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Il popolo Saharawi

l'Unità26 Marzo 06

Sahara Occidentale il Marocco apre a metà

Re Mohamed VI dice sì all'autonomia ma gela gli indipendentisti: "Non cederò un granello di sabbia"

Leonardo Sacchetti

Ampia autonomia all'interno del Regno del Marocco. Con questa formula, il re Mohamed VI ha concluso la sua visita nelle province del Sahara Occidentale che, per il sovrano marocchino, appartengono al suo regno ma che per i saharawi sono la loro terra, una patria negata da sempre, e che dal 1975 (anno di passaggio dal colonialismo spagnolo a quello marocchino) richiedono a gran voce dopo la rinuncia alla lotta armata. Un braccio di ferro che il re marocchino ha definito "artificiale".

La proposta di Mohamed VI è arrivata ieri da Laayoune (capitale della regione), durante la cerimonia per la nomina dei membri del Consiglio Reale Consultivo per gli Affari Saharawi, un organismo che - nelle idee di Rabat - dovrebbe mediare tra le spinte ultra-nazionaliste di alcuni partiti marocchini ("Non cederemo nemmeno un granello di sabbia del Sahara Occidentale") e quelle indipendentiste del Fronte Polisario. "Occorre arrivare a una soluzione politica negoziata - ha dichiarato Mohamed VI- e accettata da tutti, per porre fine questo contenzioso artificiale, all'interno della sovranità del Regno".

In realtà, questa proposta non è nuova, ma arriva in un momento in cui la questione del Sahara Occidentale ha raggiunto un punto di non ritorno. A livello diplomatico, il Marocco appare sempre più isolato nelle Nazioni Unite, rispetto anche agli altri paesi africani. A livello sociale, poi, la condizione dei profughi saharawi in Algeria Si è fatta ancor più tragica e precaria dopo la violenta alluvione dei primi giorni di febbraio. Le tendopoli saharawi in Algeria si sono trasformate in paludi, riducendo le celebrazioni previste dal Fronte Polisario per celebrare, il 25 febbraio, i 30 anni dalla fondazione della Repubblica Araba Saharawi Democratica (Rasd). La proposta di Mohamed VI appare così come una mano tesa verso l'Unione Africana e l'Onu, con il Polisario che l'ha gia bocciata. Ma la situazione che si vive nelle tendopoli, potrebbe spingere l'Algeria e il Sud Africa (grande mediatore con Rabat) a dare una chance a Mohamed VI. E' dal 1991 che l'Onu richiede a Rabat lo svolgimento di un referendum che permetta di dipanare la crisi saharawi. Ma per il re marocchino, la nuova proposta è una risposta "all'impossibilità, confermata all' Onu, di applicare tale proposta". Appena poche ore prima delle dichiarazioni del regnante del Marocco, il presidenti di Algeria e Sud Africa, Abdelaziz Bouteflika e Thabo Mbeki, avevano richiesto a Mohamed VI "il rispetto all'autodeterminazione per i saharawi, come chiave di svolta per qualsiasi soluzione del conflitto di decolonizzazione". La risposta di Rabat non si è fatta attendere, ma potrebbe essere una timida occasione per accelerare il contenzioso su queste terre ricche di fosfati, petrolio e di pesce nelle sue acque costiere.

Se Mohamed VI ha ripetuto l'impossibilità del suo regno a privarsi dei "territori marocchini meridionali", il Fronte Polisario sembra in difficoltà a tenere a bada le sempre più vigorose proteste dei saharawi contro le ripetute chiusure di Rabat. Ma anche la politica marocchina stà attraversando un periodo turbolento: se è vero quel che dicono i sondaggi, la possibilità di un voto democratico in Marocco porterebbe al potere i gruppi islamisti più radicali. Mohamed VI potrebbe cosi voler giocare la partita del Sahara Occidentale proprio per recuperare credibilità politica sia a livello nazionale che agli occhi delle Nazioni Unite.

Repubblica 26 Marzo 06

Dopo 30 anni il re Mohamed VI nega l'indipendenza al Fronte Polisario

Il Marocco e la guerra del deserto "Sahara autonomo ma resta nostro"

