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di Vincenzo Vinci
Ottanta bimbi del Saharawi, la zona del Sahara Occidentale occupata dal Marocco,
sono giunti già da venti giorni in Emilia Romagna, dove verranno
ospitati fino al trenta agosto presso famiglie e strutture gestite da parrocchie
e associazioni. Ieri i bimbi hanno ricevuto il benvenuto dei consiglieri
regionali Ugo Mazza e Gianluca Borghi, nella sala polivalente della Regione:
unoccasione che si è ulteriormente caricata di un significato politico
per il
recentissimo arresto di Ali Salem Tamek, uno degli esponenti del Fronte Polisario
che si batte per lindipendenza saharawiana.
Tamek, di ritorno nel suo Paese dopo un viaggio in Europa in cui aveva denunciato
in molte conferenze le gravi violazioni dei diritti umani in corso
nel Sahara, è stato arrestato allaeroporto di Al Aaiun dalla polizia
marocchina e portato in una località sconosciuta. Un appello a tutte
le organizzazioni
internazionali e alle forze democratiche «perché si assumano la
responsabilità della difesa della salute e della vita di Ali Salem Tamek
e di tutti i cittadini
del Sahara Occidentale » è stato lanciato dai due consiglieri regionali
presenti allincontro con i bambini. «Crediamo sia urgente linterventodellOnu
e
dellUnione Europea affinché il Marocco rispetti la carta dei Diritti
Umani e cessi le intimidazioni e le repressioni contro chi manifesta pacificamente
per il diritto del popolo saharawi allautodeterminazione », hanno
dichiarato Gianluca Borghi e Ugo Mazza. Dal 1975, anno dellinvasione marocchina,
gran parte della popolazione saharawi vive in esilio, ospite in campi profughi
algerini. Da tempo lOnu ha stabilito un piano di pace per la soluzione
della crisi, comprendente un referendum di autodeterminazione del popolo saharawi.
Ma le urne non sono mai state aperte. «Anzi: nel 2003 il re del
Marocco ha detto chiaramente alle Nazioni Unite che non voleva sentir parlare
di referendum», ha ricordato Omar Mih, rappresentante del Fronte Polisario.
«Adesso chi ancora vive nelle zone occupate ha detto basta: a partire
da maggio sono state indette manifestazioni ed è stato richiesto laiuto
della comunità
internazionale - racconta Mih - ma la reazione marocchina è stata terribile:
centinaia di persone sono state imprigionate, sono state comminate condanne
a
venti anni di carcere per la semplice partecipazione a una manifestazione pacifica.
Adesso anche larresto di Ali Salem Tamek ». Omar Mih ha concluso
il
suo intervento ringraziando lEmilia Romagna per il suo sostegno alla causa
saharawiana lanciando un appello affinché «lopinione pubblica
si mobiliti, faccia
qualcosa di politico affinché il governo italiano intervenga su quello
marocchino».
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