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APPENDICI

GLOSSARIO E SIGLE

Abid: schiavi.

Aial: famiglia allargata che riuniva le persone che discendevano da un antenato vivente.

"Asaba wahda": Asaba indica il patto attraverso il quale si può estendere l’asabiya, ovvero la solidarietà agnatica. Wahda significa invece uno, unico.

Barrio: quartiere, (barrios plurale).

Daira: provincia, (dairas plurale).

Djemaa: assemblea generale saharawi istituita dagli spagnoli nel 1967 e composta da settanta capi tribù e frazioni di tribù.

Erih: vento che soffia nell'hammada algerino.

Frig: accampamento nomade formato dalle khaima dei gruppi familiari che viaggiano e passano la notte insieme.

Gazzi: raid effettuati nel deserto prima a cammello poi sulle Land Rover.

Hammada: zona pietrosa del Sahara situata a nord-est.

Harratin: schiavi neri affrancati, o “liberati”.

Hassaniya: lingua di origine araba parlata dai saharawi.

Yemaa: assemblea di notabili presente in ogni qabila che esercitava il potere giudiziario, legislativo ed esecutivo attenendosi alla sharia e all’orf.

Khaima: tenda tradizionale tessuta con pelo di cammello in uso fra i nomadi saharawi e allo stesso tempo “famiglia coniugale”.

Malhfa: tonaca fatta con un solo pezzo di tessuto, indossata dalle donne.

Mazal: proverbio o detto.

Mehari: pattuglie a cammello assoldate dagli spagnoli per controllare i confini del Sahara occidentale.

Orf: codice orale delle norme comportamentali nomadi.

Qabila: tribù, (qaba’el plurale).

Qadi: giudice, persona che interviene nella risoluzione di conflitti.

Sharia: legge coranica.

Tabita: donna che pratica la medicina tradizionale o medicina verde.

Tuiza: lavoro comunitario tradizionale, solidale.

Wali: governatore di una regione.

Watan: patria.

Wilaya: accampamento, regione.

Znaga: tribù tributarie di origine berbera.

Zwaya: tribù letterate-religiose di origine araba yemenita, dette dai francesi marabutte.

Approfondimento sui termini “esule”, “profugo” e “rifugiato”:

Esule: chi, che è o va in esilio. (Esilio: allontanamento forzato o fuga volontaria dalla propria patria).

Profugo: che, chi è costretto ad allontanarsi dalla propria patria e a cercare rifugio altrove.

Rifugiato: individuo costretto, in seguito a vicende politiche, ad abbandonare lo stato nel quale aveva stabile dimora per cercare rifugio in un altro stato.

Per riferirsi ad una persona che abbandona la sua patria “esule” è il termine più generico, “profugo” non rimanda a vicende prettamente politiche ma contempla anche motivazioni di ordine naturale (terremoti, alluvioni, siccità,…), infine “rifugiato” fa esplicito riferimento a motivazioni di ordine politico. In base a questa delucidazione terminologica non è sbagliato riferirsi ai saharawi come “esuli”, o “profughi”, anche se il termine più appropriato rimane “rifugiati”.

AFAPREDESA: Associazione delle Famiglie dei Prigionieri e degli Scomparsi Saharawi.

ANSPS: Associazione Nazionale di Solidarietà e Sostegno al Popolo Saharawi.

BIRDHSO: ufficio internazionale per il rispetto dei diritti umani nel Sahara occidentale.

ELPS: esercito di liberazione popolare saharawi.

MINURSO: Missione Internazionale delle Nazioni Unite per il Referendum di autodeterminazione nel Sahara occidentale.

MLRS: Mezza Luna Rossa Saharawi.

ONA: consorzio marocchino legato ad Hassan II.

ONU: Organizzazione delle Nazioni Unite.

OUA: Organizzazione dell'Unità Africana.

PDA: Partito D’Azione.

POLISARIO: Fronte popolare per la liberazione del Seguia el Hamra e del Rio de Oro.

PUNS: Partito dell’Unione Nazionale Saharawi.

RASD: Repubblica Araba Saharawi Democratica. Proclamata dal Polisario a Bir Lehlu il 27 Febbraio 1976.

SSR: Servizio Sanitario Regionale.

UE: Unione Europea.

UNMS: Unione Nazionale delle donne Saharawi.

UJSARIO: sezione giovanile del Fronte Polisario.

UGTSARIO: sezione dei lavoratori del Fronte Polisario.

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