GLI OSPEDALI
GLI OSPEDALI PROVINCIALI
Il secondo livello di intervento in campo sanitario è ubicato in
ciascuna delle quattro wilayas. Queste sono presiedute da un Wali
(governatore) e da un commissario politico che assieme al consiglio
popolare provinciale gestiscono le wilayas dal punto di vista politico
ed amministrativo. Tra i vari dipartimenti presenti, due interessano la
sanità: il Dipartimento della Prevenzione e quello
dell'Assistenza
Medica. Il Dipartimento della Prevenzione si occupa di tre settori:
Veterinaria, Igiene ed Epidemiologia e Vaccinazioni. Per quanto
riguarda l'Igiene ed Epidemiologia a questo livello, si opera soltanto
dal punto di vista di indirizzo e coordinamento delle attività
svolte
nella daira dal dispensario e soprattutto dal Comitato di Salute;
talvolta si svolgono delle giornate di aggiornamento o conferenze ,
altre volte si diramano delle "circolari".
Per quanto riguarda le Vaccinazioni, invece, non ci sono variazioni
possibili sul calendario perché gestito direttamente dal
Ministero. A
questo livello si ricevono i rapporti dei comitati popolari di salute
delle dairas e si attua un controllo. Entrambi i dipartimenti inoltrano
un proprio rapporto al ministro della sanità, comprendente le
osservazioni derivanti dai comitati, dai dispensari e dall'ospedale
provinciale, che verranno poi archiviati.
Sul settore Veterinaria, invece, il livello provinciale è quello
che ha
competenza operativa: si gestiscono i macelli pubblici e si controlla
l'igiene veterinaria degli allevamenti delle dairas (molte famiglie
possiedono alcune capre o pecore). Il Dipartimento di Assistenza Medica
è quello che ha in carico l'ospedale. Questi ospedali
rappresentano un
livello intermedio, in quanto a capacità terapeutiche, tra il
dispensario e l'ospedale nazionale, svolgendo spesso la funzione di
filtro proprio nei confronti del livello nazionale; garantiscono alla
popolazione civile: le cure mediche generali (non specialistiche) per
le patologie più diffuse, le indagini diagnostiche di base,
strutture
protette per i parti, scorte di farmaci. Tutti ospedali gli provinciali
possiedono tre reparti di degenza: Medicina Generale, Pediatria,
Ostetricia e Ginecologia; per un totale di circa 50-60 posti letto
attrezzati con brande metalliche e materassi di gomma piuma. Durante la
mia visita erano degenti mediamente 7-10 persone, ma nei periodi
invernali si raggiungono anche medie di 30-40 degenti al giorno a causa
dei problemi respiratori.
fotografia Un cortile dell'ospedale provinciale di Dakhla
Di supporto a questi reparti c'è il servizio
radiologico, il laboratorio, la sala parto. Per questi ospedali sono
stati attivati dei generatori elettrici che assicurano l'energia
elettrica agli apparecchi tecnici e di notte, talvolta, però, i
generatori si guastano, i reattivi sono insufficienti, mancano le
pellicole radiologiche ed allora si deve ricorrere all'ospedale
nazionale. Negli ultimi mesi si stanno predisponendo dei servizi di
stomatologia in ogni wilaya che saranno operativi tra breve tempo. Qui
è presente anche un'ambulanza per assicurare il trasporto degli
ammalati dalle dairas all'ospedale provinciale e da questo all'ospedale
nazionale.
fotografia Un fuoristrada adibito ad autoambulanza
L'ospedale di Dakhla, che risulta essere molto distante dal resto dei
campi e dall'ospedale nazionale (circa 160 Km.), è stato
attrezzato con
110 posti letto e viene privilegiato nella distribuzione del materiale,
per dare un po' più di autosufficienza, ma anche lì i
posti letto
occupati non oltrepassano quasi mai il 50%.
