5. LA STORIA
DALLE ORIGINI FINO AL 1975
Nonostante nel nord-Africa si siano trovati reperti archeologici che
dimostrano la presenza dell'uomo in quelle zone fin da molto tempo
avanti Cristo, non ci sono ancora studi storici precisi sul periodo
fino alla fine del VII secolo, quando cioè inizia
l'infiltrazione
arabo-islamica. Tra il secolo XI ed il XII questa islamizzazione si
consolida con l'avvento degli arabi dallo Yemen, attraverso l'Egitto ed
il nord-Africa mediterraneo, che si integreranno con i berberi della
zona originando le tribu sahrawi. Notizie più precise ed
accessibili si
trovano invece dal momento in cui l'Europa si interessa al continente
ed al nord-Africa in particolare.
Prima che l'interesse fosse spostato verso l'America, nel XIV secolo
iniziarono le prime esplorazioni nella zona del Sahara da parte degli
spagnoli e portoghesi che cercavano di conquistarsi le isole Canarie
come punto di partenza per esplorazioni successive e più
approfondite.
Alla fine del XV secolo le Canarie sono definitivamente spagnole e si
inizia la ricerca di oro e di schiavi anche nel territorio del Sahara
Occidentale. All'inizio ci sono solo pochi racconti delle abitudini
degli indigeni della zona scritti da europei presi prigionieri. Nel
1850 si ha la prima vera spedizione esplorativa ad opera di Leopold
Panet che descriveva le sue osservazioni fatte dal Marocco al Senegal.
L'unico stato organizzato nell'area è il Marocco e la Spagna
dovrà
confrontarsi presto con il Sultano marocchino.
Dal 1859 alla Spagna è riconosciuta la possibilità di
insediare
nell'area uno stabilimento per la lavorazione del pesce.
Spinta dal pericolo di espansione delle limitrofe colonie francesi e da
società commerciali spagnole, Madrid decide di fondare la prima
colonia
del Rio de Oro nel 1884.
Ma la colonia è soltanto una piccola zona che per espandersi
dovrà
ancora confrontarsi con il Sultano del Marocco che già da molto
tempo
aveva cercato di imporre alle tribù nomadi dell'area il suo
dominio
senza mai riuscirvi se non per brevi periodi. Alcune tribù, fra
cui
anche alcune sahrawi, mantenevano rapporti con il Marocco, ma si
facevano rappresentare solo a certe condizioni ed in situazioni
particolari, tali da non poter considerale assoggettate. Il Marocco,
invece ha rivendicato questo periodo per poter esporre la tesi del
"Grande Marocco" (comprendente parte dell'attuale Algeria, della
Mauritania e del Mali) sostenuta negli anni `50 dal Sultano Allal El
Fassi. Nel 1884 al Congresso di Berlino la Spagna annuncia il suo
protettorato sul Rio de Oro per far riconoscere anche alle altre
potenze europee la sua sovranità sull'area e per fermare
così
l'avanzata francese nel sud dell'Algeria, in Mauritania ed in Marocco.
Tra il 1900 e il 1912 gli accordi tra Spagna e Francia definiscono le
loro aree di influenza, stabilendo confini precisi e delimitando quindi
anche il Marocco che si trova confinante. Dopo la definizione di questi
confini le due potenze europee iniziano operazioni per la sottomissione
della tribù locali e di controllo del territorio. Nasce adesso
il
movimento anticoloniale sahrawi, con le tribù guerriere degli
Uld-Delim
e il suo predicatore religioso (Marabù) Ma' al-Aynin, morto nel
1910,
che si distingue nella lotta ai francesi.
All'inizio degli anni `30 le tribù indigene ripresero le armi
contro i
colonizzatori europei. A tale proposito va sottolineato che per un
trentennio i sahrawi si opposero attivamente al colonialismo francese,
essendo giunti alla consapevolezza politica del comune disegno
imperialistico perseguito tanto da Parigi quanto da Madrid. Se,
infatti, la Spagna aveva distrutto gran parte del patrimonio culturale
sahrawi, erano stati i francesi nel 1913 ad assalire ed a devastare
Smara, principale centro politico e religioso di questo popolo
(nonostante gli accordi sui confini, la Spagna si occuperà a
lungo
della costa ed i francesi sconfineranno dall'Algeria nel Sahara
Spagnolo facendo guerra con le tribù sahrawi).
