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Conclusioni       

         In questo elaborato si sono analizzate le origini storiche che hanno portato alla nascita del Fronte Polisario nel 1973 e quelle che hanno poi spinto il Fronte a fondare la Repubblica Araba Sahrawi Democratica tre anni dopo.

         La nascita della Repubblica in realtà è il risultato di un logico processo. Infatti, al momento della nascita del Fronte, il Sahara Occidentale era una colonia spagnola ed è quindi plausibile che un movimento, come era quello di El Wali all’inizio degli anni ’70, si configuri gradatamente, a causa di determinati fatti storici e politici, in un movimento per l’autonomia ed infine diventi un Fronte con obbiettivi nazionalistici e di liberazione del territorio occupato. E’ il Fronte che ha accompagnato la nascita di una coscienza nazionalista sahrawi. Il MLS è stato sicuramente una consistente espressione del nazionalismo sahrawi, ma il suo smembramento e le circostanze storiche non hanno permesso il proseguire della sua azione. Il Fronte è molto più di un partito: è con il Fronte Polisario che si arriva ad un movimento ideologico, ad una avanguardia rivoluzionaria del popolo sahrawi.

            E’ per rispondere agli Accordi di Madrid che nasce la Repubblica sahrawi. Il Polisario denuncia subito la mancata validità giuridica degli Accordi: il Marocco e la Mauritania sono da considerarsi stati “terzi”, estranei al processo di decolonizzazione e la Spagna trascende le proprie competenze, esercitando un diritto di gestione che non gli compete. Nonostante l’immediata denuncia del Fronte Polisario, queste violazioni continuano ad essere perpetrate.

            La fondazione della Rasd, nel 1976, è dunque la risposta sahrawi all’atto di forza con il quale il territorio del Sahara Occidentale viene occupato. E’ in questo delicato momento che bisogna dar vita ad un’istituzione; un’istituzione che colmi il vuoto di potere creato dal ritiro dell’amministrazione spagnola. Prima del 1976 non si verificano vuoti di potere: per questo la dirigenza sahrawi tenta prima di ottenere la decolonizzazione del territorio e solo dopo, nel 1976, mira al riconoscimento del Sahara Occidentale e del popolo sahrawi come Stato. La Rasd è il punto di arrivo di questo processo politico.

Sono proprio gli anni dal 1973 al 1976 a costituire un periodo fondamentale nella storia del Sahara Occidentale in quanto hanno visto nascere le istituzioni del popolo sahrawi.

La questione del Sahara Occidentale è ancora irrisolta.

E’ importante sottolineare come le rivendicazioni marocchine nel Sahara Occidentale siano rivolte verso il territorio e non verso il popolo sahrawi in sé. Il Marocco considera infatti il Sahara Occidentale uno spazio da conquistare e non ha interesse ad annettere il popolo sahrawi.

Il Marocco ignora volutamente questo popolo, sia dal punto di vista dell’identità culturale, sia come suo potenziale interlocutore per una eventuale convivenza.

E’ bene evidenziare come esistano due visioni differenti a tale proposito che si rivelano entrambe sbagliate.

Da una parte la monarchia Marocchina, la quale nega l’esistenza del popolo sahrawi, l’esistere dell’occupazione del Sahara Occidentale e perfino il rientro in patria di marocchini liberati dal Fronte Polisario: in quanto accettarne il rimpatrio significherebbe implicitamente riconoscere l’esistenza di una guerra e del nemico: il Fronte Polisario.

Dall’altra parte i nazionalisti sahrawi sostengono che il loro popolo esista da sempre, idealizzando il passato nell’evidenziare la sua unità. Ad esempio spesso l’Ait Arba’in, essendo una struttura ugualitaria, è stata presa come riferimento per la tradizione democratica sahrawi, in contrasto con la monarchia di Rabat.

La verità storica è ben diversa da queste posizioni ideologiche.