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Il Manifesto
28 dicembre 2011

Il 13° Congresso del Fronte Polisario rielegge il presidente Abdelaziz

Il Manifesto
28 dicembre 2011

Rossella Urru due mesi dopo

Tifariti
27 dicembre 2011

Tra i giovani del Fronte Polisario: Adesso basta, è il momento dell’intifada

ANSA-AFP
27 dicembre 2011

Il Marocco ha chiesto ai pescherecci dei paesi dell'Unione europea presenti nelle proprie acque territoriali di andarsene immediatamente, dopo il voto odierno dei deputati europei che hanno bloccato la proroga degli accordi di pesca bilaterali. "Nessuna attività di pesca della flotta europea sarà tollerata e tutti i pescherecci che operano nel quadro di questo accordo di pesca sono invitati a lasciare le acque territoriali nazionali prima della mezzanotte di oggi" ha ingiunto il ministero degli Esteri marocchino in un comunicato. I deputati europei hanno bloccato oggi la proroga dell'accordo bilaterale di pesca, chiedendo in particolare che siano meglio tenuti in considerazione gli interessi della popolazione del Sahara occidentale. "La decisione del Parlamento europeo costituisce uno sviluppo deplorevole - ha aggiunto il ministero - dalle conseguenze gravi sul futuro della cooperazione tra il Marocco e l'Ue nel settore della pesca". L'Europarlamento ha bloccato l'accordo con 326 voti contro 296 e 58 astensioni. Il 12 luglio scorso i 27 Stati dell'Ue avevano dato invece via libera alla proroga di un anno di questo accordo, che permette a circa 120 pescherecci europei di lavorare nelle acque marocchine, in cambio di una contropartita finanziaria europea di 36,1 milioni di euro all'anno.

Europaquotidiano
27 dicembre 2011

Tra predoni e qaedisti sulle tracce di Rossella - Un reportage dai luoghi del sequestro della cooperante italiana

Bologna
22 dicembre 2011

Il Comune di Bologna aderisce alla campagna per la liberazione di Rossella Urru, la giovane cooperante italiana rapita nel campo profughi Saharawi di Rabuni. Questa mattina è stato esposto sulla facciata di Palazzo d’Accursio lo stendardo con la foto della giovane e la scritta: "Liberate Rossella".

Mali e Tifariti
19 dicembre 2011

Mali: polemiche con il Polisario per l'uccisione di alcuni sospetti rapitori di Rossella Urru

Pesca: UE-Marocco , no a accordo vittoria dei diritti umani

Europarlamentare, Rabat sfruttava acque che sono dei saharawi

14 dicembre 2011

(ANSAmed) - STRASBURGO, 14 DIC - «La bocciatura da parte del Parlamento Europeo dell'Accordo sulla pesca tra Ue e Marocco è una vittoria della giustizia internazionale. Insieme a pochi altri colleghi ho guidato una campagna contro la disinformazione e l'ignoranza circa i veri temi in ballo nell'Accordo di pesca». Lo dichiara in una nota l'eurodeputato Pd/S&D ed ex vicesegretario generale ONU Pino Arlacchi. «L'Unione Europea - prosegue Arlacchi - stava per prolungare un accordo sullo sfruttamento di una risorsa, le acque territoriali del Sahara Occidentale, che non appartiene al Marocco. Fingendo di non sapere che il Sahara Occidentale è abitato da una popolazione, i Saharawi rappresentati dal Fronte Polisario, che si batte da oltre trent' anni per la propria indipendenza. Il diritto all'autodeterminazione dei Saharawi è stato riconosciuto dall'ONU e da oltre 70 stati. Ma il Marocco ha invaso e occupato il loro paese nel 1975, all'indomani di una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia che reiterava l'assenza di ogni diritto del Marocco sul Sahara Occidentale».
«Il Marocco è una monarchia semi-feudale che mantiene in piedi l'ultimo esempio di colonialismo in Africa, quello ai danni del popolo Saharawi. Proprio per questo motivo il Marocco è l'unico paese del continente escluso dall'Unione Africana. La nostra denuncia dell'acquiescenza dell'Unione Europea a questa situazione ha evidentemente colto nel segno. Quasi 200 parlamentari hanno cambiato il loro precedente orientamento, mettendo fine, con la votazione di oggi, ad una delle più sfacciate violazioni della legalità internazionale e dei diritti umani. Si farà un altro accordo di pesca, che sarà obbligato a rispettare i diritti dell'unico beneficiario legale delle risorse del Sahara Occidentale, cioè il popolo Saharawi, come riconosciuto da innumerevoli risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'ONU».
«Mi dispiace - conclude Arlacchi - che vari colleghi spagnoli, francesi e portoghesi, nonché alcuni italiani, si siano dimostrati più sensibili agli interessi immediati di un piccolo gruppo di pescherecci europei e del reame marocchino che ai diritti di mezzo milione di persone che si battono per la propria patria e per la loro libertà. L'accordo, tra l'altro, era giudicato insostenibile anche dal punto di vista ambientale, date le tecniche predatorie della pesca praticata davanti alle coste del Sahara Occidentale». (ANSAmed).

