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PARTE II

(Inizio pagina)

7. LE POLITICHE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA VERSO IL POPOLO SAHARAWI. 290

Le iniziative di solidarietà e i perché di un Tavolo-Paese.
Le azioni politiche 

Le iniziative di solidarietà e i perché di un Tavolo-Paese.

La sensibilità della Regione Emilia Romagna sul problema del popolo saharawi è molto diffusa su tutto il territorio regionale. Tantissimi sono gli interventi, sia in Emilia Romagna che nei campi profughi algerini. I saharawi sono, infatti, tra gli obiettivi prioritari della Regione nell’ambito dei progetti di solidarietà internazionale e di sviluppo da tempo. A testimonianza di ciò non solo c’è l’inserimento dei saharawi tra gli interventi considerati prioritari nei piani di lavoro avviene, infatti, a partire del 1999, 2000, 2001, ma oggi tale impegno è ribadito dall’inserimento degli stessi tra le priorità del “documento di indirizzo programmatico per il triennio 2003-2005 per la cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e in transizione” in attuazione della legge del 24 giugno 2002, n. 12 entrambi precedentemente analizzati. Il settore socio-sanitario, con particolare attenzione alla prevenzione delle malattie infettive è considerato fondamentale, le iniziative di accoglienza e assistenza sanitaria dei bambini, l’invio di attrezzature e materiale d’uso sanitario, di aiuti umanitari, il sostegno al sistema socio-sanitario sono annoverati tra gli interventi primari.

Le iniziative di carattere solidaristico sono davvero tante, ma l’importanza delle azioni politiche, che possono instaurare nella paradiplomacy, non sono da sottovalutare. Pertanto ci si soffermerà prima sulle iniziative di solidarietà [1] , per poi analizzare, nel prossimo paragrafo, quelle di carattere politico.

In relazione alle azioni di solidarietà diffusa, a partire dal 1993 la Regione Emilia Romagna ha cominciato a contribuire ai progetti di aiuto umanitario a favore dei profughi saharawi. La prima iniziativa risale al 1993, anno in cui la Regione ha partecipato ad un progetto di sensibilizzazione sul territorio realizzata dall’ONG CESTAS. L’iniziativa dal titolo “Mostra fotografica itinerante” prevedeva oltre alla mostra fotografica, conferenze, seminari, incontri politici. Dal 1998 invece le iniziative si sono organizzate in veri e propri piani di lavoro [2] . In tale contesto il Coordinamento Regionale emiliano romagnolo di solidarietà con il popolo saharawi ha attivato, con contributo della Regione, un programma di sensibilizzazione sul territorio, insieme all’invio di materiale amministrativo e di aiuti umanitari, finalizzati da un lato al sostegno della campagna per il referendum e, dall’altro, a forme di appoggio solidale ai profughi saharawi rifugiati in territorio algerino.

 

v     Piano di lavoro - 1999:

La Regione, su richiesta e presentazione di progetti da parte della società civile, ha iniziato a contribuire alle iniziative di solidarietà e creative e di sostegno per l’accoglienza dei bambini saharawi, soprattutto grazie alle associazioni: Associazione un bambino per amico, Associazione Jaima Saharawi. Da molti anni, infatti, durante il periodo estivo, alcune famiglie, associazioni di solidarietà ed Enti locali dell’Emilia Romagna, realizzano programmi di accoglienza di bambini saharawi, con l’obiettivo di promuovere l’instaurarsi di rapporti con bambini italiani, di permettere loro di lasciare il deserto algerino nel periodo dell’anno più duro dal punto di vista climatico, di consentire accertamenti e cure mediche, realizzare percorsi didattici ed educativi, promuovere la conoscenza contro l’oblio del problema, della cultura, della tradizioni e della storia del popolo saharawi. Il programma d’accoglienza è organizzato e monitorato dal Coordinamento regionale emiliano romagnolo in stretta collaborazione con la Rappresentanza Saharawi in Italia. Erano previsti un progetto GVC [3] , Officina mobile e corsi di formazione per meccanici, elettrauti, saldatori, un programma di formazione a favore delle donne saharawi del “Centro donne 27 febbraio”, in collaborazione con l’assessorato Pari Opportunità della Provincia di Parma e con contributo della Regione.

