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Il Domani Bologna 2 Agosto 2005

Sindaco e cittadini in piazza per i tredici bimbi Saharawi
Ambasciatori in calzoncini      In arrivo scampagnate, musei e un po’ della tradizionale fiera

Sono arrivati insieme al caldo tropicale del fine settimana appena trascorso i tredici babyambasciatori di Tindouf, l’area dell’ampia zona desertica africana dove sono concentrati i profughi del Saharawi. Ad accoglierli domenica pomeriggio nell’assolata piazza Bracci c’era una folta rappresentanza di cittadini sanlazzaresi, guidata dal sindaco Marco Macciantelli e dall’Assessore Marco Pondrelli. E proprio la fascia tricolore del primo cittadino è stato il primo catalizzatore della curiosità dei tredici fanciulli del deserto, ospiti vivaci e solari che sin da subito hanno conquistato la benevolenza dei presenti, rapiti dal perpetuo muoversi e cercare di occhioni emanine. Ancora una volta San Lazzaro apre i suoi giardini alle corse e ai giochi di una delegazione testimone di una delle tensioni tra etnie più cruente del territorio africano: i tredici bimbi, di età compresa tra gli otto e i dodici anni, saranno ospitati a San Lazzaro nella struttura del Centro Europa Uno, che ormai da anni si rende disponibile ad accogliere le delegazione attraverso le quali si concretizzano gli obbiettivi di cooperazione internazionale dell’amministrazione di piazza Bracci. Pronto per loro un ghiotto itinerario di escursioni e visite, affinchè nei loro avidi occhietti si depositino immagini di serenità e pace, a sedare per un po’ la sofferenza del loro popolo di appartenenza e riaccendere la speranza per un futuro che, così giovani, non possono assolutamente dare per compromesso: in programma, quindi, tante escursioni nelle aree parchive del territorio, un patrimonio che l’abitudine al deserto rende impossibile da banalizzare, e anche un giretto al Museo della Preistoria “Luigi Donini”, per condividere, assieme al presente e all’impegno per il futuro, anche un po’ di passato. E prima di lasciare la città giardino (dal 6 agosto la delegazione riprenderà il suo tour in regione, apertosi lo scorso 28 giugno e la cui chiusura è prevista per la fine del mese) anche un assaggio di “fìra”, per regalare ai tredici rappresentanti di Tindouf ancora qualche coccola, nello spasso dei burattini di Pazzaglia o nei golosi bocconi di marzapane che colorano il “far festa” dei sanlazzaresi.
Vincenzo Branà

Untitled Document Sono arrivati insieme al caldo tropicale del fine settimana appena trascorso i tredici babyambasciatori di Tindouf, l’area dell’ampia zona desertica africana dove sono concentrati i profughi del Saharawi. Ad accoglierli domenica pomeriggio nell’assolata piazza Bracci c’era una folta rappresentanza di cittadini sanlazzaresi, guidata dal sindaco Marco Macciantelli e dall’Assessore Marco Pondrelli. E proprio la fascia tricolore del primo cittadino è stato il primo catalizzatore della curiosità dei tredici fanciulli del deserto, ospiti vivaci e solari che sin da subito hanno conquistato la benevolenza dei presenti, rapiti dal perpetuo muoversi e cercare di occhioni emanine. Ancora una volta San Lazzaro apre i suoi giardini alle corse e ai giochi di una delegazione testimone di una delle tensioni tra etnie più cruente del territorio africano: i tredici bimbi, di età compresa tra gli otto e i dodici anni, saranno ospitati a San Lazzaro nella struttura del Centro Europa Uno, che ormai da anni si rende disponibile ad accogliere le delegazione attraverso le quali si concretizzano gli obbiettivi di cooperazione internazionale dell’amministrazione di piazza Bracci. Pronto per loro un ghiotto itinerario di escursioni e visite, affinchè nei loro avidi occhietti si depositino immagini di serenità e pace, a sedare per un po’ la sofferenza del loro popolo di appartenenza e riaccendere la speranza per un futuro che, così giovani, non possono assolutamente dare per compromesso: in programma, quindi, tante escursioni nelle aree parchive del territorio, un patrimonio che l’abitudine al deserto rende impossibile da banalizzare, e anche un giretto al Museo della Preistoria “Luigi Donini”, per condividere, assieme al presente e all’impegno per il futuro, anche un po’ di passato. E prima di lasciare la città giardino (dal 6 agosto la delegazione riprenderà il suo tour in regione, apertosi lo scorso 28 giugno e la cui chiusura è prevista per la fine del mese) anche un assaggio di “fìra”, per regalare ai tredici rappresentanti di Tindouf ancora qualche coccola, nello spasso dei burattini di Pazzaglia o nei golosi bocconi di marzapane che colorano il “far festa” dei sanlazzaresi. Vincenzo Branà Untitled Document Sono arrivati insieme al caldo tropicale del fine settimana appena trascorso i tredici babyambasciatori di Tindouf, l’area dell’ampia zona desertica africana dove sono concentrati i profughi del Saharawi. Ad accoglierli domenica pomeriggio nell’assolata piazza Bracci c’era una folta rappresentanza di cittadini sanlazzaresi, guidata dal sindaco Marco Macciantelli e dall’Assessore Marco Pondrelli. E proprio la fascia tricolore del primo cittadino è stato il primo catalizzatore della curiosità dei tredici fanciulli del deserto, ospiti vivaci e solari che sin da subito hanno conquistato la benevolenza dei presenti, rapiti dal perpetuo muoversi e cercare di occhioni emanine. Ancora una volta San Lazzaro apre i suoi giardini alle corse e ai giochi di una delegazione testimone di una delle tensioni tra etnie più cruente del territorio africano: i tredici bimbi, di età compresa tra gli otto e i dodici anni, saranno ospitati a San Lazzaro nella struttura del Centro Europa Uno, che ormai da anni si rende disponibile ad accogliere le delegazione attraverso le quali si concretizzano gli obbiettivi di cooperazione internazionale dell’amministrazione di piazza Bracci. Pronto per loro un ghiotto itinerario di escursioni e visite, affinchè nei loro avidi occhietti si depositino immagini di serenità e pace, a sedare per un po’ la sofferenza del loro popolo di appartenenza e riaccendere la speranza per un futuro che, così giovani, non possono assolutamente dare per compromesso: in programma, quindi, tante escursioni nelle aree parchive del territorio, un patrimonio che l’abitudine al deserto rende impossibile da banalizzare, e anche un giretto al Museo della Preistoria “Luigi Donini”, per condividere, assieme al presente e all’impegno per il futuro, anche un po’ di passato. E prima di lasciare la città giardino (dal 6 agosto la delegazione riprenderà il suo tour in regione, apertosi lo scorso 28 giugno e la cui chiusura è prevista per la fine del mese) anche un assaggio di “fìra”, per regalare ai tredici rappresentanti di Tindouf ancora qualche coccola, nello spasso dei burattini di Pazzaglia o nei golosi bocconi di marzapane che colorano il “far festa” dei sanlazzaresi. Vincenzo Branà
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