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Il Manifesto 2 Ottobre 2005
Guantanamo in Marocco
Carcere nero Nella prigione di Al Aaiun, i detenuti politici sahrawi rifiutano
il cibo da due mesi per protesta . Undici sono in coma
Le foto delle condizioni di reclusione dei prigionieri politici sahrawi nel
famigerato «carcere nero» di Al Aaiun (qui accanto ne pubblichiamo
una, altre si possono trovare sul sito www.arso.org) gettano una luce sinistra
sul «nuovo corso democratico» inaugurato in Marocco dal giovane
re Mohammed VI. Ieri, 34 detenuti politici sahrawi hanno sospeso lo sciopero
illimitato della fame cominciato l'8 agosto scorso per protestate contro le
«condizioni di detenzione disumane». Le autorità del Fronte
Polisario, il movimento sahrawi per l'indipendenza del Sahara occidentale, hanno
detto che lo sciopero è interrotto perché i reclusi sono in trattativa
con le autorità marocchine. «Se i negoziati falliscono, lo sciopero
ricomincerà», ha dichiarato un esponente di spicco del Polisario.
L'Associazione marocchina per i diritti umani (Amdh) ha reso noto che 11 di
questi prigionieri sono finiti in coma o in uno stato di incoscienza.
Una nuova ondata di repressione si è scatenata nel territorio occupato
dalle forze marocchine dopo l'«intifada» del maggio scorso, quando
diversi attivisti hanno osato chiedere a gran voce ad Al Aaiun, capitale amministrativa
della regione, la tenuta di quel referendum sull'autodeterminazione previsto
dalla tregua del 1991 e da allora sistematicamente boicottato da Rabat. L'attivista
sahrawi Ali Salem Tamek, noto in Occidente per la sua campagna in favore dell'autodeterminazione
del popolo sahrawi, è stato arrestato il 19 luglio al suo ritorno ad
Al Aaiun e accusato di aver «attentato alla sicurezza dello stato».
La diffusione delle «foto della vergogna» non è stata gradita
dalle autorità marocchine: il giudice istruttore del tribunale di Al
Aaiun ha disposto l'isolamento totale per il responsabile della fuga delle immagini,
il detenuto politico sahraoui Boulemiz Mohamed. Viste le condizioni delle celle
«normali» del carcere nero, ben evidenziate dalla foto, viene spontaneo
chiedersi come avviene l'isolamento. Sperando che Boulemiz Mohamed sia in grado
di raccontarlo.
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