 

v     Piano di lavoro - 2000

Insieme al ministero della Sanità, alla Mezza Luna Rossa Saharawi (MLRS), al Ministero della Cooperazione saharawi venne organizzato l’invio di aiuti umanitari nei campi profughi algerini. La gestione operativa dello stoccaggio e verifica degli aiuti umanitari fu affidata al GVC e all´ANPAS regionale. Furono raccolti e inviati un camion con rimorchio, carico di attrezzature sanitarie e pezzi di ricambio, di farmaci, tende e indumenti, pneumatici, filtri e altri ricambi meccanici. Tra i principali donatori si annoverarono le associazioni El Ouali, Jaima Saharawi, le ANPAS e le AUSL (Azienda Unità Sanitaria Locale) del territorio. L´ANPAS regionale contribuì all’iniziativa anche con la donazione di un’autoambulanza dotata di attrezzature sanitarie di pronto intervento e di pezzi di ricambio. Si regolamentò, inoltre, l’assistenza sanitaria ai bambini saharawi nell’ambito di iniziative di accoglienza realizzate dalle associazioni di solidarietà. Ai minori fu riconosciuto il diritto di ricevere assistenza primaria di medicina. L’assistenza comportava l’iscrizione al Sistema Sanitario Regionale presso l’AUSL del Comune in cui i minori dimoravano e il rilascio del tesserino sanitario. In tal modo da approccio episodico, il sostegno sanitario si trasformava in procedura. Inoltre, rivestiva particolare importanza il Progetto di formazione a medici e infermieri saharawi in emergenza sanitaria. Tale progetto è stato promosso dall’assessorato alle politiche sociali, e realizzato dall’ANPAS emiliano romagnola in collaborazione con le AUSL di Modena e di Bologna. Esso aveva l’obiettivo di formare quadri sanitari che a loro volta avrebbero formato formatori sul territorio. Era inoltre prevista una seconda annualità quasi interamente da svolgere nei campi profughi saharawi, incentrata su attività di monitoraggio e consolidamento indotto.

 

v     Piano di lavoro – 2001

La Regione Emilia-Romagna ha partecipato alla Carovana italiana 2001 di solidarietà con il popolo saharawi, che accoglieva le proposte provenienti dal Polisario e da molte associazioni di solidarietà ed Organismi non governativi del territorio. La Carovana di solidarietà ha attraversato varie regioni italiane e il territorio algerino nel suo tragitto verso Tindouf e ha rappresentato un momento di grande slancio solidaristico e di sostegno politico alla causa Saharawi. Essa ha visto il coinvolgimento concreto della Regione Emilia-Romagna che ha contribuito all’allestimento di un centro di raccolta in collaborazione con l´Associazione modenese Rock no War, ha finanziato la spedizione di un’autocisterna con rimorchio acquistata dall´associazione di Reggio Emilia Jaima Saharawi e di due autobus donati dal Consorzio Pistoiese Trasporti ed ha coordinato l´iniziativa in collaborazione con l´Associazione Nazionale di solidarietà con il Popolo Saharawi. Questo progetto ha visto un numero molto alto di donatori, tra associazioni e Comuni [4] .

La rete di solidarietà emiliano romagnola è stata, in assoluto, la più importante nel contesto italiano in quanto a partecipazione alla carovana di solidarietà 2001. Il programma comprendeva anche la seconda annualità del “Progetto di formazione a medici e infermieri saharawi in emergenza sanitaria”, “il progetto Azioni di controllo e prevenzione delle epatiti virali nei campi profughi saharawi, - Rabouni e gli altri campi profughi”, nella regione di Tindouf – Algeria. Inoltre, è stata realizzata l’iniziativa, “Progetto in ambito informatico per la realizzazione di un giornale di divulgazione dei diritti delle donne c/o Scuola 27 febbraio” [5] . L’intervento era di istitutional building e di sostegno al sistema sanitario e socio-sanitario della Repubblica Araba Saharawi Democratica. Includeva un intervento di tipo socio-sanitario [6] , e una campagna di informazione e di prevenzione e sostegno tecnico nei campi profughi [7] . La realizzazione era a cura del CISP di Roma in collaborazione con l´Associazione forlivese Malattie del Fegato – AFMF, e il Comune di Forlì, mentre i partner locali erano il Ministero della Salute Pubblica Saharawi, l’MLRS, il Ministero della Cooperazione saharawi. Inoltre, era previsto il progetto Accoglienza estiva di bambini/e saharawi provenienti dai campi profughi in Algeria, realizzato dall’associazione El Ouali di Bologna, l’associazione Jaima Saharawi di Reggio Emilia, l’associazione Kabara Lagdaf di Modena, e il coordinamento riminese di Solidarietà, insieme all’associazione Nazionale di Solidarietà con il popolo saharawi, mentre partner locali erano la Rappresentanza in Italia del Fronte Polisario e l’Unione delle donne saharawi.