Le farmacie provinciali hanno la funzione di servire l'ospedale e di
rifornire i dispensari; esse possiedono delle piccole scorte che
dovrebbero servire a coprire i periodi di carenza a causa di
oscillazioni nell'invio degli aiuti internazionali, ma essendo di
ridotte dimensioni, alcune volte rimangono sprovviste anche di farmaci
fondamentali. Il personale in servizio presso questi ospedali è
di due
medici, dei quali uno effettua le visite ai dispensari delle dairas e
delle scuole nazionali ed uno gestisce tutte le attività
dell'ospedale,
comprese le visite alle persone inviate dai dispensari (mediamente 6-10
persone al giorno). Queste persone vengono visitate e quando è
possibile si cerca di evitare il ricovero, se necessario, prescrivendo
farmaci che assumeranno sotto il controllo del dispensario.
L'assistenza nei reparti di degenza è assicurata, per ogni
ospedale, da
circa 10 infermieri graduati (formati nella scuola infermieri R.A.S.D.
o all'estero), 30 agenti tecnici sanitari (formati in un anno) ed
alcuni tecnici di radiologia e laboratorio. Ad ogni reparto è
posto un
infermiera con funzioni di responsabile, questo tiene rapporti con il
medico, ordina il materiale e si occupa della parte amministrativa. Tra
infermieri graduati o meno non ci sono grandi differenze nelle
attività
svolte, la differenza è più visibile tra chi ha
più esperienza e chi
meno.
Una volta la settimana è prevista la presenza di uno specialista
proveniente dall'ospedale nazionale, questo consente di approfondire le
diagnosi da medici più competenti e di stilare delle liste per
diagnosi
omogenee e specifiche da utilizzare come lista di priorità per
le
delegazioni mediche internazionali che giungono per fare interventi
specialistici.
In particolar modo alla wilaya di El Ayoun, che dista solo 12 Km. dalla
cittadina algerina di Tindouf, alcuni medici dell'ospedale algerino
(pediatri, cardiologi, reumatologi, ecc.) prestano servizio circa una
volta alla settimana, qui confluiscono allora tutti i casi che
riguardano quello specialista. Gli ospedali provinciali possono
servirsi anche di consulti degli specialisti dell'ospedale nazionale e
dei vari servizi di diagnostica lì disponibili inviando i
pazienti. con
ambulanze o con altri mezzi.
Le principali cause di ricovero in questi ospedali sono: diarrea grave,
polmoniti e broncopolmoniti, parti. Pur senza disporre di cifre in
merito, si può affermare che le diarree sono molto diffuse nella
stagione estiva e che spesso questi pazienti giungono all'ospedale
quando si è già ad uno stato di disidratazione tale da
avere
ripercussioni sistemiche. L'impossibilità di effettuare le
indagini
diagnostiche sulle feci presso i dispensari può infatti limitare
la
capacità diagnostica nei confronti di amebiasi, giardiasi, ecc.
fotografia Una parte del laboratorio analisi
All'ospedale, questi pazienti vengono trattati con farmaci specifici in
presenza di cause specifiche e con infusioni venose per la
reidratazione (talvolta per carenza di fleboclisi saline si adopera
destrosio, non indicato per questi scopi); un aspetto che ha rilevato
l'Alto Commissariato per i Rifugiati, in una missione del 1988,
è
quello di scarsa attenzione e frequente impossibilità a
garantire diete
appropriate durante e dopo episodi diarroici, soprattutto per i bambini.
Le infezioni respiratorie si accentuano in inverno (anche se in questa
stagione migliorano sensibilmente i molti ammalati di asma) ed in
queste stagioni costituiscono una grossa percentuale delle cause di
ricovero. Si deve considerare, inoltre, che in questo contesto
ambientale e sociale, il ricovero si impone anche per condizioni che
nei paesi sviluppati non sarebbe necessario ospedalizzare.
