LA FORMAZIONE INFERMIERISTICA
Nei campi profughi sahrawi l'educazione dei più giovani e
l'alfabetizzazione degli adulti (90% di analfabetismo durante la
colonizzazione spagnola) è uno dei punti cardine della politica
generale del governo, fin dai primi anni. I bambini iniziano a
frequentare le scuole materne all'età di tre anni, presso ogni
daira,
per passare poi alle scuole primarie di wilayas o all'internato nelle
scuole nazionali: "12 ottobre" e "9 giugno" in grado di ospitare
migliaia di alunni. La Scuola secondaria viene frequentata in Algeria o
a Cuba. Dalla fine della scuola secondaria, ogni giovane cerca una sua
collocazione nella società sahrawi avendo a disposizione diverse
scelte
tra le quali esiste quella di divenire ausiliario di infermeria (agente
tecnico sanitario) o infermiere graduato. Come si è visto in
precedenza
esistono queste due figure infermieristiche poste ai vari livelli.
La formazione di questi operatori si è resa necessaria,
già nei primi
anni di installazione dei campi profughi, a causa della loro primaria
importanza e della quasi totale assenza di personale qualificato sotto
la dominazione spagnola. Già nel 1978 nasceva la scuola
infermieri
presso l'ospedale nazionale e successivamente la scuola per ausiliarie
di infermeria al Centro di Formazione Professionale Femminile "27
febbraio".
Questo centro è costituito da una parte, dove sono collocate le
tende
(centro "residenziale") e da una grande struttura in muratura dove ha
sede la scuola vera propria, con aule, laboratori, dispensario e sala
parto, asilo nido necessario perché si tratta di un centro
esclusivamente per donne, capace di una grande ricezione. A questa
scuola le donne ricevono una formazione di base ed una
professionalizzante divisa in diversi settori: puericultura,
amministrazione, tessitura, infermieristica ausiliaria. Dal ministero,
ogni anno, viene stabilito il numero dei posti riservati per ciascuna
branca della formazione. A questo punto si inizia a far propaganda alle
dairas con dei professori che spiegano le caratteristiche necessarie
per l'accesso ed i programmi che verranno svolti. Per entrare in questa
scuola è necessario possedere una tenda da poter trasportare
nella
tendopoli della scuola stessa dovendo risiederci per almeno 9 mesi.
In particolare per entrare al corso per ausiliarie di infermeria
è
necessario aver completato almeno 7 dei 9 anni di scolarità
primaria e
secondaria ed avere una discreta conoscenza della lingua spagnola.
Infatti, in tutti i livelli ed i settori riguardanti la sanità
la
lingua ufficiale è lo spagnolo perché questa risulta
più vicina a molti
termini di origine latina usati in medicina e perché consente
con più
facilità l'accesso alle informazioni sulla medicina occidentale.
La
conoscenza dello spagnolo è dunque richiesta come requisito di
base ed
accertata sulla base di un esame di selezione. Mediamente ci sono circa
30 posti per questo corso e le domande di ammissione sono in
sovrannumero. Per fare la selezione si adopera un test che valuta
complessivamente il livello educazionale della donna e la conoscenza
dello spagnolo che costituirà la parte più difficile
dell'intero corso.
Normalmente i corsi iniziano al 15 settembre e si concludono entro la
metà di giugno; sono previsti 7 mesi di lezioni teoriche e 2
mesi di
tirocinio presso gli ospedali provinciali o i dispensari. La parte
teorica viene svolta al mattino e pomeriggio per 6 ore complessive con
le seguenti materie:
attenzioni di infermieristica, (per 4 ore al giorno), biologia, etica
medica, nutrizione, psicologia (per 2 ore alla settimana), lingua
spagnola, infermieristica di comunità, igiene ed epidemiologia.
Tutte
queste materie sono suddivise per 4 docenti: 2 infermieri, 1 tecnico di
biologia ed 1 professore di spagnolo. Il tirocinio viene svolto sotto
la guida degli infermieri graduati o comunque che hanno molta
esperienza. In realtà in molti dispensari gli infermieri
responsabili
cercano di avvicinare a questo campo le donne del Comitato di Salute e
se ritenute in grado, stimolate ad iscriversi alla scuola. I compiti
che svolgeranno queste operatrici saranno quelli dell'igiene ambientale
e personale, la nutrizione e la somministrazione della terapia
prescritta dall'infermiere; questi sono compiti che usualmente svolgono
le infermiere ausiliarie del dispensario; c'è tutto l'interesse,
quindi
ad avere personale qualificato in numero elevato alle dairas, in modo
da inserirle nel Comitato di Salute.