 

v     Piano di lavoro 2002

Le iniziative nel 2002 sono più che raddoppiate e hanno visto realizzarsi:

a)       “Charter di solidarietà 2002: invio di aiuti umanitari a favore dei Profughi Saharawi”, in cui hanno collaborato le diverse associazioni umanitarie tra cui Kabara Lagdaf (Modena), Jaima Saharawi (Reggio Emilia), Comitato Sport e Solidarietà di Rimini, Comitato di Solidarietà con il Popolo Saharawi di Ferrara, altra associazioni di Bologna. Il charter ha trasportato aiuti umanitari, farmaci, attrezzatura sanitaria per radiologia. La Regione si è occupata della consegna, della verifica della distribuzione, del monitoraggio, dell’implementazione.

b)       “Potenziamento percorsi formativi-donne e disabili”. Nel campo profughi di Dajkla si sono sviluppati due percorsi: il primo di sostegno alle attività formative per le donne con interventi di carattere economico per l´acquisizione di materiale necessario alla realizzazione di corsi formativi, lana per tappeti, filo, stoffe, macchine e attrezzi per il cucito e per l´acquisizione di attrezzature, interventi formativi per migliorare l´utilizzo della strumentazione e per l´apprendimento di specifiche tecniche lavorative; e il secondo per il sostegno alle attività di cura e all´autonomia delle persone disabili tramite l´assegnazione di ausili e presidi sanitari per favorire la mobilità e l´autonomia, attività di formazione a personale locale per le attività di gestione e manutenzione degli ausili medesimi. Tale progetto è stato realizzato da CCILS - Cooperativa per l´inserimento lavorativo e sociale, realizzato insieme a FIOTO - Federazione italiana operatori tecnica ortopedica, l’Associazione Rock no war, come partner locale, c’era l’Unione nazionale donne saharawi, il Ministero della salute saharawi, il Ministero della cooperazione saharawi e il Governo della Wilaya di Dajkla.

c)       “Sostegno alle capacità di gestione e smaltimento dei rifiuti solidi e di prevenzione sanitaria nella Wilaya di Smara nei campi rifugiati Saharawi”. Si trattava di un intervento socio-sanitario e di tutela ambientale realizzato attraverso il rafforzamento dei sistemi di gestione e smaltimento dei rifiuti dal punto di vista tecnico-professionale. Prevedeva un’attività di formazione agli operatori di Smara e di informazione alle donne della Wilaya, il sostegno tecnico all´ospedale di Smara diretto, in particolare, allo smaltimento dei rifiuti speciali e alle attività di laboratorio di analisi riguardanti la prevenzione delle epatiti virali. Il soggetto attuatore era la Provincia di Ferrara insieme a Associazione Jaima Saharawi - Reggio Emilia, Comitato Ferrarese di Solidarietà con il Popolo Saharawi: Nati Liberi, e il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (Cisp) – Roma, l’Associazione Forlivese per le Malattie del Fegato, il Comune di Forlì, il Comune di Ferrara e la Provincia di Reggio Emilia, con il supporto del Ministero della Salute Pubblica saharawi e del Governo della Wilaya di Smara .

