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Il popolo Saharawi

Sahara Occidentale: Dichiarazione Organizzazione Mondiale Contro la Tortura sui minori saharawi

Ricevuto da Poemario per un Sahara Libre il 18/02/2006

Caso Mar150206 / Mar150206.CC. Diritti Del Bambino. Eccessivo uso della forza poliziesca / detenzione arbitraria / presunta sparizione / paura per la sicurezza ed integrità fisica e psicologica.

Il Segretariato Internazionale dell'Organizzazione Mondiale Contro la Tortura, OMCT, sollecita il suo intervento molto urgente sulla seguente situazione nel Sahara Occidentale / Marocco.

Descrizione della situazione:

Il Segretariato Internazionale dell'OMCT ha ricevuto con preoccupazione informazioni sull'eccessivo uso della forza poliziesca contro gruppi di manifestanti di varie città, in particolare L'Aaiun, Gulimin e Dajla che reclamavano il diritto del popolo saharawi all'autodeterminazione e all'indipendenza. In varie occasioni si sono presentate molte detenzioni arbitrarie e molte persone risultarono ferite, inoltre, è stata denunciata la presunta sparizione di due persone.

Da informazioni provenienti da fonti affidabili, nella città di L'Aaiun, tre studenti saharawi del Liceo "Lemsala", i giovani Chtuki Mohamed Ahmed, Dah Hassan e El Ghali Lechgar, sono stati arrestati il 4 febbraio 2006 dai servizi di sicurezza marocchini e condotti al centro di polizia giudiziale della città. Secondo le denunce, le vittime sarebbero state sottoposte a interrogatori con maltrattamenti e torture per più di sei ore, prima di essere liberati in "condizioni salute molto delicate."

Secondo le informazioni, lunedì 6 febbraio di 2006, a L'Aaiun, centinaia di giovani saharawi e anche anziani, sono scesi in strada per manifestazioni pacifiche, col fine di chiedere la libertà incondizionata di tutti i carcerati politici e degli attivista saharawi dei diritti umani rinchiusi nelle prigioni marocchine e, anche il diritto da parte del loro paese all'autodeterminazione e l'indipendenza. Le forze di polizia marocchina hanno disperso immediatamente i manifestanti e a circondare la zona della manifestazione.

Successivamente, il 7 febbraio 2006, ci sono state nuove manifestazioni a L'Aaiun durante le quali furono violentemente colpiti i seguenti giovani: Srtas. Chikha Salama Ould Mnayssir; Hjabbouha Salama Ould Mnayssir, di 17 anni, e, Ghlaya Salama Ould Mnayssir, di 14 anni. Secondo le informazioni, le forze di polizia sono entrate nella sua casa , nel quartiere Niger nel centro della città, vicino alla grande manifestazioni , picchiandolo violentemente. Inoltre la giovane Hane Sayed, di 16 ,abitante nel quartiere di Nejar è stata arrestata il 7 febbraio e liberata al giorno dopo.

Secondo le denunce, anche a L'Aaiun, la Sig.ra. Khadijattou Ali Omar Bachir sarebbe sparita dopo dell'arresto di suo figlio il giovane Abdallah Salama Mnayssir, di 22 anni, del quale, fino ad ora, non si sa nulla né dove su trova nè sul suo stato di salute.

Le informazioni segnalano inoltre con molta preoccupazione che le forze di polizia marocchine hanno aumento la tensione elettrica nella città, per ridurre la collocazione di bandiere del Sahara nei cavi elettrici da parte dei giovani saharawi, mettendo questi ultimi in grave pericolo di vita. Questa operazione ha causato gravi danni ad un gran numero di computer ed apparati elettrici appartenenti a famiglie saharawi che non erano state informate dell'aumento della tensione elettrica.