Con la fine delle ostilità, nel 1934, gli Uld-Delim entrarono a
far
parte delle truppe iberiche, e anche i Reguibat si sottomisero alla
dominazione spagnola, altre tribù, spinte dal bisogno di
protezione,
cominciarono a riunirsi attorno alle sedi delle guarnigioni spagnole,
dando origine ai primi centri urbani. Questi avvenimenti accelerarono
la disintegrazione della struttura tribale indigena e la
sedentarizzazione successiva anche se la guerra civile spagnola
provocò
una battuta d'arresto nel processo di colonizzazione del Sahara
occidentale. Inoltre, con l'insediamento di un'amministrazione che
attribuisce alla popolazione uno stato civile ed un documento di
identità, si consolida l'autoidentificazione della popolazione
autoctona nei confronti del solo interlocutore spagnolo e si consolida
anche il sentimento dell'appartenenza territoriale al Sahara Spagnolo.
Dal 1934 fino al 1960 queste colonie vengono affidate prima ad un
prefetto e poi a dei militari che lasceranno statica la situazione,
anche perché nel frattempo la situazione interna della Spagna ed
i suoi
rapporti in Europa si complicano. Tra gli anni `50 e `60 però,
al
confine nord del Sahara spagnolo, ci sono disordini e scontri con il
Marocco ed anche quando la Spagna cede dei territori , il Marocco non
riconoscerà mai questo confine.
Negli anni '60 e `70 il territorio viene colonizzato intensamente, si
cerca la collaborazione con la gente locale, si fanno riforme, ma
questa colonizzazione intensiva, oltre che essere anacronistica
perché
in questo periodo altrove è in atto una decolonizzazione, ha
l'effetto
di indurre nuove forme di aggregazione attorno ad una coscienza
anticoloniale, formandosi movimenti indipendentisti. La scoperta dei
giacimenti di fosfati ed il loro sfruttamento portano lavoro anche per
gli indigeni che aumentano ancora di più la loro
sedentarizzazione e
l'aggregazione nelle città.
Nel 1970 si manifesta pubblicamente (dopo un periodo di
clandestinità)
il "Movimento di Liberazione del Sahara", condotto da Mohammed Bassiri
(che viene considerato il primo movimento di liberazione dai
colonizzatori), ma con una durissima repressione, questo viene sciolto.
Un secondo movimento di indipendenza si coagula attorno a El-Wali
Mustafa Sayed, studente sahrawi in Marocco, e nel 1973 si fonda il
Fronte Polisario (Fronte Popolare di Liberazione di Seguiat el-Hamra e
Rio de Oro) con obiettivi di lotta contro il nemico e con l'uso delle
armi.
Nel 1974 il Polisario indica come obiettivo l'indipendenza del Sahara
dai colonizzatori. Il Marocco, che nel frattempo non aveva rinunciato
alle mire sul Sahara, formula ancora la tesi del Grande Marocco, anche
se dopo l'indipendenza dell'Algeria (1960) e della Mauritania (1962)
questo si ridimensiona, ma comprende ugualmente il territorio del
Sahara. La Spagna entra a far parte dell'O.N.U. nel 1955 e dal 1965
l'Assemblea Generale adotta una decina di risoluzioni che indicano a
Madrid di compiere ogni sforzo per giungere alla liberazione del
territorio. Nell'agosto 1974 la Spagna informa il Segretario Generale
dell'O.N.U. della sua intenzione di tenere un referendum, sotto gli
auspici delle Nazioni Unite, per l'autodeterminazione dei sahrawi; per
questa ragione indice un censimento della popolazione che risulta
composta da 20.126 europei e da 73.497 indigeni.
Capìtolo pròssimo: 5.
La storia: dal 1975 ad oggi,
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