fotografia La veduta di una piccola tendopoli Attualmente nei campi
profughi è vigente uno stato che dovrebbe avere come territorio
l'ex-Sahara spagnolo e come cittadini tutti i sahrawi, per questo,
talvolta, si parla di R.A.S.D., riferendosi ai campi profughi in
territorio algerino. La Carta Costituzionale risale al `76, rivista
nell'agosto 1977 e rivista ancora nell'ottobre 1982 e rinnovata il 19
giugno 1991.
Essa si fonda sul principio dell'unità de popolo laddove per
nazione si
intende la comunità araba: si è voluto in tal modo
sottolineare la
natura socialista dello stato e l'elemento comunitario che ha sempre
costituito un tratto fondamentale della società indigena.
L'elemento
più significativo va colto nella complessa struttura
politico-amministrativa della R.A.S.D., creata con lo scopo evidente di
evitare un vuoto di potere del quale potessero approfittare
l'espansionismo marocchino e mauritano. Essa si fonda sulla stretta
interrelazione tra apparato ideologico e apparato statale, presentando
dei tratti del tutto originali.
Il popolo è raggruppato in 4 provincie (wilayas) a loro volta
suddivise
in comuni (dairas), 25 nel complesso (figura 3 e 4).
Ogni anno si riunisce un Congresso popolare di base, uno in ogni daira
al quale partecipa la quasi totalità degli abitanti e che elegge
il
"sindaco" dopo aver valutato i problemi ed i programmi a questo
livello; ogni quattro anni elegge anche i propri rappresentanti al
Congresso nazionale. Questo a sua volta designa i membri che compongono
il Consiglio della Rivoluzione ed i membri dell'Ufficio politico del
Fronte Polisario (partito unico).
Il Consiglio della Rivoluzione, che esercita il potere esecutivo e
determina gli indirizzi politici fondamentali dello Stato, si fonde con
il Comitato esecutivo del Fronte Polisario, infatti, il segretario del
Fronte svolge anche le funzioni del Presidente della Repubblica.
Inoltre, il Consiglio della Rivoluzione procede alla nomina del
Consiglio dei Ministri, la cui competenza è di natura
strettamente
tecnica.
L'attività giudiziaria è svolta da un tribunale in ogni
daira, una
corte d'appello in ogni wilaya e una suprema corte a livello nazionale.
Tra le strutture del Fronte Polisario e gli organismi della R.A.S.D.
esiste una stretta connessione, pur nella reciproca autonomia:
ciò non
risponde ad una precisa teorizzazione politica, ma piuttosto
all'esigenza di evitare i rischi di disgregazione prodotti dall'esodo,
di rafforzare la coesione e la mobilitazione sociale, nonché di
intensificare lo sforzo militare di tutto il popolo.
La partecipazione popolare e l'iniziativa dal basso si esprimono negli
organismi di base, ai due livelli della daira e della wilaya, delle
quali sembra opportuno descriverne la composizione e le finalità.
Nella daira la popolazione è raggruppata in cellule di 10 membri
che
scelgono un responsabile incaricato della formazione ideologica.
L'Assemblea del popolo si riunisce ogni due anni per eleggere un
Consiglio popolare con funzioni amministrative. Inoltre, nell'ambito
della daira sono previsti 5 Comitati popolari, competenti nei settori
chiave: educazione, sanità, affari sociali, approvvigionamento
alimentare, artigianato). In tal modo la popolazione è inserita
in tre
strutture: Congresso popolare di base, cellule (che assolvono ad una
funzione ideologica), Comitato popolare (competente circa le questioni
amministrative, economiche e di gestione dei servizi). Queste tre
strutture sono coordinate da: un consiglio popolare per
l'amministrazione, un dipartimento per l'orientamento ideologico
(comprendente i responsabili delle cellule e un commissario politico) e
da dipartimenti specializzati che riuniscono i vari comitati popolari e
ne guidano l'azione con un direttore per ogni settore.
La wilaya comprende un Consiglio popolare, formato dai presidenti dei
consigli delle dairas, dai direttori dei dipartimenti e dal Wali
(prefetto di nomina governativa che lo presiede); inoltre la wilaya
comprende un dipartimento di formazione ideologica, anch'esso retto dal
Wali e composto dai presidenti dei consigli di daira e da altri
commissari politici. Non vi è una distinzione netta tra il
personale
dei due organismi di base:
chiunque abbia una carica a livello di daira entra automaticamente a
far parte degli organi della wilaya. In tal modo, da un lato viene
sollecitata una intensa mobilitazione di massa, dall'altro si
garantisce l'efficienza amministrativa, attraverso la partecipazione
collettiva ai processi decisionali e senza dover fare ricorso a
mediazioni gerarchiche o a controlli burocratici.
