popolazione sahrawi è costretta all'esilio nei campi profughi nei pressi di Tindouf
Dopo anni di guerra, nel 1990 vengono firmati gli accordi di pace con la mediazione
delle Nazioni Unite. Il piano prevede il cessate il fuoco, il dispiegamento
di forze Onu ma soprattutto un referendum di autodeterminazione (che permetta
la scelta fra l'indipendenza del territorio e l'integrazione al Marocco).
Dal cessate il fuoco (1991) e dall'intervento dei caschi blu, la selezione degli
aventi diritto al voto per il referendum è stata ostacolata e ritardata
dal Marocco che intendeva allargare molto gli aventi diritto. Le liste provvisorie
vengono presentate dall'Onu nel 1999. Il Marocco prima pone una serie di ricorsi
poi si pronuncia apertamente contro il referendum, rinunciandovi, e conseguentemente
contro l'indipendenza del territorio.
Il primo piano di autonomia viene respinto dal Fronte Polisario nel 2001. Nel
2003 un secondo piano, che prevede cinque anni di autonomia seguiti da un referendum
di autodeterminazione, viene accettato dal Polisario e respinto dal Marocco.
Nell'aprile 2004 il Marocco respinge definitivamente il piano Baker e ritiene
impossibile qualsiasi iniziativa che vada contro la "marocchinità"
del Sahara Occidentale.
Dopo le dimissioni dell'americano Baker, inviato speciale di Kofi Annan, è
stato nominato De Soto che però, dopo vari mesi in cui non è riuscito
a contribuire alla soluzione del problema, nell'Aprile del 2005 si è
dimesso per passare ad altri incarichi. Dalla riunione del Consiglio di Sicurezza
dell'ONU dell'Aprile 2005 nessuna soluzione è stata individuata per uscire
da quello che Kofi Annan ha definito un "vicolo cieco".
Nel Giugno 2005 dopo i violenti scontri nel Sahara Occidentale il Fronte Polisario
chiede l'intervento dell'Onu in difesa dei diritti umani ma particolarmente
chiede la nomina del nuovo inviato speciale di Kofi Annan per il Sahara Occidentale.
A fine Luglio è stato nominato il nuovo inviato speciale dell'ONU per
il Sahara Occidentale: è l'ex-diplomatico olandese Peter Van Walsum.
L'italiano FRANCESCO BASTAGLI sarà il rappresentante speciale cioè
il capo della MINURSO.
La nomina di Peter Van Walsum è molto importante perché solo così
possono riprendere i colloqui ed è possibile un nuovo percorso per giungere
al referendum e all'autodeterminazione.
E come non parlare delle dune, soprattutto quelle di Dakla?
Fantastiche montagnole di sabbia finissima, morbidissima sulle quali è
un piacere rotolarsi, fare capriole e tutti quei giochi che fan ritornare bambini.
L'ultima notte l'ho trascorsa lì, in sacco a pelo con l'ausilio di due
coperte. La temperatura era comunque rigida ma il disagio del freddo e di non
aver dormito molto (due ore
forse anche meno!) sono stati compensati dallo
spettacolo sopra le nostre teste. Un cielo immenso ma veramente immenso, pienissimo
di stelle e uno spicchio di luna ben definito e fantastico.
Alle 6.30 l'orizzonte cominciava a schiarirsi. Nel giro di mezz'ora abbiamo
assistito al sorgere del sole: stupendo!
Durante il nostro soggiorno nei campi, il sole ci ha sempre accompagnato;
un caldo secco ci ha quasi fatto scordare l'umidità del nostro paese
Il vento è stato una costante, maggiore nei primi giorni. Un vento però
sopportabile a differenza dell'anno scorso. Il nostro arrivo a Dakla è
stato anche accompagnato da un'oretta di pioggia inattesa. E' proprio vero:
il tempo quest'anno è stato un po' pazzerello.
SaharaMarathon 2006
Mentre la maratona dei bambini si è tenuta lunedì e ha visto
parteciparvi circa 1000 bimbi saharawi sulla distanza di un km circa, la SaharaMarathon
2006 si è tenuta il 28 febbraio 2006.
Sveglia presto e prima colazione al protocollo. In pullman verso El Ayoun. Lo
start scatta alle 9.30. Da subito capisco che sarà una bella giornata.
