PARTE II
7. LE POLITICHE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA VERSO IL POPOLO SAHARAWI. 290
La sensibilità
della Regione Emilia Romagna sul problema del popolo saharawi è molto diffusa
su tutto il territorio regionale. Tantissimi sono gli interventi, sia in Emilia
Romagna che nei campi profughi algerini. I saharawi sono, infatti, tra gli
obiettivi prio
Le iniziative di carattere solidaristico sono davvero tante, ma l’importanza delle azioni politiche, che possono instaurare nella paradiplomacy, non sono da sottovalutare. Pertanto ci si soffermerà prima sulle iniziative di solidarietà [1] , per poi analizzare, nel prossimo paragrafo, quelle di carattere politico.
In
relazione alle azioni di solidarietà diffusa, a partire dal 1993
v
Piano di lavoro - 1999:
v Piano di lavoro - 2000
Insieme
al ministero della Sanità, alla Mezza
Luna Rossa Saharawi (MLRS), al Ministero della Cooperazione saharawi
venne organizzato l’invio di aiuti umanitari nei campi profughi algerini.
La gestione operativa dello stoccaggio e verifica degli aiuti umanitari fu
affidata al GVC e all´ANPAS regionale. Furono raccolti e inviati un camion
con rimorchio, carico di attrezzature sanitarie e pezzi di ricambio, di farmaci,
tende e indumenti, pneumatici, filtri e altri ricambi meccanici. Tra i principali
donatori si annoverarono le associazioni El Ouali, Jaima Saharawi, le ANPAS
e le AUSL (Azienda Unità Sanitaria Locale) del territorio. L´ANPAS regionale
contribuì all’iniziativa anche con la donazione di un’autoambulanza dotata
di attrezzature sanitarie di pronto intervento e di pezzi di ricambio. Si
regolamentò, inoltre, l’assistenza sanitaria ai bambini saharawi nell’ambito
di iniziative di accoglienza realizzate dalle associazioni di solidarietà.
Ai minori fu riconosciuto il diritto di ricevere assistenza primaria di medicina.
L’assistenza comportava l’iscrizione al Sistema Sanitario Regionale presso
l’AUSL del Comune in cui i minori dimoravano e il rilascio del tesserino sanitario.
In tal modo da approccio episodico, il sostegno sanitario si trasformava in
procedura. Inoltre, rivestiva particolare importanza il Progetto di formazione
a medici e infermieri saharawi in emergenza sanitaria. Tale progetto è stato
promosso dall’assessorato alle politiche sociali, e realizzato dall’
v Piano di lavoro – 2001
La
rete di solidarietà emiliano romagnola è stata, in assoluto, la più importante
nel contesto italiano in quanto a partecipazione alla carovana di solidarietà
2001. Il programma comprendeva anche la seconda annualità del “Progetto di
formazione a medici e infermieri saharawi in emergenza sanitaria”, “il progetto
Azioni di controllo e prevenzione
delle epatiti virali nei campi profughi saharawi, - Rabouni e gli altri campi
profughi”, nella regione di Tindouf – Algeria. Inoltre, è stata realizzata l’iniziativa, “Progetto in ambito informatico
per la realizzazione di un giornale di divulgazione dei diritti delle donne
c/o Scuola 27 febbraio”
[5]
. L’intervento era di istitutional building e di sostegno al sistema sanitario
e socio-sanitario della Repubblica Araba Saharawi Democratica. Includeva un
intervento di tipo socio-sanitario
[6]
, e una campagna di informazione e di prevenzione
e sostegno tecnico nei campi profughi
[7]
. La realizzazione era a cura del CISP di Roma
in collaborazione con l´Associazione forlivese Malattie del Fegato – AFMF,
e il Comune di Forlì, mentre i partner locali erano il Ministero della Salute
Pubblica Saharawi, l’MLRS, il Ministero della Cooperazione saharawi. Inoltre,
era previsto il progetto Accoglienza estiva di bambini/e saharawi provenienti
dai campi profughi in Algeria, realizzato dall’associazione El Ouali di Bologna,
l’associazione Jaima Saharawi di Reggio Emilia, l’associazione Kabara Lagdaf
di Modena, e il coordinamento riminese di Solidarietà, insieme all’associazione
Nazionale di Solidarietà con il popolo saharawi, mentre partner locali erano
v
Piano di lavoro 2002
Le iniziative nel 2002 sono più che raddoppiate
e hanno visto realizzarsi:
a)
“Charter di solidarietà 2002: invio di aiuti
umanitari a favore dei Profughi Saharawi”, in cui hanno collaborato le diverse
associazioni umanitarie tra cui Kabara Lagdaf (Modena), Jaima Saharawi (Reggio
Emilia), Comitato Sport e Solidarietà di Rimini, Comitato di Solidarietà con
il Popolo Saharawi di Ferrara, altra associazioni di Bologna. Il charter ha
trasportato aiuti umanitari, farmaci, attrezzatura sanitaria per radiologia.
