Lesodo sahrawi
Gli accordi di Madrid segnano il passaggio di consegne da parte dellamministrazione
spagnola e linizio dellinvasione maroccomauritane. Il Fronte Polisario
rinforza le sue file, grazie allarrivo di sahrawi precedentemente arruolati
nelle truppe nomadi o nella polizia coloniale, ed estende il suo controllo su
una parte del territorio. La sua prima preoccupazione è proteggere la
popolazione civile dagli attacchi degli eserciti invasori. Durante i primi mesi
del 1976 gli aerei marocchini compivano stragi sulla popolazione inerme che
cercava riparo nei campi di raccolta organizzati dal Fronte Polisario.
Il calvario sahrawi è segnato dai bombardamenti di Um Dreiga (nella zona
centrale, vicino Guelta), di Amgala, Ued Erni e Tifariti (1).
Le bombe al napalm, le stesse cadute in terra vietnamita, caddero anche qui
su vecchi donne e bambini.
Coloro che riuscirono a sfuggire ai bombardamenti dellaviazione marocchina,
si radunarono nel giro di qualche mese, intorno ad un pozzo, in una regione
completamente desertica, ad una trentina di chilometri da Tindouf. Un vero e
proprio esodo attraverso il deserto verso il confine algerino dove vengono organizzati
i primi campi profughi. Con una corsa contro il tempo la Mezza Luna algerina,
lequivalente della nostra Croce Rossa, e le organizzazioni umanitarie
assicurano un minimo di accoglienza in condizioni davvero difficili. I bombardamenti,
la fuga nel deserto per centinaia di chilometri , la separazione delle famiglie,
i lutti, sono scolpiti nella memoria del popolo sahrawi.
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La proclamazione della Repubblica Araba Sahrawi
Democratica (RASD)
Per colmare il vuoto istituzionale lasciato dal ritiro degli spagnoli (completato
il 26 febbraio), il Fronte Polisario, dopo un non facile dibattito interno,
il 27 febbraio, nelloasi di Bir Lelu, nelle zone liberate, sceglie la
strada della proclamazione dellindipendenza del Sahara Occidentale. Viene
approvata una Costituzione provvisoria per dare una base politica e sociale
al nuovo stato denominato Repubblica Araba Sahrawi Democratica (RASD). La repubblica
viene definita come araba, islamica, democratica e socialista, dove la sovranità
appartiene al popolo, lislam è la religione di stato e larabo
(hassaniya) la lingua nazionale. Lunità dei popoli del Maghreb
viene considerato un obbiettivo verso lunità araba. Il riferimento
al socialismo è piuttosto il richiamo alla giustizia sociale su cui deve
fondarsi la società. Passo importante verso la definizione dellassetto
istituzionale che dovrà reggere il popolo sahrawi nella difficile fase
nella lotta per la liberazione del proprio territorio e della transizione da
una situazione di emergenza al compimento dellautodeterminazione.
Il programma politico e la struttura del nuovo stato sono precisati nel 3°
Congresso del Fronte Polisario, 26 30 agosto 1976. Vengono adottati un
programma nazionale generale e un Manifesto politico. Il programma fissa gli
obbiettivi politici a breve e lungo termine. Nellimmediato si tratta di
approfondire la coscienza e la mobilitazione del popolo nella sua lotta per
l indipendenza. Sul piano diplomatico il programma mette laccento
sulla creazione di un fronte progressista arabo africano di cui lintesa
con lAlgeria e la Libia costituisce il primo passo. Sul piano sociale
la priorità viene data alla necessità delle popolazioni rifugiate
nei campi.
A lungo termine il programma si propone una politica di costruzione nazionale
e di realizzazione del socialismo attraverso un sistema repubblicano e democratico,
lequa ripartizione della ricchezza nazionale, e la soppressione di ogni
forma di sfruttamento. Sul piano culturale viene evidenziato limpegno
nellinsegnamento, che sarà in lingua araba, obbligatorio e gratuito,
e nella protezione della cultura tradizionale e delleredità religiosa;
su quello economico, la volontà del controllo delle risorse del paese.
