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Il popolo Saharawi

Rassegna del 30 Agosto 2006

Liberazione
Roma: manca l’aereo. Tutti a nanna in aeroporto
160 bambini del Saharawi, tra i 5 e i 12 anni, hanno trascorso la notte all’aeroporto di Fiumicino, perchè l’aereo che doveva riportarli a casa non c’era. Solo in tarda mattinata si è provveduto al trasferimento dei bambini, e relativi accompagnatori, in un albergo di Ostia. Sulla vicenda è intervenuto anche l’Enac, che ha attivato il Nucleo Ispettivo della Direzione aeroportuale di Fiumicino.

Il Tempo
Partono i «bambini del deserto» Finita un’odissea lunga due giorni
È FINITA l’«Odissea» per i 160 bambini dei campi profughi Saharawi, che da ieri mattina erano in attesa di poter rientrare nella loro terra. Finalmente ieri in tarda nottata la partenza per Algeri dall’aeroporto di Fiumicino. laereo della Air Algerie, proveniente dallo scalo parigino, è arrivato allo scalo romano intorno alla mezzanotte per decollare intorno all’ 1.30. I bambini e i loro accompagnatori adulti, dopo aver trascorso l’intera giornata di ieri in un albergo diOstia, sono stati accompagnati all’aeroporto di Fiumicino per l’imbarco intorno alle 20 di ieri sera e durante l’attesa per l’imbarco sono stati rifocillati e assistiti dal personale di Aeroporti di Rloma in un’area dedicata della sala transiti dei voli internazionali. Per bambini, dai 6 ai 13 anni, da due mesi in Italia ospiti di Comuni come Firenze, Napoli e la provincia di Roma, si è trattato di un autentico e inatteso calvario che finalmente è terminato. E.B.

Il Giornale
Niente aereo E 160 bimbi dormono in aeroporto
Roberto Filibeck
L'aereo non decolla e 160 bambini bivaccano tutta la notte sulle poltrone dell'aeroporto. Non solo senza essere assistiti, ma senza che nessuno si preoccupasse di portargli un pasto caldo, una bevanda o altri generi di conforto. La grave situazione, infatti, si è sbloccata solo ieri mattina, ma dopo che i piccoli, stremati, avevano ormai trascorso più di 12 ore nello scalo. È stato necessario, infatti, l'intervento dell'Enac, che ha attivato il nucleo ispettivo della Direzione aeroportuale di Fiumicino, affinché i piccoli venissero assistiti e trasferiti in albergo per rifocillarsi. La brutta disavventura è capitata lunedì all'aeroporto Fiumicino a un gruppo di 160 bambini e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 12 anni provenienti dai campi profughi del Saharawi, nel Sud dell'Algeria, che insieme con altri 300 loro coetanei e connazionali avevano trascorso un periodo di vacanza di due mesi in Italia, ospiti di famiglie e parrocchie. Il loro rientro in Algeria era previsto nella tarda serata di lunedì, ma il volo charter dell'Air Algerie, la cui partenza inizialmente era programmata per le 22 dal Leonardo da Vinci, è poi slittata alle 2 di notte. Dopo un'altalenarsi di notizie alla fine era arrivato l'annuncio che non c'era la disponibilità dell'aeromobile. E così, stremato dalla stanchezza, il gruppo, insieme con gli accompagnatori, 87 adulti, è stato costretto a passare la notte all'interno della sala transiti dello scalo dormendo chi a terra, chi accovacciato sulle poltroncine. Solo al risveglio dei bambini, ieri mattina, la compagnia aerea si è degnato di offrirgli la colazione. Poi dopo avere valutato che prima delle 23 non sarebbe stato possibile effettuare il decollo per Algeri alle 11.30, finalmente Air Algerie, sempre dopo l'intervento dei due ispettori Enac, si è fatta carico di trasferire il gruppo in un albergo del litorale romano. Diversa invece la versione della compagnia aerea che - a suo dire - avrebbe dato da subito la propria disponibilità ad accompagnare il gruppo in un albergo di Ostia, ma avrebbe tardato a farlo nella speranza di riuscire a far partire quanto prima i bambini. «Un fatto è più che certo - polemizzavano ieri tanti addetti aeroportuali, compresi alcuni poliziotti - è che non è umanamente possibile sottoporre dei bambini così piccini a uno stress simile. Sarebbe stato molto meglio portarli subito in hotel in attesa della nuova programmazione del volo».Per fare luce su questo grave episodio ora l'Enac sta valutando tutte le possibilità di erogare sanzioni alla compagnia (rischia fino a 10mila euro di multa),
per eventuali violazioni che saranno accertate dal nucleo ispettivo della Direzione aeroportuale di Fiumicino.

