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Il popolo Saharawi

Comunicato di Ali Salem Tamek portavoce dei detenuti politici sahraouis in sciopero illimitato della fame

Nel momento in cui le denunce si intensificano e gli appelli si fanno sempre più pressanti per la liberazione immediata ed incondizionata dei detenuti politici sahraouis, il governo marocchino insiste in una politica sorda e fa manovre per distrarre l'opinione pubblica dai metodi barbari e dai crimini commessi nei territori occupati del Sahara Occidentale.

Il Ministero marocchino della Giustizia, vero fautore di questa politica, opera per indurre in errore la comunità internazionale a proposito dei detenuti politici sahraouis che sono in sciopero illimitato della fame da 45 giorni.

Propositi menzogneri e dichiarazioni fallaci sono state fatte dal Ministro marocchino della giustizia sulle colonne del giornale " Aujourd'hui le Maroc ", ha dichiarato, senza pudore, che i detenuti politici sahraouis Ali Salem Tamek, Brahim Noumriya, Mohamed Moutawakil, Lidri Houcine ed Arbi Messaoud non sono detenuti politici né prigionieri di opinione, sono stati trasferiti volontariamente per essere più vicini alle loro famiglie mentre in realtà si trovano a mille chilometri dal loro luogo di trasferimento.

Il Ministero marocchino della giustizia che rimane sordo alle rivendicazioni legittime dei detenuti politici sahraouis, ha appena elaborato una ennesima messa in scena che consiste nell'invio di una delegazione marocchina presieduta dal Segretario generale dello stesso Ministero, accompagnato nell'occasione dalla televisione ufficiale. La delegazione marocchina ha fatto una entrata folcloristica nella prigione nera di El Aiun alcuni giorni dopo le foto umilianti dei detenuti politici sahraouis fatte nella prigione nera, e che ricordano le carceri naziste

Queste foto che sembrano appartenere ad un'altra epoca, riportate dai media internazionali e marocchini, dimostrano in modo dettagliato le condizioni carcerarie disumane e crudeli in cui vivono i detenuti politici sahraouis, sottoposti alle torture, ai processi iniqui, alle violazioni quotidiane dei diritti umani ed all'umiliazione costante delle loro famiglie che non possono visitarli.

Lo sciopero illimitato della fame rimane l'unico modo che questi detenuti politici hanno per fare valere il loro diritto, malgrado il deterioramento del loro stato di salute e le malattie croniche di cui soffrono , per protestare contro la crudeltà della prigione.

La decisione presa dal giudice istruttore del tribunale di El Aiun di incolpare il detenuto politico sahraoui, Boulemiz Mohamed per le foto uscite dal carcere e la loro pubblicazione è solo una scusa , creata ad arte, per mettere Boulemiz Mohamed in una prigione speciale, isolarlo dagli altri detenuti e sottoporlo ad altre torture. Dopo la pubblicazione di queste foto una vera follia si è impossessata delle autorità marocchine che temono conseguenze imprevedibili.

Il procuratore generale del Re aveva il dovere di aprire un'inchiesta per determinare le responsabilità delle persone che hanno commesso le innumerevoli violazioni contro i detenuti politici sahraouis.

Le autorità marocchine fanno finta di non sentire e continuano ad incarcerare arbitrariamente i detenuti politici la cui la vita è in reale pericolo a causa delle condizioni disumane delle prigioni, lo sciopero illimitato della fame da più di 45 giorni e le malattie croniche di cui soffrono. Questi detenuti politici sahraouis soffrono quotidianamente e la loro vita è appesa ad un filo.

La violazione dei diritti più elementari dei detenuti politici sahraouis ed il rifiuto di accettare le loro rivendicazioni legittime dimostrano, ancora una volta , il disprezzo delle autorità verso i detenuti politici sahraouis.

I detenuti politici sahraouis rendono omaggio alla Comunità internazionale per il sostegno e la solidarietà alla loro lotta e salutano, per la stesso motivo, l'associazione marocchina dei Diritti dell'uomo "AMDH" e tutte le organizzazioni internazionali che lottano in difesa dei diritti umani.

I detenuti politici sahraouis chiedono al governo marocchino di porre fine alle violazioni sistematiche dei diritti umani di cui sono oggetto quotidiano e di rispettare i trattati e le convenzioni internazionali sui detenuti politici,

I detenuti politici sahraouis denunciano con vigore le pratiche disumane che hanno subito i detenuti politici sahraouis, Tanjaoui, Sbai Mohamed e Boulemiz Mohamed in seguito alla pubblicazione di immagini che dimostrano le crudeltà subite dall'insieme dei detenuti politici sahraouis nelle prigioni marocchine,

I detenuti politici sahraouis esigono che sia messo fine all'isolamento del detenuto politico sahraoui Boulemiz Mohamed e chiedono l'apertura di un inchiesta per le torture che ha subito.

Il trasferimento di 72 detenuti politici sahraouis dalla prigione nera di El Aiun con auto "Supratour" ed il loro sparpagliamento in diverse prigioni marocchine e di 40 detenuti politici dalla prigione di Ait Melloul alla prigione civile di Tiznit, tra cui parecchi Sahraouis, sono la conseguenza diretta della condanna internazionale in seguito alla pubblicazione delle immagini dell'orrore scattate all'interno della tristemente famosa Prigione Nera di El Aiun,

I detenuti politici sahraouis lanciano, infine, un'appello pressante a tutte le coscienze vive nel mondo per salvare la loro vita. ora in pericolo, in conseguenza della loro carcerazione arbitraria ed alle loro condizioni carcerarie più che precarie.

Il prigioniero di opinione sahraoui TAMEK Ali Salem

Portavoce dei detenuti politici sahraouis in sciopero illimitato della fame

Sabato, il 24 settembre 2005,

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