Il ricovero per le donne che devono partorire rappresenta un'altra
cospicua percentuale dei ricoveri anche se questi si prolungano per
pochi giorni; agli ospedali provinciali confluiscono la maggioranza dei
parti, dai quali sono esclusi quelli potenzialmente a rischio che
vengono inviati all'ospedale nazionale.
fotografia Un'infermiera mostra un neonato
GLI OSPEDALI NAZIONALI
Dal livello provinciale si passa a quello nazionale, cioè
strutture di
riferimento per tutta la popolazione residente nei campi profughi; il
"bacino d'utenza" si estende, restringendo, però, i criteri per
l'accesso. Le wilayas servono una popolazione di circa 50.000 abitanti,
le strutture nazionali ne servono circa 200.000.
Ci sono 5 ospedali che possono essere considerati di livello nazionale
secondo il criterio sopra esposto: ospedale nazionale centrale,
ospedale chirurgico, ospedale nazionale militare, ospedale psichiatrico
e ospedale sanatoriale (tbc). Di questi cinque, però, solo
l'Ospedale
Nazionale Centrale è il diretto proseguimento dagli ospedali
provinciali.
fotografia
La pista sabbiosa che porta all'ospedale nazionale (sullo sfondo)
Questa struttura è nata nel 1976 come centro di riferimento per
tutta
la sanità sahrawi. E' una struttura a padiglioni distanti circa
100-300
metri l'uno dall'altro, situata in una valle sabbiosa per ripararla dai
possibili attacchi nemici; dista circa 40 Km. dal centro governativo
(Rabuni) e circa 10 Km. dalle tre wilayas (esclusa Dakhla, molto
distante). I vari reparti e servizi sono così distribuiti; un
padiglione ospita: due reparti di medicina generale, una Chirurgia (con
3 sale operatorie in possibile trasferimento all'Ospedale Chirurgico),
Ortopedia, Cure Intensive; per un totale di 170 posti letto. Un secondo
padiglione è ripartito in: Ostetricia (con alcune sale parto),
Ginecologia, tre Medicine Generali riservate alle donne. Un altro
padiglione ospita la parte pediatrica con reparti per: Malattie
Diarroiche, Infezioni Respiratorie Acute, altre malattie, piccolo
laboratorio e farmacia esclusivi per la pediatria. I due padiglioni
Maternità e Pediatria hanno, complessivamente, una
capacità ricettiva
di 135 posti.
fotografia Il laboratorio odontoiatrico
Oltre alla capacità di ricovero, l'Ospedale Nazionale ha anche
la
disponibilità di vari servizi di supporto: Laboratorio
Ematologico,
Biochimico e Batteriologico, Radiologia, Cura e Protesi Dentaria,
Sterilizzazione, Ottica ed Optometria, Fisioterapia; il tutto fornito
di energia elettrica continua garantita da alcuni generatori (anche di
scorta).
Un altro padiglione ancora ospita la Farmacia Centrale; questa riceve
tutti i farmaci ed i presidi sanitari donati alla R.A.S.D. Possiede un
archivio suddiviso per principi farmacologici dal quale è
possibile
monitorare il consumo dei vari farmaci. La maggior parte dei farmaci
arrivano dall'Algeria, altri dall'O.N.U. ed altri ancora da vari paesi
donatori, il che può causare difficoltà per le diverse
lingue in cui
sono scritti i farmaci. Presso questa farmacia è anche
disponibile
un'emoteca refrigerata dalla quale si può attingere, per urgenze
o
meno, anche per gli ospedali provinciali. Da questa farmacia, infatti,
si distribuiscono i farmaci in tutte le altre strutture dei campi:
ospedali nazionali e scuole, ospedali provinciali da cui
successivamente si riforniranno i dispensari delle dairas.