Lunità maghrebina è, sul terreno diplomatico, una tappa
verso lunità del mondo arabo. Lorganizzazione politica affida
al Comitato esecutivo del Fronte la designazione del Consiglio dei ministri.
Il potere legislativo è affidato al Consiglio nazionale sahrawi di 41
membri, il Segretario generale del Polisario e presidente della RASD è
Mohamed Abdelaziz (2) che prende il posto di El Wali,
dopo la sua morte in territorio mauritano nel giugno del 1976.
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I guerriglieri sahrawi e lintelligenza
strategica
Nel maggio 1976 lobbiettivo di portare in salvo la popolazione civile
è pressoché raggiunto, e il Polisario può riprendere gli
attacchi, del resto mai completamente cessati. Nel Sahara occidentale, il vento
dominante viene dallovest, dalloceano. Spazza il territorio occupato
dallarmata reale marocchina soffiando verso est, dove si trovano i santuari
del Fronte Polisario, nei territori liberati e in Algeria. I combattenti sahrawi
si servono del vento. Porta loro lodore ed il rumore del nemico, emergono
silenziosamente. Quando aggirano il nemico, i guerriglieri sahrawi spuntano
dalle nuvole di sabbia che il vento solleva al suo passaggio. Se questi uomini
si chiamano Figli delle nuvole, sono anche Signori del Vento(3).
Il territorio è familiare ai guerriglieri, conoscono ogni piccola pietra,
ogni piega di questa terra desertica. Mobilità e mimetismo sono le armi
che permettono di colmare lo svantaggio di un armamento ridotto. Le imboscate
si susseguono costringendo le truppe di occupazione a trincerarsi dietro postazioni
fisse o a muoversi in grandi convogli che a loro volta costituiscono facili
bersagli.
Loffensiva del Polisario si rivolge soprattutto contro la Mauritania,
che ben presto si rivela lanello più debole dellalleanza.
Lesercito di Nouakchott è poco numeroso e male equipaggiato, il
territorio è immenso e difficile da controllare; inoltre tutta leconomia
mauritana si regge sulle miniere di ferro di Zouerate, che assicurano l80%
delle risorse in valuta (4). Per questo motivo gli attacchi
dei guerriglieri vengono portati direttamente dentro i confini mauritani, in
particolare contro le installazioni minerarie di Zouerate e la ferrovia che
per 450 km trasporta il minerale fino al porto di Nouadhibou. La capitale mauritana
viene colpita di sorpresa una prima volta nel giugno 1976, è in questa
occasione che El Wali viene ucciso, durante la ritirata. Il primo segretario
del Polisario aveva rinnovato la tradizione guerriera dei sahrawi, che voleva
che i capi si ponessero alla testa delle loro truppe, rischiando la vita.
Il secondo attacco avverrà un anno più tardi, nel luglio 1977.
Tutti i centri del paese sono ormai sotto la minaccia del Polisario, ed è
chiaro che la Mauritania non è più in grado di difendersi da sola.
Si ritrova così a dipendere dallaiuto francese e dalla presenza
dellesercito marocchino sul suo territorio. La preoccupazione maggiore
dopo lindipendenza era stata quella di allontanare la minaccia del Marocco.
Nel 1973 Ould Daddah aveva denunciato gli accordi militari con la Francia e
abbandonato la zona franca per istituire una moneta nazionale, lanno seguente
aveva nazionalizzato le miniere di Zouerate. Il peso della guerra diventa insostenibile
per la Mauritania,
leconomia è al collasso per lo sforzo bellico e per il crollo dellesportazioni
di ferro.
Da Parigi a Nouakchott si faceva strada la convinzione che questa guerra non
si sarebbe potuta vincere. I giacimenti di fosfati di Bou Craa e il nastro trasportatore
erano fermi, bersaglio mirato del Polisario, e così le grandi ricchezze
del Sahara non potevano essere sfruttate. Occorreva trovare una soluzione politica
alla guerra del Sahara occidentale.