d)       “Qualificazione professionale del personale operante nel settore dell´handicap e miglioramento delle condizioni di vita dei soggetti disabili e/o in situazioni di handicap nella Wilaya di Smara e di Ausserd”. Mirava al miglioramento della situazione socio-sanitaria dei profughi Saharawi dei campi di Smara e Ausserd, contro la marginalizzazione e la disabilità, (attraverso la qualificazione tecnica e professionale del personale operante nel settore dell´handicap), al miglioramento dei servizi e dei supporti per la prevenzione, alla gestione e l´integrazione dei disabili della Wilaya di Smara, al miglioramento del coordinamento tra famiglie/istituzioni/servizi. Il progetto è stato sostenuto dall’Associazione Jaima Saharawi Reggio Emilia, insieme al Consorzio di Cooperative Sociali della Provincia di Reggio Emilia "Oscar Romero" e "Consorzio 45" e alla Cooperativa Sociale Zora di Scandiano (RE) AUSL di Reggio EmiliaReggio Children, Comune di Reggio Emilia, Provincia di Reggio Emilia, Comune di Scandiano, Comitato Solidarietà e Pace del distretto di Scandiano.

e)       “Saharawi, storia di un incontro”, è la seconda annualità del progetto che, nel corso del primo anno, ha realizzato uno spettacolo teatrale sulla cultura saharawi realizzato dagli alunni delle scuole "M. Palmezzano" e "Istituto d’Istruzione Superiore G. Saffi" di Forlì. In questa seconda fase si è effettuata la consegna di risorse e aiuti, raccolti nel corso della prima annualità, alla scuola "9 Giugno" dei campi profughi saharawi. Inoltre, è stato firmato un patto di gemellaggio tra le scuole coinvolte che preluderà a successive collaborazioni e scambi. I soggetti interessati sono stati il Comune di Forlì - Settore A.G. Progetti europei e relazioni internazionali, la scuola M. Palmezzano Forlì, l’istituto di Istruzione Superiore G. Saffi – Forlì, in collaborazione con il Ministero dell´Istruzione Saharawi

f)         “Sahara marathon, la solidarietà corre a Tindouf” che consiste nella raccolta ed invio di aiuti umanitari per il sostegno del popolo saharawi. Gli atleti e delegazioni istituzionali hanno corso nel sud nel dell´Algeria. Il progetto ha mirato alla realizzazione di due centri per le comunicazioni, l’associazione attuatrice è Associazione El Ouali – Bologna, insieme all’Associazione di solidarietà con il popolo saharawi "Hammada" di Rimini, il Comitato Sport e Solidarietà di Rimini, l’Associazione Celeste Group di Bologna, l’Associazione Jaima saharawi di Reggio Emilia, l’Associazione Kabara Lagdaf Modena, il Comitato di solidarietà con il popolo Saharawi Nati Liberi di Ferrara, il Comitato di solidarietà con il popolo saharawi di Riccione-Cattolica in collaborazione con il Ministero della Cooperazione Saharawi, l’MLRS, il Ministero della Salute Pubblica Saharawi e il Comitato sportivo Saharawi.

g)       “Piccoli ambasciatori di pace, accoglienza estiva di minori, profughi saharawi, provenienti dall´Algeria”. Il progetto prevedeva l´accoglienza sul territorio della Regione Emilia-Romagna, nei mesi di luglio e agosto, di 60 bambini/e profughi saharawi di età compresa tra gli 8 e i 12 anni, e di 6 accompagnatori adulti [8] . L’Associazione El Quali ha attuato il progetto insieme all’Associazione Jaima Saharawi Reggio Emilia, all’Associazione Kabara Lagdaf Modena, all’Associazione Help for children Parma, al Comitato Nati Liberi di Ferrara, al Comitato di solidarietà con il popolo saharawi di Riccione-Cattolica, e con sostegno del Polisario.

h)      “Eucoco 2002 - Un impegno italiano per l´autodeterminazione del popolo Saharawi. Si è trattato di Conferenza europea di coordinamento dei comitati di solidarietà con il popolo saharawi [9] , che dal 1976 si riunisce regolarmente per coordinare le azioni di solidarietà e cooperazione internazionale, e le iniziative di appoggio politico alla causa. I soggetti coinvolti sono l’Associazione Nazionale di solidarietà con il popolo Saharawi, la Provincia di Modena, il Comune di Modena e il Polisario.

i)        Sono stati anche realizzati altri due progetti, sempre nell’ambito socio-sanitario, uno di formazione degli assistenti per i servizi sanitari ed educativi per i profughi saharawi di Tindouf, uno dal titolo “Una dieta sostenibile, il cui obiettivo generale è il miglioramento dello stato nutrizionale degli adolescenti e la prevenzione di alcune delle principali malattie legate alla carenza di vitamine, micronutrienti e proteine d´origine animale [10] ed un altro per la prevenzione dell’epatite virale che è la seconda annualità dello stesso progetto realizzato nel 2001.