Alessandro Oppes

MADRID -Autonomia si indipendenza no. Ci si aspettava una proposta, un'idea nuova dalla visita che il re del Marocco Mohamed VI ha compiuto in questi giorni nel Sahara Occidentale. Ma,tra dichiarazioni infarcite di retorica patriottica l'erede di Hassan II ha confermato che l'unica possibile soluzione politica negoziata al conflitto che dura da trent'anni deve passare attraverso l'accettazione "di un'autonomia nel quadro della sovranità del Regno". Il monarca alawita lo chiama in modo sprezzante "contenzioso artificiale", ma neppure i più accalorati dirigenti del Fronte Polisario trovano argomenti per contraddirlo quando sostiene che "si è dimostrata l'impossibilità di applicare " il piano delle Nazioni Unite che - elaborato nel 1990 e accettato dalle due parti prevedeva la celebrazione di un referendum sull'autodeterminazione. Come gesto di buona volontà, il re ha annunciato nell'ultima giornata della sua visita a El Aaiun, capitale dell'ex colonia spagnola, la concessione dell'indulto a 216 prigionieri saharawi, tra i quali i trenta attivisti arrestati nel giugno scorso durante le manifestazioni indipendentistiche. Ma le prime reazioni alla nuova proposta di Mohammed VI non sono esattamente concilianti. In una dichiarazione comune, i presidenti di Algeria e Sudafrica, Abdelaziz Buteflikae Thabo Mbek hanno ripetuto che 1' autodeterminazione è "1'elemento chiave per qualunque soluzione"al conflitto del Sahara 0ccidentale.

Gli Stati Uniti mantengono una posizione prudente, invitando alla ricerca di una "soluzione realistica" nell'ambito delle Nazioni Unite. In realtà, negli ultimi quindici anni, l'unico successo che l'Onu può legittimamente vantare e quello di aver garantito il rispetto del cessate il fuoco, attraverso la missione Minurso , sulla cui proroga si dovrà pronunciare in aprile il Consiglio di sicurezza. In quell' occasione, però, non verrà ancora presa in considerazione la proposta di soluzione al conflitto annunciata dal sovrano marocchino perché, secondo quanto ammettono fonti di Rabat, non è stata ancora elaborata nei dettagli.

L'ultimo progetto sostenuto dall'Onu, conosciuto come Piano Baker II (perché opera dell'ex segretario di Stato Usa James Baker, che fu anche rappresentante personale del segretario generale delle Nazioni Unite per il Sahara) prevedeva la celebrazione di un referendum sull'autodeterminazione dopo un periodo transitorio di autonomia di cinque anni. Ma organizzare questa consulta elettorale si è rivelata fino ad ora una missione impossibile. Lo scoglio più grosso è quello del censo dei votanti, perché Rabat esige che venga riconosciuto anche ai marocchini installati nella zona il diritto aesprimersi.

Il problema è che la popolazione saharawi è ormai diventata minoritaria, perchè la monarchia alawita e riuscita a portare a compimento, negli ultimi trent'anni, un'efficace politica di occupazione del territorio.

Dal 1975, quando re Hassan II decise di avviare in maniera clamorosa questa occupazione territoriale attraverso la Marcia Verde , la Spagna ha sempre affrontato con un certo imbarazzo la crisi del Sahara occidentale. Quando Madrid decise di avviare il processo di decolonizzazione, Francisco Franco era agonizzante. Alla morte del Caudillo, le truppe spagnole abbandonarono la zona e l'impegno alla celebrazione di un referendum assunto con l'Onu venne di fatto reso nullo dall'invasione marocchina. In questi decenni, tutti i governi spagnoli hanno sempre appoggiato la linea delle Nazioni Unite. Anche il governo Zapatero si è impegnato a compiere uno sforzo negoziale per risolvere il conflitto, ma la sua politica di riavvicinamento al Marocco (doverosa dopo il lungo "gelo" tra Aznar e Mohammed VI) ha provocato dure critiche da parte del Fronte Polisario, che accusa la Moncloa di cedere all'arroganza di Rabat.

Liberazione 26 Marzo 06

Sahara Occidentale Re del Marocco per autonomia, ma contro Onu

Il re del Marocco, Mohamed VI, ieri durante la sua visita nei territori occupati del Sahara Occidentale ha lanciato il suo «appello ai figli delle terre del Sud» per una «riflessione» su una proposta di «autonomia». Sotto la «sovranità» marocchina, però, e senza cedere «un solo grano di sabbia» al movimento saharawi del Fronte Polisario; ma, soprattutto, ai piani di pace dell’Onu. Premessa dell’annuncio del re, infatti, è la dichiarazione che sarebbe «inapplicabile» il previsto processo democratico di autodeterminazione sulle cui (sin qui negate) condizioni di realizzazione - oltre che sul cessate il fuoco sottoscritto nel 1991 da Marocco e Polisario -vigila la missione delle Nazioni Unite per l Sahara Occidentale (Minurso): il cui mandato scade ad aprile, quando il Consiglio di Sicurezza voterà il rinnovo. Mohamed VI vorrebbe presentare in quella sede la sua proposta di «autonomia», peraltro non ancora illustrata ma fatta già approvare preventivamente dai partiti del Parlamento marocchino.

