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Il Domani Bologna 21 Luglio 2005

Ugo Mazza e Gianluca Borghi: «Occorre aiutare questa popolazione»
I saharawi ospiti della Regione
Ottanta bambini in Emilia Romagna fino al 30 agosto

di Vincenzo Vinci
Ottanta bimbi del Saharawi, la zona del Sahara Occidentale occupata dal Marocco, sono giunti già da venti giorni in Emilia Romagna, dove verranno
ospitati fino al trenta agosto presso famiglie e strutture gestite da parrocchie e associazioni. Ieri i bimbi hanno ricevuto il benvenuto dei consiglieri
regionali Ugo Mazza e Gianluca Borghi, nella sala polivalente della Regione: un’occasione che si è ulteriormente caricata di un significato politico per il
recentissimo arresto di Ali Salem Tamek, uno degli esponenti del Fronte Polisario che si batte per l’indipendenza saharawiana.
Tamek, di ritorno nel suo Paese dopo un viaggio in Europa in cui aveva denunciato in molte conferenze le gravi violazioni dei diritti umani in corso
nel Sahara, è stato arrestato all’aeroporto di Al Aaiun dalla polizia marocchina e portato in una località sconosciuta. Un appello a tutte le organizzazioni
internazionali e alle forze democratiche «perché si assumano la responsabilità della difesa della salute e della vita di Ali Salem Tamek e di tutti i cittadini
del Sahara Occidentale » è stato lanciato dai due consiglieri regionali presenti all’incontro con i bambini. «Crediamo sia urgente l’interventodell’Onu e
dell’Unione Europea affinché il Marocco rispetti la carta dei Diritti Umani e cessi le intimidazioni e le repressioni contro chi manifesta pacificamente
per il diritto del popolo saharawi all’autodeterminazione », hanno dichiarato Gianluca Borghi e Ugo Mazza. Dal 1975, anno dell’invasione marocchina,
gran parte della popolazione saharawi vive in esilio, ospite in campi profughi algerini. Da tempo l’Onu ha stabilito un piano di pace per la soluzione
della crisi, comprendente un referendum di autodeterminazione del popolo saharawi. Ma le urne non sono mai state aperte. «Anzi: nel 2003 il re del
Marocco ha detto chiaramente alle Nazioni Unite che non voleva sentir parlare di referendum», ha ricordato Omar Mih, rappresentante del Fronte Polisario.
«Adesso chi ancora vive nelle zone occupate ha detto basta: a partire da maggio sono state indette manifestazioni ed è stato richiesto l’aiuto della comunità
internazionale - racconta Mih - ma la reazione marocchina è stata terribile: centinaia di persone sono state imprigionate, sono state comminate condanne a
venti anni di carcere per la semplice partecipazione a una manifestazione pacifica. Adesso anche l’arresto di Ali Salem Tamek ». Omar Mih ha concluso il
suo intervento ringraziando l’Emilia Romagna per il suo sostegno alla causa saharawiana lanciando un appello affinché «l’opinione pubblica si mobiliti, faccia
qualcosa di politico affinché il governo italiano intervenga su quello marocchino».

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