E' dunque in vigore un meccanismo di coordinamento e di consultazione
tra le varie istanze, a riprova del carattere democratico ed
egualitario della società sahrawi, anche se negli ultimi anni,
con la
stagnazione del processo di pace e la tendenza, specie da parte dei
giovani, a credere nella soluzione armata del conflitto, talvolta si
riscontrano più o meno velate dissidenze. Un ruolo decisivo
è svolto
dalla donna, la cui condizione è alquanto diversa dalle forme
tradizionali prevalenti in altre società islamiche.
La donna sahrawi è impegnata in tutti i campi
dell'attività produttiva
e della vita civile e riceve anche un'istruzione militare. Questo dato
conferma anche la relativa indipendenza dai codici islamici dei
sahrawi. Inoltre, sebbene le condizioni oggettive hanno imposto il
ricorso alle armi ed anche attualmente si mantiene un ampio apparato
militare, questo penetra nella vita civile il meno possibile pur senza
che sia negato. L'insegnamento è svolto su tre diversi livelli:
l'insegnamento prescolare (scuole materne o coraniche) dove si insegna
l'alfabeto e le prima nozioni di Corano; l'insegnamento primario, nelle
scuole elementari presenti quasi in ogni daira; l'insegnamento
secondario (corrispondente alla nostra scuola media).
Tutta la popolazione sahrawi ospite dei campi profughi vive in tende
tutte uguali (diverse dalle tende tradizionali dei nomadi), costruite
in loco con stoffa dell'O.N.U. o del nord-Europa. Hanno una dimensione
variabile tra i 15 ed 30 mq. con stuoie e tappeti per base e dei
materassi sintetici disposti a perimetro della tenda per sedersi e per
dormire. Non ci sono sedie e tavoli, si sta seduti sui materassi o per
terra anche per mangiare.
fotografia Una tenda
Dentro le tende si può trovare qualche piccolo mobiletto per
riporre le
poche cose disponibili, molte coperte per il rigido inverno, cuscini ed
il necessario per il thè. L'interno di una tenda con il
necessario per
il thè Il thè per i sahrawi rappresenta la bevanda
tradizionale per
eccellenza, viene fatto in un particolare modo che si può
ritrovare
anche in alcune zone della Mauritania, dell'Algeria e Tunisia. Ogni
tenda ha a disposizione un vassoio, bicchieri, teiera e zucchero per
offrire del thè a qualunque ora ed a chiunque si presenti. Il
modo
tradizionale di preparare questo thè necessita di circa un'ora
di tempo
perché prevede che sia ripetuto per tre volte (il primo
bicchiere è
amaro come la vita, il secondo è dolce come l'amore e il terzo
è soave
come la morte). In questo modo il thè diventa un rituale che
ripetuto
diverse volte al giorno (da uomini e donne indifferentemente) serve a
riempire le lunghissime giornate nel deserto ed a facilitare la
socializzazione.
Una tenda viene costruita ogni volta che si forma un nuovo nucleo
familiare e vicino a questa si costruisce anche una casetta in mattoni
(fatti di argilla ed essiccati al sole), coperta con metallo, che
servirà da cucina.
fotografia Una casa ancora in costruzione Da qualche anno molte
famiglie hanno iniziato a costruire anche dei bagni (con fosse a
dispersione nel terreno) e delle ulteriori costruzioni (costruite
sempre con i mattoni di argilla che si prende scavando attorno al luogo
della costruzione stessa), che vengono utilizzate in inverno per
proteggersi dal freddo.
Questo costruire è aumentato molto da quando il processo di pace
è
divenuto stagnante e molte persone che sono stanche di vivere questo
tipo di vita hanno deciso di adeguare un poco la loro abitazione al
trascorrere degli anni. Il governo non incentiva queste costruzioni,
come fa con la tenda che viene concessa, ma non le ostacola in nessun
modo.