Secondo le informazioni ricevute, nella notte tra il 3 ed il 4 di febbraio 2006, nella città di Dajla, alcuni cittadini saharawi, tra cui sette attivisti dei diritti umani, sono stati feriti negli scontri con le forze di polizia marocchina. Alcuni degli attivisti sono stati feriti, si tratta dei Sig.ri: El Mami Amar Salem, Ulad Chej el Mahyub, Miské Ahmed Zein, Hamadi Ahmed Menhanun, Mohamed Brahim Machnan, Ahmed Bahya eWanna Beida,, ancora in condizioni di salute precarie.. Negli stessi fatti altre quattordici persone sono state violentemente colpite, i Sig.ri: Buaila Salama Hamdi, Buaila Mohamed Yahdih, Buaila Mohamed Mahmud, Buaila Guha, Buaila Melah, Buaila Chreifa, Yusef Mrabih, Hamdi Al Buna, Larossi El Meki, Sidi El Hafed, Allah Chegaf, Jadu Amar Salem, Nquiya Buaila e Bela Chejatu Ali Salem

Inoltre, anche a Dajla durante le manifestazioni, le forze di polizia marocchine hanno arrestato il cittadino saharawi Sig. Bela Buaila, procedendo anche a devastare le case di alcune famiglie saharawi, tra cui quelle dei Sig.ri. Adu Ahmed Zein, Dala Buaila e Othman Buaila; quest’ultimo continua ad essere sorvegliato..

A Smara, i cittadini e studenti saharawi che hanno organizzato un sit-in in solidarietà con la popolazione di Dajla, denunciando la repressione marocchina nei territori del Sahara Occidentale e nel sud del Marocco.

Nella città di Guelmin, al sud del Marocco, almeno cinque persone saharawi, tra cui l'attivista dei diritti umani Sig.. Mohamed Lamin Essahel, sono stati arrestati nella notte del 6 febbraio , dopo le manifestazioni pacifiche tenute lo stesso giorno in città. L’'attivista Sig.. Mohamed Lamin Essahel è stato arrestato nella via pubblica verso le 20h20, a causa delle sue attività in difesa dei diritti umani assieme agli avvocati saharawi ed alla pubblicazione delle flagranti violazioni dei Diritti Umani commesse contro i civili saharawi nei territori del Sahara Occidentale. Circa dopo 10 minuti dopo dal suo arresto, il suo domicilio è stato devastato e saccheggiato. La polizia ha “prelevato” tra le altre cose,il computer ,un telefono, dischi CD e libri.

Lo stesso giorno durante le manifestazioni a Guelmin, altri quattro saharauis, i Rgueibi Ljlifa, Lakraimi Mustafa, Chekraui Bachir e Aabani Brahim sono stati arrestati. Nella stessa città, risultano ferite varie persone, tra cui i Sig.ri: Taouil Mustapha e Lektaif Lehbib che presentano ematomi, colpi ai piedi, alle mani e alla schiena, e Razak Abdelkader e Mansouri Said, che sono stati medicati con vari punti alla testa.

L'OMCT ricorda che il Marocco, come Stato membro della Convenzione sui Diritti del Bambino, deve controllare affinché:

a) Nessun bambino deve essere sottoposto a torture o punizioni crudeli. Non si può condannare alla pena capitale né all’ergastolo per reati da minori di 18 anni di età;

b) Nessun bambino sia privato della sua libertà in modo illegale o arbitrario. La detenzione, l'incarceramento o la prigione ad un bambino si darà solo in conformità con la legge e si userà solamente come ultima risorsa e per un periodo breve ;

c) Ogni bambino privato della libertà sia trattato con l'umanità ed il rispetto che merita la persona umana, ed in modo che si tenga conto delle necessità delle persone della sua età. In particolare, ogni bambino privato della libertà sarà separato dai carcerati adulti, a meno che ciò sia contrario all'interesse superiore dal bambino, avrà diritto a mantenere i contatto con la famiglia con corrispondenza e visite, salvo lecircostanze eccezionali;

d) Ogni bambino privato della sua libertà avrà diritto all'assistenza giuridica o ad altra assistenza adeguata, il diritto ad impugnare la legalità della privazione della sua libertà davanti ad un tribunale o un'altra autorità competente, indipendente ed imparziale ed ad una pronta decisione su detta azione.

