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Il popolo Saharawi

Tamek teme di essere ucciso senza possibilità di difendersi, secondo El Mundo,

Madrid, 31/08/2005 (SPS)

L'attivista dei diritti umani, Ali Salem Tamek, ha espresso il timore che le autorità marocchine possano ucciderlo senza dargli la possibilità di difendersi, ribadendo la sua volontà di proseguire coi suoi 36 compatrioti lo sciopero della fame illimitato iniziato l'8 agosto, in una intervista al giornale madrileno El Mundo di martedì .

M. Tamek in un'intervista rilasciata ad Ali Lemrabet per telefono dalla prigione di AilMelloul, ha parlato delle circostanze del suo arresto, sulla passerella dell'aereo che lo portava delle isole Canarie, fatto dagli agenti della polizia politica marocchine, DST, e gli interrogatori nei locali del polizia giudiziaria, dove ha riconosciuto il violentatore della sua donna, Barek Arsalan, un graduato dei servizi di informazione marocchina.

Ha indicato inoltre che gli attivisti sahraouis dei diritti umani, Hussein Lidri e Brahim Noumria, che ha incontrato nel Carcel negra di El Aaiun, prima che fossero deportati verso differenti prigioni in Marocco, erano "in un stato penoso con tracce di torture su tutto il corpo. Il povero Lidri non poteva muovere il suo braccio destro" a causa dei colpi che ricevuti.

Alla domanda sui motivi che hanno spinto il giudice di El Aaiun ad ordinare il suo internamento in un servizio di psichiatria ad Inzegan, vicino ad Agadir,Tamek dice che è "un vecchio metodo sovietico utilizzato per sopprimere gli oppositori presentandoli come pazzi."

Alla domanda su quale è la sua opinione sulle dichiarazioni del ministro spagnolo degli Esteri, Miguel Angel Moratinos secondo cui il conflitto è entrato in una nuova fase, Tamek ha affermato che "è quello che dicono Moratinos e Zapatero da quando il PSOE è arrivato al Governo".

"In verità, ha aggiunto, sia Moratinos che Zapatero ci hanno abbandonato per un disgraziato ed illegale accordo di pesca", deplorando che Moratinos conversava con Benaissa nella sua città natale, Arcila, "nel momento in cui la polizia politica marocchina torturava Lidri e Noumria".

Ripresa delle manifestazioni di solidarietà coi prigionieri politici sahraouis ad El Aaiun

El Aaiun (territori occupati), 01/09/2005

Due manifestazioni sono state organizzate giovedì a "Hay Mattalla" alle 11 e alle 18 nel viale "Magreb arabo" nei quartieri popolari di El Aaiun, in segno di solidarietà coi prigionieri politici sahraouis e per chiedere il referendum di autodeterminazione del popolo sahraoui.

I manifestanti sono stati dispersi violentemente dalle forze del GUS che hanno ferito, secondo i testimoni oculari, molte persone.

Parallelamente a questo assembramento pacifico, alle famiglie dei prigionieri politici sahraouis in sciopero della fame da più di tre settimane alla Carcel negra di El Aaiun, è stato impedito di visitare i loro figli. Hanno allora improvvisato un sit-in di parecchie ore davanti alla prigione. A questo punto le autorità penitenziarie hanno permesso la visita solo a due famiglie, che hanno rifiutato in solidarietà con le altre famiglie.

Le forze del GUS sono allora intervenute violentemente per disperderli, ferendo nove di essi, e inseguendoli fino nelle vie di Hay Mattalla per impedire che continuassero la loro manifestazione e rinforzando l'assedio del quartiere popolare, leggendario per la sua resistenza contro al colonialismo marocchino.

Contemporaneamente nel Carcel negra 125 prigionieri comuni sahraouis hanno fatto giovedì uno sciopero della fame di 24 ore per rispondere all'appello del Governo sahraoui allo sciopero nei campi di profughi sahraouis e su tutti i fronti di lotta. I prigionieri hanno rifiutato di alimentarsi per manifestare la loro solidarietà con i loro fratelli incarcerati ingiustamente nelle carceri marocchine.

Salute "critica" per prigionieri politici sahraouis. Il Governo chiede l'intervento di una commissione medica dell'ONU

Chahid El Hafed, 01/09/2005 (SPS)

Il ministro della salute, Boullahi Siid, ha chiesto una "perizia medica di un commissionedell'ONU", per valutare lo stato di salute "critica" della maggioranza dei 37 prigionieri politici sahraouis in sciopero della fame nelle carceri marocchine.

Una reazione alla dichiarazione del ministro di giustizia marocchino , pubblicata giovedì dall'agenzia ufficiale di stampa marocchina, MAP secondo la quale i prigionieri politici sono in "buona salute" e che "godono di tutti i diritti garantiti a tutti i prigionieri."

Il ministro sahraoui ha sottolineato che il Governo di Rabat tenta di camuffare "dei misfatti latenti che sta commettendo con la sua indifferenza nei confronti dei prigionieri politici molti dei quali sono caduti a più riprese nell'incoscienza, senza permettere alle loro famiglie di visitarli".

Riaffermando che questi 37 prigionieri politici "continuano il loro sciopero della fame", il ministro ha insistito su "la gravità dello stato di salute della maggioranza di essi", secondo le loro famiglie sul posto.

Tre organizzazioni marocchine dei diritti umani, AMDH, OMDH e FVJ, avevano affermato, mercoledì in un comunicato comune, che lo stato di salute di questi 37 prigionieri politici sahraouis "stanno peggiorando in modo pericoloso, tanto più che alcuni di loro sono stati torturati durante dopo l'arresto."

Solo l'associazione marocchina dei Diritto Uomini (AMDH) ha affermato, in un comunicato pubblicato giovedì da Europa Press, che ' "almeno 29 dei 37 prigionieri negano di alimentarsi", aggiungendo che "lo stato di salute di alcuni prigionieri è critico" e che Rabat deve "aprire dei negoziati per trovare una soluzione alla situazione."

Si ricorda che un sciopero della fame generalizzato delle 25 daira dei campi di profughi sahraouis, delle istituzioni e sul fronte di lotta è stato fatto giovedì in risposta all'appello del Governo Saharaoui lanciato il 25 agosto per esprimere la solidarietà del popolo sahraoui coi 37 prigionieri politici sahraouis in sciopero della fame da 24 giorni nelle carceri marocchini.

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