La qualificazione ricevuta da questa scuola può essere
riconosciuta
dalla Scuola per Infermiere Graduate, attraverso un esame, e quindi
può
dare la possibilità di accedere al secondo anno. Molte
infermiere
iniziano facendo la scuola per ausiliarie perché questa richiede
una
minore conoscenza dello spagnolo rispetto alla scuola per graduate; se
durante questa scuola si evidenziano capacità, allora saranno
indirizzate verso la Scuola per Graduate. Attualmente solo le donne
frequentano i corsi per ausiliaria di infermeria, dopo che questo corso
è stato chiuso all'ospedale nazionale, mentre gli uomini possono
farsi
esperienza presso i dispensari o gli ospedali avendo più tempo a
disposizione o frequentando solo il primo anno della scuola per
graduati ed avendo un riconoscimento informale. Un padiglione
dell'ospedale nazionale ospita la scuola per infermieri graduati; i
primi corsi avevano la durata di sei mesi, poi di un anno ,
successivamente di due e dall'anno scolastico `94/'95 il corso
avrà
durata triennale con circa 50 posti. Le allieve (circa il 70% sono
donne) risiedono negli alloggi della scuola durante il periodo delle
lezioni teoriche e del tirocinio. Il piano di studi prevede
l'articolazione delle materie in trimestri, alcune materie si
concludono in un ciclo, altre proseguono per tre anni. Le lezioni sono
svolte per 8 ore al giorno con orari variabili a seconda delle stagioni
a causa del caldo. Complessivamente ci sono 14 materie:
attenzioni di infermieristica e patologie medico- chirurgiche (durata
triennale), microbiologia, biologia, parassitologia, psicologia,
assistenza materno-infantile, nutrizione, psichiatria, etica medica,
infermieristica di comunità, igiene ed epidemiologia,
farmacologia,
lingua spagnola. Per queste materie ci sono 6 docenti: 3 infermieri, 1
tecnico di biologia, 1 tecnico di farmacologia, 1 professore di
spagnolo.
Ogni trimestre è prevista una valutazione che se non viene
superata non
consente l'accesso al trimestre successivo. Ogni anno viene poi
effettuato l'esame complessivo e mediamente 6-8 allievi non riescono a
superarlo; ci sono durante l'anno anche alcuni allievi che lasciano la
scuola per vari motivi (donne gravide, situazioni familiari aggravate,
ecc.).
fotografia La scuola per infermieri graduati all'ospedale nazionale
Il primo anno di corso prevede solo lezioni teoriche, il secondo
prevede un tirocinio all'ultimo trimestre e contemporaneamente lezioni
teoriche ed il terzo prevede il tirocinio al mattino e le lezioni
teoriche al pomeriggio durante tutto l'anno. Il tirocinio viene
valutato settimanalmente dal capo reparto (il tirocinio viene svolto
all'ospedale nazionale) in collaborazione con il professore di
infermieristica, valutando molto anche l'aspetto comportamentale
dell'allievo.
fotografia Una lezione alle allieve infermiere
Una volta diplomati questi infermieri iniziano a lavorare presso
l'ospedale nazionale e successivamente, con accrescere dell'esperienza,
anche preso gli ospedali provinciali ed i dispensari, dove si richiede
maggiore responsabilità aumentando il grado di autonomia; questa
"progressione di carriera" in base all'esperienza accumulata è
gestita
dalla Direzione Generale di Assistenza Medica del Ministero.
Mediamente per divenire professore alla scuola o responsabile di un
dispensario o di un reparto all'ospedale occorrono 10 anni di servizio.
Si deve, però, considerare che molti di questi posti sono
attualmente
ricoperti da infermieri formati con 6 mesi di corso durante i primi
anni di installazione dei campi profughi o addirittura che praticavano
i dispensari sotto la colonizzazione spagnola. Soprattutto per questi
ultimi infermieri, si tengono periodicamente dei corsi di
aggiornamento, nella sede della scuola, ma molti lamentano la carenza
di libri e riviste per tenersi aggiornati.
La formazione infermieristica specialistica non viene effettuata nei
campi, ma si cerca di inviare persone a formarsi all'estero, anche se
l'offerta di questi posti è molto limitata.
Il giudizio che dai sahrawi stessi è dato della formazione in
loco non
è ottimo. ci si deve rendere conto che esistono molte
difficoltà a
formare personale in questo contesto, ma le necessità impellenti
di un
elevato numero di infermieri per gestire un programma sanitario
così
vasto non lascia altre scelte.
Capìtolo pròssimo: 6.
La sanità: la medicina tradizionale,
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