Il Segretariato Internazionale dell'OMCT manifesta la sua grande preoccupazione sia per la sicurezza che per la salute ed integrità fisica e psicologica di tutti i cittadini saharawi sopra menzionati, ed in generale di tutta la popolazione saharawi, particolarmente nelle città di L'Aaiun, Dajla e Guelmin e sollecita il governo marocchino a prendere immediatamente misure urgenti ed appropriate per garantire le stesse.

Azione sollecitata:

Scrivere di nuovo alle autorità Marocchine invitandole a:

1. garantire la sicurezza e l'integrità fisica e psicologica ed assicurare l'accesso ad un'adeguata assistenza medica gratuita a tutti i feriti durante le manifestazioni menzionate, ed anche ai prigionieri politici saharawi in prigionieri;

2. ordinare l'immediata liberazione da tutti i detenuti menzionati se non hanno accuse valide o, nel caso vi siano contro di loro accuse valide portarli immediatamente davanti ad un tribunale civile, indipendente, giusto ed imparziale garantendogli in ogni momento i diritti processuali;

3. fare un’indagine indipendente ed imparziale sui maltrattamenti e sulle torture inflitte ai detenuti saharawi durante le manifestazioni sopra menzionate, per identificare i responsabili, portarli davanti ad un tribunale civile, indipendente ed imparziale ed applicar loro le sanzioni penali e/o amministrative previsti per la legge;

4. garantire il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali della popolazione saharawi, in conformità con le disposizioni della Dichiarazione Universale dei Diritti umani e dei Patti e Convenzioni Internazionali dei diritti umani, in particolare i Principi e Norme Minime per il trattamento dei Reclusi, la Convenzione Contro la Tortura e la Convenzione sui Diritti dal Bambino.

Indirizzare:

S. M. Mohammed VI. Ibn Al Hassan, Roi du Maroc, Palais Royal, Rabat, Maroc. Fax : + 21237.773 07 72 Mission Permanente du Royaume du Maroc à Genève, Chemin François-Lehmann 18a., 1218 Grand-Saconnex. Fax: + 41 (0) 22.791.81.80 E-mail: mission.maroc@ties.itu.int M. Driss Jettou, Premier Ministre, Bureau du Premier Ministre et Ministre des Affaires Etrangères et de la Coopération, Palais Royal, Rabat, Maroc. Fax + 21237.776 99 95 // + 21237.76 91 95 ou + 21237.77 68 37 M. Mohamed Bouzoubaa, Ministre de la Justice, Place Mamounia, Rabat, Maroc. Telegrammes : Ministre de Justice, Rabat, Maroc Fax: + 21237.72.37.10/ + 21237.73.07.72/ + 21237.73.89.40 M. Mostafa Sahel, Ministre de l’Intérieur, Quartier Administratif, Rabat, Maroc. Fax : + 21237.76.20.56 M. Mohamed Benaïssa, Ministre des Affaires Etrangères et de la Coopération, Avenue F. Roosevelt, Rabat, Maroc. Fax: (+212) 37 76 55 08/ 46 79. E-mail: mail@maec.gov.ma Conseil Consultatif des Droits de l’Homme (CCDH), Place des Chouhada, B.P. 1341, Rabat, Maroc. Fax: + 21237.72.68.56. E-mail: ccdh@ccdh.org.ma

Indirizzare per favore anche alle Rappresentazioni diplomatiche del Marocco nei rispettivi paesi.

Ginevra, 15 febbraio di 2006

Informateci su qualunque iniziativa sul presente caso, citando il codice del caso

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