In questo ospedale prestano servizio 5 medici, 1 per ogni
specialità
principale (formati in Spagna, Cuba, Algeria), circa 150 infermieri,
tra graduati ed agenti tecnici sanitari, 30 tecnici di laboratorio,
radiologia, stomatologia, optometria, ecc. La suddivisione del
personale prevede un responsabile e 12 infermieri a reparto di cui 4 in
riposo e 8 al lavoro (a rotazione) ripartiti in: 2 di notte, 6 di
giorno per l'assistenza diretta di cui 1 per la somministrazione della
terapia e gli altri 5 per l'igiene e l'alimentazione. I tecnici sono
suddivisi per 2 turni in: 8 al laboratorio, 3 alla radiologia, 3 alla
stomatologia. Tutto il personale risiede stabilmente presso gli alloggi
specifici nei pressi dell'ospedale ed usufruisce di 5 giorni di
permesso ogni mese di lavoro per andare dalla propria famiglia. Anche i
medici risiedono all'ospedale, seguendo una turnazione che prevede la
presenza di tutti al mattino e la presenza di uno soltanto che svolge
funzioni di accettazione e di guardia di pomeriggio e notte, mentre gli
altri fanno visite agli ospedali provinciali. L'accesso a questo
ospedale è riservato esclusivamente ai pazienti inviati dagli
ospedali
provinciali (già ricoverati o meno). Questi ospedali inviano
pazienti
all'ospedale nazionale ogni qual volta l'impegno richiesto supera le
loro possibilità tecniche, materiali o professionali. Capita
sovente,
che dei pazienti vengano sottoposti ad indagini diagnostiche
all'ospedale nazionale e ricoverati nuovamente alle wilayas.
All'ospedale nazionale affluiscono pazienti con patologie diverse, con
più frequenza di tipo respiratorio o chirurgico addominale, ma
una
grossa percentuale dei pazienti sono donne per le quali si prevede un
parto a rischio (per questo le sale parto sono attrezzate con
respiratori ed incubatrici); il padiglione pediatrico riceve molte
diarree gravi con disidratazione notevole.
I familiari spesso vanno a far visita ai loro congiunti ricoverati
all'ospedale nazionale, con l'aiuto di un camion con posti a sedere che
percorre mattina e sera le tre wilayas vicine, per offrire conforto, il
cibo preferito (qui si ricevono 3 pasti al giorno e 2 colazioni) e
qualche volta anche per portare rimedi della medicina tradizionale che
vengono assunti segretamente all'insaputa del personale dell'ospedale
che non accetta questa medicina. Nel padiglione pediatrico le madri
sono incentivate a stare con i figli al fine di educarle a trattare la
patologia e la convalescenza in modo appropriato.
L'occupazione media di questo ospedale è di 80-100 posti letto
al
giorno, per una durata media della degenza di 7-15 giorni. Anche questo
ospedale, naturalmente, ha dei limiti di capacità di cura oltre
i quali
sono stati previsti accordi con l'ospedale di Tindouf ed in generale
con il governo algerino per poter usufruire anche di altri ospedali
più
specializzati.
Come tutti gli altri livelli di intervento sanitario, anche l'ospedale
redige un proprio rapporto contenente i dati statistico-
epidemiologici; questo è inviato al ministero come quelli delle
wilayas
e degli altri ospedali nazionali. L'ospedale nazionale centrale,
inoltre, gode di un punto di osservazione particolare, essendo il
riferimento nazionale anche per i casi più difficili, che gli
consente
di stilare liste e graduatorie per l'invio di ammalati nel circuito
internazionale o da sottoporre alle delegazioni mediche specialistiche
che periodicamente prestano servizio ai campi.
Tra gli ospedali di livello nazionale, come bacino di utenza, ci sono
anche il sanatorio e l'ospedale psichiatrico. In pratica questi
potrebbero essere considerati sezioni distaccate dell'ospedale
nazionale centrale in quanto modalità di accesso e ad
inquadramento
nella struttura organizzativa complessiva, si differenziano in quanto
trattano patologie specifiche.
Il sanatorio è situato distante dagli altri, probabilmente a
causa
della contagiosità della malattia. Il trattamento stabilito ai
campi
prevede il ricovero per nove mesi di cui sei con la somministrazione di
farmaci antitubercolari e tre di convalescenza controllata sempre in
regime di ricovero. Individuato un soggetto affetto da TBC il ricovero
ed i controllo successivi sono obbligatori. Attualmente, visto il
programma di vaccinazioni iniziato alcuni anni fa, i casi ricoverati
sono mediamente 8, con una disponibilità di 50 posti letto, per
la
maggior parte nomadi per i quali è più difficile fare le
vaccinazioni.