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La Mauritania esce di scena
Nella notte tra il 9 ed il 10 luglio 1978 a Nouakchott un gruppo di ufficiali
destituisce il presidente Ould Daddah e porta al potere Mustafa Uld Salek. Una
settimana dopo, il Fronte Polisario, rispondendo alle ripetute dichiarazioni
di pace di Uld Salek, sospendeva unilateralmente la guerra nel sud del paese
e confermava la decisione durante il 4° congresso, tenutosi lultima
settimana di settembre.
Il Fronte Polisario chiedeva il ritorno degli invasori alla legalità
internazionale, la partenza delle truppe straniere, il rispetto dei diritti
legittimi del popolo sahrawi allautodeterminazione, allintegrità
territoriale e alla sovranità nazionale conformemente alle risoluzione
e alle Carte delle organizzazioni internazionali (ONU, OUA) e formulava una
previsione di pace.
Intanto Giscard dEstaing, Uld Salek, Hassan II e il ministro degli Esteri
algerino Bouteflika discutevano sulla possibilità, ottenendo lavallo
del Dipartimento di stato statunitense, di cedere la parte meridionale del Sahara,
il Rio de Oro, al popolo sahrawi.
Compromesso inaccettabile. La risposta di Abdelaziz fu infatti categorica, il
popolo sahrawi non avrebbe mai accettato. Il Fronte Polisario rivendicava lintegrità
territoriale; non si trattava solo di orgoglio nazionale ma di assicurare lo
sviluppo futuro del Sahara occidentale. Non dimentichiamo che le maggiori ricchezze
sono nella parte settentrionale occupata dalle truppe marocchine.
Il 5 agosto 1979 viene firmato ad Algeri laccordo di pace fra Fronte Polisario
e Mauritania, che nel 1984 riconoscerà ufficialmente la RASD. E di conseguenza,
a questo punto, la Mauritania esce di scena, ed il Polisario concentra i suoi
attacchi verso il Marocco.
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Marocco,Francia e Stati Uniti e Fronte Polisario,
Libia e Algeria
.Come precedentemente analizzato ricordiamo che in piena Guerra fredda, lOccidente
era ossessionato dal pericolo comunista. Le rivoluzioni degli anni 70
erano considerate parte integrante di unoffensiva mondiale condotta dalla
superpotenza comunista. Inoltre gli USA avevano sempre sostenuto in Africa,
in Asia e in Medio Oriente le forze conservatrici. Solo un occupante affidabile
poteva preservare quella zona desertica dalla minaccia filo-sovietica che lAlgeria
e la Libia ben rappresentavano. La fedeltà del Marocco era indiscutibile.
Il Fronte Polisario, oltre allaiuto alimentare e farmaceutico di alcune
organizzazioni umanitarie fra cui la Croce rossa internazionale, era sostenuto
militarmente dalla Libia e dallAlgeria, che assunse i costi dei servizi,
della benzina e degli aiuti ai rifugiati (5).
La Francia vedeva il Fronte Polisario come il braccio armato dellAlgeria,
da cui si era dolorosamente separata dopo i lunghi anni di ribellione algerina
per il raggiungimento dellindipendenza nazionale (1954-1962). Visione
di certo influenzata da vecchi rancori e poco corrispondente alla realtà.
Infatti lAlgeria non ha mai avuto ambizioni espansionistiche e la sua
prima preoccupazione, fin dallindipendenza, è sempre stata quella
di assicurare una vera politica rivoluzionaria, basata sul diritto allautodeterminazione
dei popoli, in qualunque luogo del mondo questi si trovino. In questo contesto,
non cè niente di più naturale che accogliere degli esiliati
e fornire loro aiuto perché cacciati da un territorio vicino e perché
lottano per il proprio diritto allautodeterminazione. Diritto posto alla
base dellafilosofia politica algerina.
Il Fronte Polisario braccio armato dellAlgeria? Avrebbe dovuto utilizzare
tutta la forza della sua aviazione e delle sue divisioni blindate ed ottenere
una lotta ad armi pari. Non è successo.
