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Coordinamento delle Associazioni di Solidarietà con il Popolo Sahrawi dell’Emilia Romagna
15 ottobre 2005
Questa mattina dalle ore 11.00 alle ore 13.00 si è tenuto un sit-in davanti all’ambasciata del Regno del Marocco promosso dal Coordinamento di Solidarietà con il Popolo Sahrawi dell’Emilia Romagna in collaborazione con BIRDHSO Italia che ha visto partecipare numerosi rappresentanti delle Associazioni di Solidarietà con il Popolo Sahrawi di tutta Italia. Scopo del presidio quello di dare visibilità politica alla difficile situazione in cui versano i detenuti politici Sahrawi nelle carceri marocchine, senza dimenticare la lunga lotta per l’autodeterminazione che il Popolo Sahrawi sta portando avanti da ormai trent’anni.
Dal 22 maggio nei territori occupati del Sahara Occidentale è in corso una resistenza popolare, nonviolenta, contro la violazione sistematica dei diritti fondamentali. I Sahrawi chiedono la fine dell’occupazione della propria Patria da parte del Marocco. Vogliono scegliere con un referendum di autodeterminazione il proprio futuro, come stabilito dal Piano di Pace dell’Onu.
La risposta delle autorità marocchine è stata da subito violentissima. Le manifestazioni pacifiche che durano da ormai cinque mesi continuano ad essere disperse da parte delle forze di sicurezza marocchine con una furia inaudita che non risparmia nessuno. Non si contano più i feriti, i maltrattamenti, gli arresti arbitrari, i casi di tortura. Particolarmente presi di mira sono gli attivisti dei diritti umani, tra cui la giovane militante Aminatou Haidar e Ali Salem Tamek, già più volte arrestati in passato.
A partire dall’8 agosto scorso tutti i Sahrawi arrestati hanno iniziato uno sciopero della fame ad oltranza che è stato sospeso provvisoriamente il 29 settembre. La vita di 37 prigionieri sahrawi è rimasta appesa ad un filo per 51 terribili giorni. Le autorità marocchine sono rimaste sorde all’appello di Amnesty International per la loro liberazione.
La situazione, tuttora molto preoccupante, ha sollecitato una nuova mobilitazione del movimento di solidarietà con il Popolo Sahrawi in Italia che ha nuovamente chiesto oggi al Regno del Marocco: la liberazione di tutti i detenuti Sahrawi dalle carceri marocchine, il rispetto dei diritti umani in Sahara Occidentale e non ultimo il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del Popolo Sahrawi.
Il movimento di solidarietà già lo scorso 4 agosto aveva organizzato un presidio davanti all’ambasciata del Marocco a Roma ed in quell’occasione aveva consegnato nelle mani di un consigliere politico dell’Ambasciatore un dossier sui diritti umani in Sahara Occidentale che documentava la situazione a partire dal 22 maggio 2005, giorno di inizio della seconda intifada Sahrawi.
Oggi è stato consegnato il primo allegato di quel dossier contenente gli ultimi aggiornamenti sulla situazione.
(Gli Appelli, le foto dei prigionieri e i filmati delle manifestazioni sono visibili sul sito: www.arso.org)
IL COORDINAMENTO DI SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO SAHRAWI DELL’EMILIA ROMAGNA
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