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mercoledì 23 marzo
Di Carmen Morrone
È una maratona a tutti gli effetti: 42 km e 195 metri di corsa nel deserto
algerino. È la "Sahara Marathon", una manifestazione di solidarietà
verso il popolo Saharawi, svoltasi nelle scorse settimane. Per la prima volta,
dopo quattro edizioni, ha visto la partecipazione di un atleta disabile: Andrea
Mazzucchi.
Una tempesta di sabbia, uno scirocco che soffiava a 90 km/h, ha però
impedito ad Andrea, tetraplegico dalla nascita, di completare la gara. "Avevo
raggiunto il 21° km quando il vento si è fatto più forte alzando
un muro di sabbia. È un momento psicologicamente delicato: sei già
stanco, ma solo a metà del cammino. Avevo difficoltà a stare in
piedi e la visibilità era scarsa". Non lo ammette (lui dice di "aver
fatto la cosa giusta"), ma Mazzucchi in cuor suo pensa con rimpianto. Per
il 38enne modenese, che ha al suo attivo le maratone di Roma, Padova e New York,
l'obiettivo è arrivare al traguardo per vincere la sfida ingaggiata tra
lui e la paresi. "Un giorno ci riproverò".
Andrea ritornerà alla "Sahara Matharon", che si svolge nei
campi profughi saharawi, a Tindouf nel deserto algerino, in cui da 28 anni vivono
200.000 persone. Si tratta di rifugiati che hanno abbandonato i loro territori
a causa della guerra tra Marocco e Fronte Polisario. "Siamo partiti da
Al Ayoun e abbiamo raggiunto Smara. Prima del vento ho potuto vedere paesaggi
unici, è stato entusiasmante correre insieme agli atleti saharawi",
dice Mazzucchi.
Alla "Sahara Marathon", che comprende anche gare di 10 e 21 km, hanno
partecipato quest'anno più di 500 atleti provenienti da tutto il mondo.
Gli italiani sono stati 150. E il podio è stato azzurro: Vincenzo Castellano
ha vinto la maratona in 3 ore 9' 10". Una gara che si snoda su piste e
sulla sabbia. Quest'ultima era un'incognita per Andrea. "La mia preoccupazione
era l'equilibrio: la sabbia non dà un appoggio sicuro che per me è
fondamentale. Sono stati molti utili gli allenamenti sulle colline modenesi,
sulle strade sterrate, sulle rive dei fiumi. E il sostegno di Claudia Tognoli
che da anni corre con me le gare più impegnative". Gli atleti sono
stati ospitati dalle famiglie saharawi e hanno visitato i progetti di cooperazione
attivati dalla "World Humanitarian Marathon Foundation". Con la sua
presenza ogni atleta contribuisce a finanziare un progetto sanitario, didattico,
alimentare. Dal deserto alla Terra Santa. Andrea ora sta preparando la 2ª
Maratona della Pace, che si correrà tra Betlemme a Gerusalemme. Lui sarà
in prima fila...
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