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Il Manifesto 1 Novembre 2005
Lo hanno arrestato perché ha osato sventolare una bandiera sahrawi. lo
hanno portato in commissariato e ripetutamente torturato. Hmatu Lambarki, attivista
sahrawi, è morto domenica ad Al Aaiun, capitale amminsitrativa del Sahara
occidentale, in seguito alle percorse dei gendarmi di Rabat. Secondo le prime
ricostruzioni, Lambarki sarebbe stato arrestato con altri manifestanti e introdotto
in un cellulare della polizia; successivamente, sarebbe stato ritrovato con
ferite al capo e in stato di incoscienza ai bordi di una strada non lontana
dal luogo dell'arresto. Soccorso da alcuni giovani e ricoverato in ospedale,
lì l'uomo è deceduto. Nato nel 1974, Lambarki è la prima
vittima dell'intifada sahrawi, esplosa nel maggio scorso nell'ex colonia spagnola
occupata trent'anni fa dalle forze marocchine. Alla notizia della sua morte,
centinaia di persone si sono riversate in strada e si sono riunite di fronte
al suo appartamento. Ma, a quanto raccontano fonti locali sul posto, la manifestazione
è stata dispersa dalla polizia, che avrebbe anche fermato alcuni altri
attivisti. Mentre la tensione resta altissima ad Al Aaiun, il governo di Rabat
ha fatto sapere che aprirà un'inchiesta sulle circostanze della morte
di Lambarki.
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