Riconoscenti per gli aiuti dati loro, i sahrawi hanno sempre dimostrato una
profonda indipendenza. Un enorme arsenale, per tentare di schiacciare la resistenza
sahrawi, lo hanno avuto a disposizione il Marocco e la Mauritania.
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Le armi
Larmamento preso al nemico dà unidea della complessità
del conflitto e delle fortune fatte, nel frattempo, dai fabbricanti di armi
e dai loro mercanti. Al banco dei mercanti darmi è presente tutta
la Comunità europea, gli Stati Uniti, lex-Urss, la Cina e anche
il Sud Africa. Senza dimenticare laiuto finanziario dellArabia Saudita.
Blindati sud-africani fabbricati su licenza francese in pieno periodo di embargo
anti-apartheid, cannoni, lanciarazzi, mortai, F5 US, Mirage 1 Marcel Dassault,
sedili eiettabili Brevetto Martin Semmb Bois Colombes, Francia n° di serie
13396; bombe a frammentazione US Air Force serial n° NOJJ32512; mezzi di
trasporto blindati Saviem (Saviem ha regalato dei camion ai sahrawi come aiuto
umanitario); AK47 cinesi, Fal Herstal belgi, grosse mitragliatrici Urss.
Cannoni antiaerei da 23 mm, mortai spagnoli da 60, 80 e 120mm; missili Maveric
Usa, VAP Panhard con il muso da Bull terrier, costruito su licenza francese
in Sud Africa, autocannone AML 90, ancora lasse Francia-Sud Africa! ENMP
Berthiez, sede sociale 15, av. DEylau Paris xvi, fabbrica de Le Havre,
torretta H90 n° 1607, pneumatici Michelin. Cannone auto trainante da 155
mm CN 155 F3 fabbricato in Francia, Creusot Loire St Chamond EAB 1977 n°
15. Carri austriaci, da trasporto truppe, Unimog Daimler Benz. Una quantità
fenomenale di mine anti-uomo e anticarro statunitensi, russe, italiane e spagnole.(6)
Non dimentichiamo Israele che ha fornito, con gli Stati Uniti, la tecnologia
assassina, che ora vedremo, utilizzata per costruire il muro di separazione,
lungo più di 1400 km, che impedisce ai sahrawi laccesso ai territori
occupati dai marocchini.
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La strategia dei muri
Tra la fine del 1975 e linizio del 1976, lesercito marocchino occupò
gran parte dei centri occupati: la capitale El-Ayoun, Smara, città di
tradizioni religiose e culturali, Boujdour e Dakhla, porti pescherecci, le istallazioni
di Bou Craa per lestrazione di fosfati.
Gran parte della popolazione urbana scelse lesilio per sfuggire alla repressione.
Le migliaie di persone rimaste vivono loccupazione coloniale del Marocco,
gli insediamenti dei coloni sono allordine del giorno e i centri abitati
sono sottoposti ad una stretta vigilanza, per impedire fughe o infiltrazioni
della guerriglia.
Demolita la resistenza mauritana, gli attacchi dei guerriglieri sahrawi si concentrano
dentro il Marocco, nel sud e specialmente nel massiccio dellOuarkziz,
spingendosi fino alla costa atlantica dove nelle acque territoriali sahrawi
fanno prigionieri gli equipaggi di numerosi pescherecci (spagnoli, marocchini,
portoghesi, sudcoreani, rumeni) per obbligare i rispettivi governi a trattare
col Polisario. Nel 1980 gran parte del territorio è sotto controllo dei
sahrawi, con i marocchini assediati nei centri principali. Il Fronte predilige
in questo momento la soluzione militare, ma non perde mai di vista, come vedremo,
quella diplomatica.