 

Il Messaggero
L’aereo non c’è: 220 bambini pernottano nella sala transiti
di ELENA PANARELLA
Ninna nanna a Fiumicino per 220 bambini, perchè l’aereo per Algeri non c’era e non c’è stato per tutta la notte. E' la disavventura capitata al Leonardo da Vinci a un gruppo di bimbi e ragazzi di età compresa tra i 5 e i 15 anni provenienti dai campi profughi del Saharawi, nel sud dell’Algeria, che insieme con altri 300 loro coetanei e connazionali hanno trascorso un periodo di vacanza di due mesi in Italia ospiti di famiglie e parrocchie. "La nostra notte bianca l’abbiamo passata in aeroporto", ironizza Salem Hamada, rappresentante in Italia del fronte “popolo Saharawi”. "All’inizio per loro è stato un divertimento, l’hanno presa come un gioco, hanno vissuto sicuramente difficoltà più grandi di queste - continua Hamada -. Ma poi con il passare delle ore la stanchezza ha cominciato a farsi sentire. Oltretutto alcuni bambini sono portatori di handicap e altri che hanno problemi di celiachia". Il rientro in Algeria era previsto nella tarda serata di lunedì, ma il charter dell’Air Algerie predisposto proprio per questi piccoli per il volo di rientro con partenza alle 22 dal Leonardo da Vinci, è poi slittato alle 2 e alla fine non è più partito. E così, stremato dalla stanchezza, il gruppo, insieme con gli accompagnatori, 30 adulti, ha trascorso la notte nella sala transiti dello scalo dormendo chi a terra, chi accovacciato sulle poltroncine. Senza più notizie del loro volo e accuditi soltanto dalla polizia e dagli operatori aeroportuali con generi di conforto e giocattoli.
Al risveglio, ieri mattina, è stata offerta la colazione dalla compagnia aerea, che, tra l’altro, avrebbe dato da subito la propria disponibilità ad accompagnare il gruppo in un albergo di Ostia, ma poi avrebbe tardato a farlo nella speranza di riuscire a far partire quanto prima i bambini. Valutato però che il decollo per Algeri non sarebbe stato possibile prima di sera, alle 11.30 il gruppo è stato accompagnato in un albergo del litorale. "Il punto - c’è chi osserva fra i dipendenti dell’aeroporto - è che non è umanamente possibile sottoporre i bambini ad uno stress simile. Sarebbe stato molto meglio portarli subito in hotel in attesa della nuova programmazione del volo. Avevano bisogno di tutto e perdipiù sono davvero piccoli".Sulla vicenda è intervenuto anche l’Enac, che ha attivato il nucleo ispettivo della direzione aeroportuale di Fiumicino. Ora si starebbero valutando tutte le possibilità di erogare sanzioni al vettore per le violazioni che saranno eventualmente accertate.Intanto per i bambini, una volta giunti in albergo, è iniziata un’altra avventura. Per loro abituati a vivere nei campi profughi, l’attesa per il viaggio di rientro è stata una novità. Per gli accompagnatori una nuova battaglia. "Bisognava rincorrerli un po’ ovunque, c’è chi si nascondeva nei corridoi per gioco, chi si divertiva nelle stanze - spiega Valentina Roversi, dell’Arci Nazionale e membro dell’associazione di solidarietà con il popolo Saharawi -. Ci vogliono mille occhi: hanno iniziato a giocare con tutto, dal phon, un oggetto quasi misterioso, ai salti sui letti. Qualcuno non aveva mai visto nemmeno una vasca da bagno e anche quella è diventata un gioco. Poi sono arrivati altri volontari di rinforzo tra questi ci sono anche tre medici. Per i bambini ciliaci abbiamo dovuto, grazie anche all’albergo, preparare pasti particolari. Insomma non ? stato facile".
Ieri sera, bambini e accompagnatori, sono tornati in aeroporto alle 20, ma il charter proveniente da Parigi era di nuovo in ritardo e la partenza per Algeri è slittata nuovamente alla tarda nottata.

TGCOM
Bimbi profughi, notte a Fiumicino L'aereo non arriva, attesa per 160
E' durata quasi 24 ore l'odissea di 160 bambini dei campi profughi Saharawi, nel sud dell'Algeria, che dovevano partire dall'aeroporto di Fiumicino per poter far rientro alla loro terra. L'aereo era atteso per le 22 di lunedì, ma a un primo ritardo se ne sono aggiunti altri fino a che i bimbi hanno passato l'intera notte nella sala transiti. Portati in albergo la mattina dopo, sono riusciti a partire solo in tarda serata.Doveva essere una normale partenza, il ritorno a casa, per questo gruppo di bimbi tutti compresi tra i 5 e i 12 anni che avevano trascorso un mese di vacanza in Italia, ospiti di famiglie e parrocchie. Ma riuscire a prendere quel velivolo dell'Air Algerie si è rivelata una vera impresa.Il rientro in Algeria era previsto nella tarda serata di lunedì, ma il volo charter, programmato inizialmente in partenza alle 22 dal Leonardo da Vinci, è poi stato ritardato per problemi di composizione di equipaggio. Ritardo su ritardo (fino all'annullamento), i bambini hanno trascorso una notte all'interno della sala transiti. La stanchezza si è presto fatta sentire (tnato più che alcuni dei bambini erano portatori di handicap) e quindi si sono cercate sistemazioni di emergenza: qualcuno sdraiato sulle poltroncine, altri per terra, accuditi dalla polizia.Il mattino successivo il gruppo è stato portato in un albergo di Ostia per passare la giornata in maniera confortevole visto che il nuovo volo era fissato per le 20, ma i contrattempi non sono finiti e i ritardi sono ricominciati. Fortunatamente questa volta, seppure con più di 24 ore di ritardo, i piccoli sono alla fine riusciti a partire.

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