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Il viaggio della solidarietà è iniziato. Quest'anno come in quelli passati, perché ormai il legame con il popolo Saharawi in esilio è fortissimo. Fratellanza prima ancora che assistenza. Così come la Sahara Marathon, a cui parteciperanno anche questa volta parecchi maratoneti della città e della provincia è molto più di una semplice corsa a piedi. Non solo per la particolarità del percorso, che corre tra piste e dune nel deserto algerino in cui il popolo Saharawi vive in esilio, in campi profughi dove ogni tipo di aiuto è fondamentale e necessario, da più di trent'anni.
Ci sono molti motivi che rendono questa edizione ancora più significativa delle cinque che l'hanno preceduta. Prima di tutto la ricorrenza: la gara di martedì prossimo andrà in scena nell'ambito dei festeggiamenti per il trentesimo anniversario della Rasd, la Repubblica Araba Saharawi Democratica, che si celebrerà domani in coincidenza con la presenza ai campi di tutti i partecipanti. E la novità è che la grande festa, così come tutte le iniziative culturali e la partenza della stessa maratona, si svolgerà al campo di Tifariti, nel Sahara occidentale liberato, per simboleggiare l'avvicinamento del popolo Saharawi alla propria terra, nella speranza di poter fare ritorno alle proprie radici. Tifariti, dunque, dopo El Ayoun, Aoserd, Smara e Dhakla. Un panorama diverso, questa volta, per i maratoneti.
Più formazioni rocciose, qualche accenno di vegetazione, ma una gara comunque impegnativa proprio come quelle che sono andate in archivio, e che hanno visto per due volte il trionfo di un atleta di casa, Vincenzo Castellano del Team Pasta Granarolo, e altrettante quello della sua compagna, di vita e di squadra, Rosy Manari. Quest'anno loro non ci saranno, anche se il loro cuore batte forte per la causa Saharawi. Ma il gruppo bolognese, il cui nucleo più numeroso arriva da San Giovanni in Persiceto, è già arrivato a destinazione. Una comitiva di 65 persone, trenta delle quali parteciperanno alla 42 chilometri, organizzata dal Coordinamento delle Associazioni di Solidarietà col popolo Saharawi dell'Emilia-Romagna. Ci sono anche due rappresentanti della protezione civile, per valutare i progetti di ricostruzione degli accampamenti distrutti dalla violenta alluvione che ha colpito le tendopoli la settimana scorsa. La grande corsa della solidarietà duro e difficile del solito. Un'emergenza che richiede attenzione e partecipazione da parte di tutti, e che i profughi Saharawi stanno affrontando con il coraggio e la determinazione che hanno mostrato in questi decenni di estrema difficoltà, e con l'orgoglio di un popolo libero che lotta per costruirsi una vita migliore.
UN AIUTO CONCRETO – Il Coordinamento delle Asso Associazioni sta raccogliendo fondi per affrontare questa nuova emergenza. La prima parte dei proventi sarà consegnata in questi giorni. Chi vuole contribuire può farlo utilizzando il conto corrente bancario numero 986412, ABI 05387, CAB 02418 della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, agenzia 18 Bologna città, con causale "emergenza Saharawi 2006". Informazioni sul sito www.saharawi.org.
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