La Stampa 26 Marzo 2006

Marocco. Per contrastare gli indipendentisti Autonomia del Sahara Maometto VI la vuole

Domenico Quirico Corrispondente da Parigi

Il giovane sovrano del Marocco avanza a grandi falcate, infrange un tabù dopo l'altro. Dopo aver scoperchiato la verità sulle vittime degli anni di ferro del padre ora affronta il nodo intricato del Sahara occidentale, l'ex colonia spagnola che Rabat ha inglobato trionfalmente trenta anni fa. Terra ricca. di fosfati e, pare, di petrolio. Ma anche di guerriglieri del Polisario che si sono battuti efficacemente fino al 1991, anno del cessate il fuoco sotto la mediazione dell'Onu. Da allora la provincia è diventata un rompicapo irrisolvibile della diplomazia internazionale.

Le nuove mosse di Maometto sesto sono, è chiaro, una grande operazione di seduzione verso le popolazioni sahraouis e verso le Nazioni Unite che invano chiedono un referendum sulla autodeterminazione. Ma è comunque un passo importante che rimette in movimento i negoziati. Il re dopo una visita di sei giorni nella provincia, dove ha simbolicamente fatto tappa a Maatallah, un sobborgo della capitale El Ayoune considerato un bastione del movimento indipendentista Polisario, ha invitato i notabili a elaborare un progetto per l'autonomia che il re conta poi di sottoporre all'Onu. Non è certo l'indipendenza richiesta dal movimento di liberazione. Anzi, il re ha ribadito che "non cederemo un solo pollice, un solo granello di sabbia del nostro amato Sahara. Questa è la più bella espressione della nostra fedeltà al patto di alleanza tra trono e popolo", citando poi la "Marcia Verde " con cui il padre, con furore demagogico, procedette alla annessione. Il re ha nominato un consiglio consultivo di 141 componenti per il Sahara formato dai capi tribù, da donne e da rappresentanti della società civile. Il consiglio istituito negli anni Novanta era stato accantonato finora di fronte agli sforzi dell'Onu per imbastire un referendum sulla autodeterminazione. Per convincere le popolazioni a restare marocchine il re ha graziato 216 detenuti indipendentisti tra cui una trentina di attivisti dei movimenti per i diritti umani. E si prepara a investire 776 milioni di euro in 226 progetti di sviluppo del Sahara occidentale. Immediata e non tripudiante la reazione del Polisario. Il capo degli indipendentisti sulla catena televisiva al Jazira ha ribadito "Il diritto del popolo sahraoui alla autodeterminazione denunciando il governo marocchino che a suo dire "blocca la soluzione del problema del Sahara occidentale"

Il Messagero 26 Marzo 06

Il Marocco: Autonomia al Sahara Occidentale

RABAT - Il re del Marocco, Mohamed VI, ha rilanciato la proposta di concedere una ampia autonomia al Sahara Occidentale, avvertendo però che il suo paese non intende cedere "un solo pollice, un solo grano di sabbia, del nostro caro Sahara" agli indipendentisti saharaoui del Fronte Polisario. Ili sovrano ha ricordato l'ammissione fatta dall’Onu sull'impossibilità di cercare una soluzione negoziata nella vicenda del Sahara Occidentale, occupato dal Marocco nel 1975.

Il sole 24 Ore 26 Marzo 2006

Rabat "apre" al Sahara Occidentale

RABAT . Il re del Marocco Mohamed VI si è detto pronto ad accettare una proposta di maggiore autonomia alla regione del Sahara Occidentale.

Il re ha chiesto al Consiglio consultivo Sahrawi di avanzare proposte sul progetto d'autonomia del Sahara occidentale da presentare alle Nazioni Unite. "Noi chiediamo ai nostri fedeli sudditi delle province del sud di avviare una riflessione serena e approfondita per presentare ili proprio punto di vista riguardo a un progetto di autonomia nel quadro della sovranità del regno, della sua unità nazionale e della sua integrità territoriale", ha dichiarato Mohamed VI in un discorso tenuto a El Ayoun, capoluogo del Sahara Occidentale, e trasmesso in televisione. Il Consiglio reale consultivo per gli affari Sahrawi (Corcas) e composto da 140 membri, tra leader di tribù e rappresentanti di associazioni. Ieri Mohamed VI ha concesso la grazia a 216 detenuti sahrawi.

Il Marocco sostiene uno statuto che preveda "larga autonomia" per il Sahara Occidentale nell'ambito della propria sovranità. Progetto respinto dal Fronte Polisario, movimento indipendentista, che chiede invece l'indipendenza. La regione è ricca di miniere di fosforo e vi sono importanti giacimenti di petrolio e di gas.

Il Sahara Occidentale fu una colonia spagnola fino al 1975, anno in cui il Marocco lo invase con la famosa "Marcia verde". La Spagna fu sorpresa dall'astuzia politica marocchina e non seppe reagire in quanto, proprio in quei giorni, il dittatore Franco stava agonizzando.

Da allora la Spagna si è impegnata per ottenere, presso le Nazioni Unite, l'appoggio per indire un referendum. L'obiettivo è l'autonomia del Sahara Occidentale.

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