 
TindoufExPress
14 dicembre 2011

Saharawi: storia di una libertà negata due volte - di Chiara Orsini

Comunicato CISP
13 dicembre 2011

Il CISP - Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli continua a
stringersi attorno alla famiglia di Rossella Urru e ad attendere
fiduciosamente la positiva conclusione della vicenda iniziata nella
notte tra il 22 e il 23 Ottobre 2011, quando nei campi dei rifugiati
Saharawi, in Algeria, Rossella è stata rapita assieme ai due cooperanti
spagnoli Ainhoa Fernandez de Rincon ed Enric Gonyalons.
Desideriamo anche esprimere alla famiglia di Rossella un sentito
ringraziamento per avere voluto destinare una somma raccolta in Sardegna a favore di progetti umanitari per le scuole nei campi Saharawi. E' ungesto che testimonia i valori dell'amicizia tra popoli e culture e della
solidarietà umanitaria. Gli stessi valori che ispirano e animano il
lavoro della nostra rappresentante nei campi Saharawi, Rossella Urru.
Al tempo stesso il CISP continua a mantenere uno stretto coordinamento
con l'Unità di Crisi della Farnesina, che sta seguendo la vicenda con
grande determinazione, consapevole dell'opportunità e necessità del
massimo riserbo.
Continuiamo a ringraziare quanti, singoli cittadini, associazioni,
movimenti di solidarietà, istituzioni, fanno giungere la loro vicinanza
e il loro affetto.

Paolo Dieci, Direttore del CISP

 
Notiziario Saharawi Anno 1 n.6
13 dicembre 2011

Notiziario Saharawi, Anno 1, numero 6- Dicembre 2011
Sommario
• Interrotto lo sciopero della fame a Sale’ pag. 1
• La vicenda dei cooperatori rapiti pag. 2
• Il Congresso del Polisario pag. 3
• Iniziative diplomatiche della RASD pag. 3
• La Gioventu’ Democratica mondiale con i Saharawi pag. 3
• BREVI pag. 4

Chiunque voglia scriverci per inviare articoli, per essere inserito o
per farsi togliere dalla mailing list, può farlo scrivendo a
notiziariosaharawi@yahoo.it.

www.repubblica.it
12 dicembre 2011

I COOPERANTI RAPITI "Rossella Urru e i colleghi sono vivi" Lo proverebbe un video diffuso dai rapitori. Il filmato è stato mostrato ad un giornalista dell'AFP da un mediatore che si era adoperato per la liberazione

Redazione online
www.corriere.it
12 dicembre 2011

Algeria, in un video Rossella Urru e i due spagnoli rapiti: sono vivi.
Un intermediario ha inviato le immagini girate dal movimento unito per la Jihad in Africa occidentale

Rossella Urru
12 dicembre 2011

Gruppo dissidente di Al Qaeda dietro il rapimento di Rossella Urru

Rassegna sindacale
11 dicembre 2011

I fantasmi del deserto

L'Avocetta anno 4 n.10
11 dicembre 2011

L'ospitale Sahara Occidentale: Intervista a Sabrina Campaldini

Scrivere per liberarli
11 dicembre 2011

Scrivere per liberarli ! Le associazioni sui diritti dell’uomo e tutte le associazioni solidali con il popolo sahraui, chiedono la loro liberazione immediata perché tutti questi uomini sono innocenti o soltanto « colpevoli » di rifiutare pubblicamente l’occupazione del loro paese.
Anche noi possiamo mobilitarci per chiedere la loro liberazione!!

lista dei prigionieri

Una gionata per i saharawi
10 dicembre 2011

Il 10 dicembre è la giornata internazionale dei diritti umani, in occasione dell’adozione nel 1948 della “Dichiarazione universale dei diritti umani” da parte dell’Assemblea generale dell’Onu. Questa giornata non deve restare solo un ricordo ma deve essere un invito all’azione.Vogliamo ricordare i diritti violati di un popolo troppo spesso dimenticato: i sahrawi

Sospeso lo sciopero della fame nel carcere di Salés 7 dicembre 2011

Con un comunicato datato il 7/12/2011, i 21 sahraui detenuti nel carcere di Salé, (Marocco) che avevano iniziato uno sciopero della fame lo scorso 31/10/11, hanno deciso di sospenderlo dopo 38 giorni. Erano tutti in precarie condizioni di salute e l’apprensione era al massimo anche per le difficoltà di comunicazione. I detenuti erano stati tutti arrestati a seguito del violento smantellamento da parte dell’esercito marocchino dell’accampamento della dignità di Gdeim Izik (Territori Occupati) l’8 novembre 2010. Chiedono la propria liberazione o un processo equo. Per questo la solidarietà nei loro confronti deve continuare fino alla loro liberazione. I detenuti a Salé sono 23, ma sono oltre 80 i sahraui detenuti per ragioni politiche nelle prigioni marocchine.

 

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