Il gruppo con cui parto è di undici persone. Corro i primi 10 km in assoluta
scioltezza e gustandomi veramente un fantastico panorama, quello che l'anno
scorso proprio non avevo visto! Un orizzonte quasi infinito; cielo azzurro e
limpido; ciuffetti di erba qua e là, frutto delle recenti piogge; sabbia
morbidissima, sassi affilati e durissimi; qualche acacia solitaria. Si chiacchiera
tanto.
Trascorrono esattamente 60'. Ci guardiamo e sappiamo di essere andati forti,
per le nostre capacità (quasi troppo ci chiediamo con Denis e Lolo: il
terzetto si è ricomposto naturalmente!)
Alla mezza, ad Auserd, tanta gente ci accompagna e ci incita. I soliti bambini
che mi prendono per mano e che io stento a non trascinare con me! Sono trascorse
due ore e un quarto. Iniziano le dune, piccole ma fastidiosette.
L'anca sinistra mi duole un po'. Scopro che per solidarietà (o in base
ad un meccanismo di compensazione??? Che ne so
) anche quella destra comincia
a lamentarsi. Siamo ai 30 km e ormai in sette. Il gioco si fa duro e le conversazioni
si riducono all'essenziale, della serie "vuoi acqua?" oppure "fermiamoci
a tutti i ristori ti prego!"
Continuiamo a correre, siamo rimasti in cinque. Dal trentacinquesimo il vento
è contrario (mentre prima soffiava da Ovest). Fortunatamente non fortissimo
ma comunque di sufficiente ostacolo.
Selezione naturale: rimaniamo in quattro. Gigi (uno dei primierotti) e Lolo,
io e Denis dietro... in scia!
Sono convinta che manchi pochissimo perché sono già quattro ore
e mezza che corro e la stanchezza è tanta! Solito vento e sole che picchia
veramente tanto.
Il cubo segna il 40° km. Noooooooooooooo ancora 2,195 km, che anche se sono
pochissimi rispetto ai precedenti quaranta già percorsi, mi sembrano
una seconda maratona!
Guardo Denis e in una sorta di reciproco incoraggiamento proseguiamo. Gigi e
Lolo si allontanano arrivando al traguardo alcuni minuti prima di noi. Io e
il mio compagno concludiamo la nostra impresa in 4h e 54'. Attraversiamo il
traguardo sventolando la bandiera della pace.
Sono contenta dell'impresa intrapresa e conclusa. Il mio fisico è un po' provato. Il giorno successivo sto benissimo, come mai negli ultimi mesi. Credo di aver beneficiato tantissimo del caldo secco del deserto.
La 42 Km è stata vinta dallo spagnolo Ramon Alvares Saims con il
tempo di 3h e 6m, secondo un altro spagnolo e terzo il ferrarese Bottoni Claudio
con il tempo di 3h e 13 m che è sceso ai campi accompagnando 7 studenti
dell'ITIS di Ferrara.
Fra le donne ha vinto con il tempo di 4h e 17m la riminese Emanuela Berardi.
Alla corsa hanno partecipato complessivamente (cioè in tutte le quattro
distanze di 5, 10, 21 e 42 km) circa 250 corridori di 15 nazionalità
e 100 corridori Saharawi.
Anche gli altri maratoneti del Primiero: Vittorio, Pietro e Mario hanno
concluso bene la loro impresa. Mario è stato un grande perché
feritosi alla mano destra a seguito di una caduta al 37° km (suturata all'arrivo
con 27 punti...) ha portato a termine la gara.
Monica e Maurizio hanno partecipato con successo rispettivamente alla 10 km
e alla 5 Km.
Sabato 4 marzo ho salutato i campi e dato un appuntamento ideale e simbolico ai bambini che raggiungeranno l'Italia la prossima estate. Un gruppo di loro nel periodo 30 luglio - 9 agosto, saranno a Canal San Bovo.
Bella esperienza che consiglio a tutti, almeno una volta nella vita!
Un affettuoso saluto dal popolo saharawi
Sabrina
| I nostri obiettivi | Lo scenario | Progetti in corso | Mailing list | Per contattarci | Collegamenti ad altri siti | Privacy e copyright |