 

v     Piani di lavoro 2003-2004:

Le iniziative di solidarietà realizzate nel piano di lavoro del 2002, si sono poi ripetute anche nel 2003 e nel 2004. Esse, infatti, o rappresentano annualità diverse delle stesse iniziative portate avanti per un lasso di tempo più ampio, o sono una riformulazione degli stessi progetti degli anni precedenti, perché hanno riscosso ampio interesse e hanno prodotto buoni risultati. Sono stati realizzati:

a)      “Interventi di sostegno a persone colpite da disabilità ed alle loro famiglie nei campi saharawi – 2003”;

b)      “Rafforzamento istituzionale circa le strategie di protezione ambientale e sostegno alle capacità di gestione dei rifiuti nella Wilaya di Smara – 2003”;

c)      “Una dieta sostenibile, sostegno nutrizionale per i ragazzi delle scuole dei campi profughi saharawi - III annualità – 2003”;

d)      “Formazione di operatori d´assistenza - II Annualità – 2003”;

e)      “Qualificazione Professionale del Personale operante nel settore dell´handicap e miglioramento delle condizioni di vita dei soggetti disabili e/o in situazione di handicap nella wilaya di Smara - II Annualità – 2003”;

f)        “Fornitura di medicinali e materiale sanitario ai campi di rifugiati saharawi – 2003”;

g)      “Sahara Marathon 2004 - la solidarietà corre a Tindouf”;

h)      “Sostegno alle capacità di gestione e prevenzione delle epatiti virali nei campi Saharawi e attività di divulgazione in Italia – 2003”.

Gli unici progetti nuovi e mai realizzati prima del 2003, sono “Radio For Peace – 2003”, “I colori di una nuova libertà – 2003” e “Sostegno ai progetti dell´Unione Donne Saharawi per percorsi d’autonomia femminile nei campi profughi – 2003”. Questi tre progetti oltre ad avere la caratteristica della novità, riguardano settori diversi e centrali nel processo di sviluppo umano,, cioè la comunicazione, l’informazione e l’empowerment delle donne.

i)         “Radio For Peace”, proposto dal COPSE ed appoggiato da Radio Kappa Centrale, GVC, El Ouali, Amis - Agenzia multimediale di informazione sociale, Radiogap, in collaborazione con il Ministero dell’Informazione Saharawi, il Ministero Cooperazione, la Radio Nazionale del Sahara, riguarda la comunicazione radiofonica al fine di rafforzare il sistema di comunicazione esistente nei campi ed costruire un network della comunicazione sociale a livello regionale e internazionale per incentivare la circolazione delle informazioni e della comunicazione verso la popolazione saharawi nei campi e verso l´Europa attraverso il coinvolgimento di tutte le realtà che si occupano di cooperazione nell´area.

j)         “I colori di una nuova libertà – 2003”, è un progetto ideato da ANPAS, Cisp, Ministero della Salute, e dal Governatore di Smara. Riguarda il settore sanitario e si pone l’obiettivo di diffondere la comunicazione tra tre dispensari ristrutturati nella Wilaya di Smara e le ambulanze operanti in loco, attraverso apparecchiature rice-trasmittenti in modo da garantire un soccorso pubblico efficiente per tutte le daire [11] di Wilaya e promuovere attività di raccolta di informazioni e dati circa l´accesso e il funzionamento dei dispensari di Smara in ambito materno-infantile-ginecologico

k)       “Sostegno ai progetti dell´Unione Donne Saharawi per percorsi di autonomia femminile nei campi profughi - 2003 “,  collega l’aspetto della comunicazione e degli strumenti tecnologici al supporto alle donne. Il progetto si propone di sostenere le scuole professionali delle donne di Dajla e di Smara. Obiettivo è la formazione linguistica, la dotazione di tecnologie audiovisive e la formazione all´uso delle stesse [12] .