L'ospedale psichiatrico è collocato vicino alla tendopoli di El
Ayoun,
ha una disponibilità di 50 posti ed una media di 10 ricoverati,
per lo
più con schizofrenia e psicosi maniaco-depressive. Molti casi di
patologie psichiatriche sono cronici, insorti duranti i primi anni di
guerra con il Marocco, forse a causa dei bombardamenti e delle
difficilissime condizioni di vita nei campi profughi ancora
disorganizzati. Non dispongo di dati sul trattamento dell'epilessia;
interessante sarebbe valutare se questa è considerata patologia
psichiatrica o meno e se viene richiesto il ricovero presso l'ospedale
psichiatrico.
Le altre due strutture citate come di livello nazionale possiedono
ciascuna delle particolarità. L'ospedale nazionale militare,
situato a
Rabuni, serve principalmente i militari ed è amministrato dal
Ministero
della Difesa. Soprattutto dopo la sospensione del conflitto (1991),
questo ospedale, che ha una capienza di 100 posti letto, riserva anche
una media di 30 posti letto per la popolazione civile. Questo ospedale
risulta discretamente organizzato, soprattutto per la traumatologia e
la riabilitazione, per questo talvolta è utilizzato dalle
delegazioni
mediche per svolgere programmi di chirurgia. La sanità militare
possiede anche diversi ospedali da campo nei territori liberati ed
alcune ambulanze che sono utilizzate anche dai nomadi sahrawi che
circolano nei territori liberati, anche se per questi è data la
disponibilità di accoglienza in qualunque ospedale provinciale
in
relazione alla ubicazione più comoda.
L'ospedale chirurgico, situato nei pressi del centro governativo,
è
stato costruito nel giugno 1993 con una donazione del governo spagnolo.
L'obiettivo di questa struttura è quello di assicurare un valido
punto
d'appoggio per le delegazioni mediche straniere che vanno ad operare
nel Sahara. Attualmente, infatti, solo 1 medico sahrawi è in
grado di
effettuare interventi chirurgici, anche se alcuni sono in formazione in
questo settore, come previsto dal programma di cooperazione spagnola.
Questo ospedale è stato attrezzato in modo da rispondere a
questo
obiettivo. La disponibilità di energia elettrica è
assicurata dalla
vicina Tindouf, il che ha permesso di attivare 2 sale operatorie, sala
di rianimazione, stanze di degenza pre e post operatorie, servizi di
supporto come farmacia, radiologia (con un piccolo ecografo), piccolo
laboratorio ed aria condizionata. In questa struttura è stata,
inoltre,
prevista una sala per gli ustionati, alcuni ambulatori e gli alloggi
per il personale. Dal giugno `93 sono stati effettuati circa 200
interventi di chirurgia addominale ed oculistica, ma la struttura non
è
ancora attiva a pieno regime.
L'accesso a queste due ultime strutture avviene solo dopo essere
passati dall'ospedale nazionale centrale. In particolar modo per
l'ospedale chirurgico, vista l'incompleta attivazione, attualmente si
accede solo per interventi programmati. Queste strutture si pongono, in
pratica, ad un livello intermedio tra l'ospedale nazionale ed il
ricovero all'estero (Algeria, Europa, ecc.), con l'obiettivo di ridurre
il ricorso all'aiuto estero e di aumentare il livello di
autosufficienza sanitaria dei campi.
Riassumendo, il rinvio dall'ospedale nazionale centrale ad altre
strutture può avvenire per impossibilità (per varie
cause) a trattare
quel tipo di patologia, come avviene per l'ospedale psichiatrico e per
quello sanatoriale, o per incompetenza a gestire un elevato livello di
gravità della patologia, come avviene per l'ospedale chirurgico
con le
équipe internazionali o con i ricoveri all'estero.
Capìtolo pròssimo: 6.
La sanità: il Ministero della Sanità,
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