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12-03-05
Giulia Bondi
Una sfida sportiva ma anche un modo per portare solidarietà al popolo saharawi,che da quasi trent'anni è costretto a vivere in campi profughi. Con lo slogan "La mia corsa libera", l'atleta disabile Andrea Mazzucchi di Piumazzo ha partecipato alla Sahara Marathon 2005
Quasi 500 partecipanti, metà dei quali Saharawi, gli altri provenienti da Italia, Spagna, Norvegia, Stati Uniti. E alla Sahara Marathon 2005 quest'anno c'era anche lui, Andrea Mazzucchi, 38 anni, atleta di Piumazzo, che corre per l'associazione sportiva handicap Modena. Quella nel deserto doveva essere la quarta maratona per Andrea, costretto però dalla tempesta di sabbia a fermarsi a metà percorso. Per lui ha finito la corsa la sua accompagnatrice, la volontaria bergamasca Claudia Tognoli, amica e compagna di allenamenti e di altre maratone, come quella di New York 2004. Uno stop forzato che non toglie valore alla grande esperienza di solidarietà e sport che è stata la Sahara Marathon: un'occasione - come ha spiegato lo stesso Andrea Mazzucchi - per far capire come anche le persone portatrici di disabilità possano portare aiuto e solidarietà a chi ne ha bisogno, e non soltanto riceverla. La maratona, e il viaggio di solidarietà presso il popolo Saharawi, sono stati anche momenti di commosso ricordo della moglie di Andrea, Cristina, scomparsa da pochi mesi, che era una delle colonne dell'associazione sportiva handicap modenese. Solidarietà dunque, da parte di Andrea Mazzucchi e di Asham ma anche di tante associazioni modenesi ed emiliano romagnole, che hanno inventato questo straordinario evento sportivo per condividere e per portare almeno una volta all'anno sotto le luci dei riflettori, le condizioni di vita dei Saharawi, profughi nell'Algeria occidentale da quasi 30 anni.
13-03-05
Giulia Bondi
Abbiamo parlato ieri della Maratona del Sahara e della straordinaria impresa sportiva dell'atleta disabile Andrea Mazzucchi, di Piumazzo. Ma lo sport è solo uno dei tanti rapporti di solidarietà che da anni Modena intrattiene con i saharawi, vittime dimenticate del conflitto del Sahara occidentale. E sono in pochi a sapere che sul territorio conteso esiste addirittura un muro lungo 2000 km...
"42 chilometri dei più duri per i loro 30 anni di attesa, per i
bambini rifugiati del sahara occidentale". Questo lo slogan della Sahara
Marathon 2005, l'evento sportivo e di solidarietà che anche quest'anno
ha portato una nutrita delegazione modenese e no a visitare, nell'ovest dell'Algeria,
i campi profughi dove dal '76 vivono quasi 200 mila Saharawi. La loro drammatica
situazione è un effetto collaterale di uno dei tanti conflitti dimenticati
dei nostri giorni. Abbandonato dagli spagnoli dopo la morte di Franco, il Sahara
occidentale, autoproclamatosi indipendendente, fu subito conteso tra Mauritania
e Marocco e gran parte della popolazione fu messa in fuga dai bombardamenti.
Le risoluzioni Onu si sono susseguite senza risultati, e pochi sono a conoscenza
dell'esistenza di un muro, lungo 2000 km, che separa i territori controllati
dal Marocco da quelli conquistati dal Fronte Polisario. La sussistenza dei campi
profughi, che si trovano in una delle zone più inospitali del Sahara,
dipende in tutto e per tutto dagli aiuti umanitari. Il viaggio 2005, oltre a
vedere la partecipazione alla maratona dell'atleta disabile modenese Andrea
Mazzucchi, è stata l'occasione per inaugurare il nuovo Centro di Salute
del campo profughi di Smara, ristrutturato a cura della regione Emilia Romagna,
e fare il punto su numerosi progetti, come la collaborazione tra il comune di
Modena e la municipalità di Bir Lehlu. Solidarietà per migliorare
le condizioni di una popolazione profuga, che ha scelto la strada della pace
e del negoziato e continua a sperare in una soluzione politica per ritornare
nella propria terra.
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