Tutte le necessità primarie, materiali degli individui sono
soddisfatte
dal governo che, attraverso il Comitato dell'alimentazione della daira,
distribuisce dal tabacco per gli uomini al thè, dallo zucchero
alla
farina, dal latte in polvere ai vestiti ed al gas per l'illuminazione e
per la cucina. In teoria ogni famiglia dovrebbe avere le stesse cose,
ma in realtà, si possono notare delle differenze che esistono
tra tenda
e tenda in virtù di qualche soldo o di qualche capra o pecora in
più
che viene allevata ai margini della tendopoli con i magri avanzi
dell'alimentazione degli uomini. La situazione economica nei campi
è
definibile come di "socialismo reale" (situazione che aldilà dei
convincimenti ideologici è data dalla contingenza dei fatti),
dipendendo tutto dagli aiuti umanitari dei vari organismi
internazionali (O.N.U., P.A.M., H.C.R., C.E.E., ecc.), dal governo
algerino e dalla solidarietà internazionale che forniscono gli
aiuti
direttamente al governo e che poi vengono ridistribuiti.
Alcuni sahrawi ricevono ancora una pensione dal governo spagnolo per i
lavori effettuati durante il colonialismo o perché i loro
genitori
hanno collaborato con l'esercito spagnolo o per altri servizi durante
il colonialismo, il che consente di avere dei soldi (pochissimi) per
acquistare alle "boutiques" (piccoli bazar gestiti da privati, ma con
materiali e prezzi imposti dal governo) piccole cose ed alimenti
diversi per le feste e le occasioni particolari. Inoltre, qualcuno che
si era rifugiato nei campi profughi, ma portando con se del denaro, ha
acquistato un fuoristrada e lavora facendo viaggi verso Tindouf o verso
la Mauritania per trasportare persone o merci e facendosi pagare con un
po' di soldi.
La moneta che circola (di cui il governo ha negato l'esistenza fino a
poco tempo fa) è il dinaro
algerino; effettivamente, però, essendo il fenomeno diffuso, ma
di
piccole dimensioni, si può affermare che non esiste moneta (poco
diffuso anche lo scambio) se non per acquistare beni di tipo
"occidentale" come lampadine a batterie (non c'è corrente
elettrica nei
campi), radio, pannelli solari, farmaci introvabili nei campi, ecc.,
che devono essere acquistati a Tindouf o ad Algeri. Oltre a queste
costruzioni (tenda, cucina, bagno) di ogni nucleo familiare, riunite in
quattro quartieri per daira (barrrios) disposti in quadrato, in una
daira si trovano anche il Centro della daira, dove si fanno le feste
della daira e dove hanno sede gli uffici amministrativi, il
dispensario, una stanza per le riunioni, i magazzini dei materiali.
Ci sono poi delle costruzioni facenti parti dell'organizzazione
provinciale, come le scuole, l'ospedale, la caserma della polizia, i
magazzini, l'amministrazione, la reception per le delegazioni di
stranieri che sono in visita ai campi, gli orti. Normalmente nei campi
vivono donne, bambini, anziani e uomini adulti impegnati in qualche
settore: amministrazione, scuola, ospedale, agricoltura, polizia,
trasporto di acqua; gli altri uomini sono al fronte, nei territori
liberati del Sahara Occidentale, ed anche se la guerra è
momentaneamente sospesa, questa assenza è visibile e le donne la
ripropongono spesso nei loro discorsi.
Durante il giorno ci sono numerosi camion che fanno la spola da una
tendopoli all'altra ed è frequente trovare la gente lungo le
"strade" o
ai posti di controllo all'ingresso delle tendopoli che chiede di essere
trasportata per andare al lavoro o per spostarsi per propri interessi
da un luogo ad un altro, considerando che le distanze sono cosi grandi
ed il clima è così duro da non potersi spostare a piedi.
Durante l'inverno ed i brevi periodi di primavera ed autunno, la gente
è attiva tutto il giorno; soprattutto le donne che devono
svolgere
tutti i compiti di gestione della tenda (compresa la manutenzione che
deve essere frequente) e della daira, partecipare a riunioni, incontri,
ecc (quasi ogni donna è inserita in un comitato).
Solo alla sera si concedono riposo in compagnia della famiglia o in
qualche festa da amici o dell'intera daira. In estate, invece, molte
attività si svolgono di notte ed al mattino, lasciando il
pomeriggio
per il riposo a causa del caldo. Tenere la popolazione impegnata
è una
strategia ben precisa altrimenti le giornate sotto il sole sarebbero
infinitamente lunghe ed i quasi 20 anni di esilio sarebbero stati
fatali all'unione del popolo sahrawi; si sono allora trovati lavori per
tutti, tutto è organizzato ed indirizzato secondo pianificazioni
di
daira, wilaya e nazionali.
fotografia Una strada che divide due barrios