Il Marocco riorganizza la propria difesa e concentra i suoi sforzi nel proteggere
il sud del paese e il Sahara utile ( il triangolo Smara, Bou Craa,
El-Ayoun). Lobbiettivo primario è impedire le incursioni del Polisario
in territorio marocchino e per questo viene decisa la costruzione di un nuovo
sistema difensivo. Nella primavera del 1981 viene costruito il primo muro
difensivo che partendo da Zag, in territorio marocchino ai confini con lAlgeria,
raggiunge la costa a El-Ayoun passando per Smara e la miniera di Bou Craa. Nellottobre
dello stesso anno si svolge la battaglia decisiva per il controllo del restante
territorio. A Guelfa Zemmour la guarnigione marocchina (almeno 2000 uomini)
arroccata nellex-fortino spagnolo, subisce una totale disfatta. Qui lesercito
di liberazione fa uso per la prima volta di mezzi pesanti. (7)
La sconfitta convince Rabat che è impossibile resistere agli accerchiamenti
del Polisario nei centri isolati, e decide di sviluppare la strategia dei muri.
Tra il 1983 e il 1987 ne vengono completati altri cinque, che alla fine lasciano
incustodite solo due piccole porzioni del territorio: a nord, al confine con
lAlgeria, e a sud, alla frontiera con la Mauritania. Si tratta di terrapieni
di sabbia o pietrame, secondo le località, costruiti con i materiali
di riporto ricavati dalla trincea sottostante e preceduti da campi minati. Sono
dotati di rader, batterie dartiglieria e sistemi elettronici di sorveglianza
ed intercettazione, con posti di guardia distribuiti ad intervalli regolari.
Leffettivo della Forces Armées Royales (Far) è portato a
130.000 uomini (8).
Al riparo dei muri i marocchini hanno colonizzato il Sahara, come
mai gli spagnoli erano riusciti a fare. Il Polisario ha adeguato la sua tecnica
di guerriglia alla nuova situazione, creando attorno ai muri una
zona di insicurezza, con incursioni a sorpresa e frequenti azioni di sabotaggio.
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L uso politico della lotta armata
Il conflitto armato, tra vere e proprie battaglie in campo, episodi di guerriglia,
fasi di relativa tregua, è durato 16 anni, fino al 6 settembre 1991,
quando, dopo anni di trattative in sede ONU e OUA, è entrato in vigore
il cessate il fuoco.
Per il Polisario non è stata una sconfitta militare; per il regime di
Rabat la guerra, combattuta o meno, ha significato un enorme utilizzo di mezzi
finanziari, incidendo pesantemente sul bilancio dello stato. Tutti gli anni
80 sono segnati in Marocco da numerose rivolte popolari contro il caro-vita.
Uno degli aspetti fondamentali che caratterizzano il Polisario rispetto ad altri
movimenti di liberazione è il significato politico ben preciso della
sua strategia militare. Innanzitutto la lotta sahrawi è una lotta popolare,
nei ranghi dellesercito di liberazione sono impiegati praticamente tutti
gli uomini validi che a turno ricoprono anche altre mansioni ( per esempio nella
diplomazia). Luso delle armi non è fine a se stesso;al contrario,
essendo una scelta imposta dal nemico come il Polisario ha spesso ribadito
è sempre collegato con gli sviluppi della battaglia politica e
diplomatica. La maggior parte delle grandi offensive è condotta in coincidenza
con i momenti politicamente più importanti.
La lotta è intesa come una guerra di liberazione circoscritta al territorio
sahrawi, pertanto non ha mai utilizzato metodi terroristici, né in Marocco
né altrove.
I prigionieri civili sono stati usati per ottenere un riconoscimento politico
negato. Il 17 dicembre 1980 il Polisario riesce ad ottenere il riconoscimento
dalla Spagna del principio dellautodeterminazione del Sahara occidentale
durante le trattative per il rilascio di alcuni marinai. (9)
Lo stesso vale per i prigionieri di guerra marocchini, visitati regolarmente
dalla Croce Rossa internazionale, ma che il governo di Rabat ha sempre rifiutato
di riconoscere.
Hassan II sarà costretto alla fine a misurarsi sul terreno a lui meno
favorevole, quello diplomatico. Ricco di ben studiati successi per il Fronte
Polisario, che in questi anni ha saputo portare avanti unottima strategia
politica, militare e diplomatica.
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