Le azioni di solidarietà non solo sono un importante canale di espressione della sensibilità emiliano romagnola, ma rappresentano anche un importante momento di supporto tecnico e morale ad un causa che col tempo non fa altro che complicarsi.

Per coordinare le iniziative regionali della cooperazione e per contribuire non solo dal punto di vista umanitario, la Regione ha costituito il Tavolo Paese per il popolo saharawi. Il Tavolo, rappresenta un’importante innovazione per la cooperazione decentrata emiliano romagnola, ed è uno strumento di concertazione, di dibattito, di coordinamento tra tutti i soggetti della cooperazione decentrata interessati ad un’area o tematica, è in programma l’istituzione di tavoli tematici, di cui si è parlato in precedenza, anch’ essi istituiti dalla legge n. 12 del 24 giugno 2002.

Ma qual è la funzione dei Tavoli Paese, e quali sono i reali risultati che essi producono? Cosa avviene all’interno del Tavolo Paese per il popolo saharawi? Chi vi partecipa? Da un’intervista con il Responsabile del Tavolo Paese per i Saharawi, Gian Luigi Lio, è emerso che la creazione del Tavolo saharawi non è avvenuta per caso, ma nasce da un “un interesse socio-politico diffuso che parte dalla società civile, ma anche per motivi di prossimità geografica”. Il ruolo della Regione all’interno dei Tavoli Paese è quello di “coordinare e collaborare”. La partecipazione al Tavolo Paese è aperta a tutti, non esiste alcun tipo d’esclusione o selezione. Essi funzionano dal 2000 [13] , ma quello per il popolo saharawi è attivo dal 2002, anno di forte interesse e d’iniziative della società civile per il popolo saharawi [14] . A questo tavolo, nella primavera del 2004, partecipano, diverse associazioni tra cui Africa 70, ANPAS, Associazione Kebara-Lagdaf, Associazione di Solidarietà con il popolo saharawi, l’Ospedale S.Orsola, l’Associzione El Ouali, il Cisp, il CNA, Comitato di Solidarietà di Ferrara, Cooperativa Una Città, Consorzio Romero, GVC, EducAid, Hammada, Help For Children, Iscos, Associazione Jaima Saharawi, LegaCoop, l’Arci, Nexus, Radio Kappa Centrale, Reggio For Children, Gruppo Yoda, Orizzonti Nuovi. In rappresentanza degli Enti locali, aderiscono ufficialmente diversi Comuni e Province come il Comune d’Albinea, Comune di Cattolica, Comune di Riccione, Comune di Scandiano, Comune di Piacenza, la Provincia di Bologna e la Provincia di Ferrara. A questo tavolo oltre ad i 31 soggetti qui identificati, possono partecipare tutti gli interessati, infatti, tra i contributi finanziari della Regione, 205.200,00 sono destinati al Tavolo Paese per il Popolo saharawi, e sono così ripartiti:

 

Ente beneficiario

Contributo Regionale (euro)

Costo progetto (euro)

Associazione di Solidarietà Saharawi Kabara lagdaf (Modena)

20.000, 00

28.710,00

Provincia di Bologna, Ufficio Affari Generali Cooperazione e Sviluppo

15.000,00

63.434,00

Comune di Forlì

13.000,00

24.000,00

Provincia di Ferrara

3.300, 00

10.140,00

ANPAS (Bologna)

37.000,00

58.000,00

Associazione “P.A.Help For Children (Parma –Onlus)

19.900,00

44.997,00

Associazione El Ouali (Bologna)

20.000,00

60.000,00

Associazione “Jaima Saharawi per una soluzione giusta e non violenta nel Sahara Occidentale”(Reggio Emilia)

28.000,00

86.973, 00

Cospe.- Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti (Bologna)

25.000,00

71.328,00

Rock no war Onlus (Formigine-Modena)

24.000,00

35.365,00

Tot. nr. Enti  10

Tot.  205.200,00