Indice

Introduzione


Circa tre anni fa, sono venuta a conoscenza dell'esistenza di una nazione chiamata Sahara Occidentale in maniera un po' anomala poiché in sede di esame di geografia politica rispondendo ad una domanda relativa al Marocco, nel definire i confini politici del regno marocchino ho citato la Mauritania come Stato confinante a Sud e solo dalla correzione del Professor Sofri ho scoperto l'esistenza di un popolo in attesa del ritorno nella propria patria, il Sahara Occidentale invaso dal Marocco nel 1976.
Da quel momento, forse anche a causa dell'imbarazzo che avevo provato di fronte al professore che si era tanto stupito della mia ignoranza in merito, ho iniziato a cercare maggiori informazioni relative al popolo saharawi nell'intento di capire meglio un conflitto a me così sconosciuto.
Purtroppo, quello che entra a far parte delle nostre conoscenze è senz'altro determinato da ciò che assimiliamo visivamente o ci viene fatto assimilare in altro modo. Se si fa un po' d'attenzione, infatti, si può notare che nei telegiornali o nella carta stampata (libri, riviste, giornali) si parla raramente del popolo saharawi e molto spesso, quando viene presentata una cartina che comprende il Sahara Occidentale è molto facile che siano riportati in maniera errata i confini di questo territorio. Durante questa mia ricerca personale mi sono accorta di quante persone attorno a me ignoravano totalmente la realtà di questo popolo dimenticato dall'opinione pubblica internazionale e più io ne parlavo più aumentava l'interesse dei miei colleghi in merito.
Fondamentale per me e per questa tesi è stato poi l'incontro con alcuni membri dell'associazione di solidarietà con il popolo saharawi, El Ouali, di Bologna con i quali ho condiviso il mio interesse nei confronti della questione saharawi.
Proprio con loro sono partita per i campi profughi saharawi con un Charter di solidarietà che da Bologna portava aiuti umanitari alla popolazione saharawi.
Il soggiorno nei campi profughi, nella wilaya di Smara, è stato per me un'esperienza indelebile sia da un punto di vista personale che formativo. Da un punto di vista personale poiché le sensazioni che si provano in un contesto di tale genere sono inspiegabili e proprio per questo confondono una mente razionale abituata a cercare una spiegazione logica per ogni evento.
Da un punto di vista formativo perché mi ha fatto capire l'importanza vitale, in un contesto come questo, degli aiuti umanitari e dell'impegno internazionale per garantire la sopravvivenza di un intero popolo che rischia costantemente l'estinzione.
Negli ultimi anni la credibilità della cooperazione internazionale è stata seriamente compromessa da gravi fatti di corruzione che hanno sottratto ai bisognosi dei paesi poveri risorse a loro destinate, a beneficio soprattutto dei ricchi dei paesi ricchi, ma anche dei ricchi dei paesi poveri.
Uno degli scopi del mio elaborato è anche di ridare un po' di fiducia e credibilità alla cooperazione internazionale e di dimostrare come per un popolo dimenticato da molti, gli interventi umanitari d'emergenza o di sviluppo sono di fondamentale importanza per la sua sopravvivenza.
I Saharawi, cittadini di uno stato ricco di fosfati, pesce e giacimenti di petrolio recentemente riscontrati, relativamente sviluppato da un punto di vista sociale e politico, sono diventati, forzatamente, profughi, cittadini di uno stato che non esiste ancora, attori di un sistema economico che è scomparso.
In questi 28 anni, nonostante le innumerevoli difficoltà determinate dalla condizione di esiliati, in guerra per la riconquista della propria patria, intorno al popolo saharawi si sono sviluppate diverse iniziative di solidarietà sia sul terreno della sensibilizzazione dell'opinione pubblica nei diversi paesi europei, sia su quello della fornitura di aiuti umanitari.
Tra queste esperienze, oltre agli aiuti da parte della Comunità Internazionale, dell'Unione Europea e dei singoli governi, ve ne sono state numerose altre che hanno coinvolto anche i singoli cittadini che si sono riuniti in associazioni di solidarietà al popolo saharawi come l'associazione con cui sono partita io.
In tutta questa esperienza che ho vissuto mi sento un po' come una piccola goccia d'acqua che però ha ottenuto grandi soddisfazioni.
Molte persone che mi circondano conoscono oggi il popolo saharawi e la loro storia, molte di loro hanno anche preso parte ad iniziative di raccolta fondi o di sensibilizzazione e anche questa tesi è stata per me un mezzo per continuare a parlare e far parlare di un argomento che viene raramente trattato.
In molti sostengono che non si parli del popolo saharawi perché è un argomento che avrebbe poco audience, non ci sono bombe, attentati, violenza; ma personalmente penso che sia riduttivo giustificare questo silenzio con una spiegazione così superficiale.
Con il mio elaborato vorrei proprio far capire come, nonostante l'opinione pubblica abbia quasi totalmente abbandonato il popolo saharawi alla sua sorte, questo è riuscito anche senza armi a far parlare di sé, a tessere reti di solidarietà molto estese, attraverso le associazioni di solidarietà e le loro tante iniziative, attraverso l'operato dei rappresentanti saharawi nei vari paesi europei ma soprattutto attraverso i bambini, piccoli ambasciatori di pace, che vengono nei mesi estivi in Italia.
Molto importante è stato anche il costante impegno del governo saharawi per la formazione delle nuove generazioni che studiando diverse lingue straniere e viaggiando il più possibile costituiscono una futura classe politica pronta a governare il proprio paese.
Fine ultimo della mia tesi è, quindi, di fornire gli strumenti necessari ad una piena comprensione del conflitto tuttora in corso nel Sahara Occidentale.
Partirò, quindi, da un'analisi storica della formazione del popolo saharawi e del conseguente conflitto con il Regno marocchino che s'inserisce in un contesto geo-politico internazionale molto ampio.
Descrivendo, in seguito, il sistema politico, sociale ed economico istituito dalla Repubblica Araba Democratica Saharawi nell'esilio algerino cercherò di far capire come ONG italiane, Enti Locali, associazioni di solidarietà ed Istituzioni Internazionale garantiscano, attraverso progetti di sviluppo e d'emergenza, la sopravvivenza alla popolazione in attesa del ritorno in patria.
Per capire meglio il funzionamento della gestione degli aiuti umanitari ai profughi saharawi, descriverò in maniera sintetica le forme e gli strumenti della cooperazione internazionale soffermandomi sulla cooperazione non governativa e decentrata.
Insieme alle fonti bibliografiche, di fondamentale importanza ai fini del mio elaborato, sono stati i ripetuti colloqui con i rappresentanti del popolo saharawi in Italia, le testimonianze dei quali mi hanno permesso di raggiungere una comprensione più concreta di ciò che stavo studiando.