b)
“Potenziamento percorsi formativi-donne e disabili”.
Nel campo profughi di Dajkla si sono sviluppati due percorsi: il primo di
sostegno alle attività formative per le donne con interventi di carattere
economico per l´acquisizione di materiale necessario alla realizzazione di
corsi formativi, lana per tappeti, filo, stoffe, macchine e attrezzi per il
cucito e per l´acquisizione di attrezzature, interventi formativi per migliorare
l´utilizzo della strumentazione e per l´apprendimento di specifiche tecniche
lavorative; e il secondo per il sostegno alle attività di cura e all´autonomia
delle persone disabili tramite l´assegnazione di ausili e presidi sanitari
per favorire la mobilità e l´autonomia, attività di formazione a personale
locale per le attività di gestione e manutenzione degli ausili medesimi. Tale
progetto è stato realizzato da CCILS - Cooperativa per l´inserimento lavorativo
e sociale, realizzato insieme a FIOTO - Federazione italiana operatori tecnica
ortopedica, l’Associazione Rock no war, come partner locale, c’era l’Unione
nazionale donne saharawi, il Ministero della salute saharawi, il Ministero
della cooperazione saharawi e il Governo della Wilaya di Dajkla.
c)
“Sostegno alle capacità di gestione e smaltimento
dei rifiuti solidi e di prevenzione sanitaria nella Wilaya di Smara nei campi
rifugiati Saharawi”. Si trattava di un intervento socio-sanitario e di tutela
ambientale realizzato attraverso il rafforzamento dei sistemi di gestione
e smaltimento dei rifiuti dal punto di vista tecnico-professionale. Prevedeva
un’attività di formazione agli operatori di Smara e di informazione alle donne
della Wilaya, il sostegno tecnico all´ospedale di Smara diretto, in particolare,
allo smaltimento dei rifiuti speciali e alle attività di laboratorio di analisi
riguardanti la prevenzione delle epatiti virali. Il soggetto attuatore era
d)
“Qualificazione professionale del personale operante
nel settore dell´handicap e miglioramento delle condizioni di vita dei soggetti
disabili e/o in situazioni di handicap nella Wilaya di Smara e di Ausserd”.
Mirava al miglioramento della situazione socio-sanitaria dei profughi Saharawi
dei campi di Smara e Ausserd, contro la marginalizzazione e la disabilità,
(attraverso la qualificazione tecnica e professionale del personale operante
nel settore dell´handicap), al miglioramento dei servizi e dei supporti per
la prevenzione, alla gestione e l´integrazione dei disabili della Wilaya di
Smara, al miglioramento del coordinamento tra famiglie/istituzioni/servizi.
Il progetto è stato sostenuto dall’Associazione Jaima Saharawi Reggio Emilia,
insieme al Consorzio di Cooperative Sociali della Provincia di Reggio Emilia
"Oscar Romero" e "Consorzio 45" e alla Cooperativa Sociale
Zora di Scandiano (RE) AUSL di Reggio EmiliaReggio Children, Comune di Reggio
Emilia, Provincia di Reggio Emilia, Comune di Scandiano, Comitato Solidarietà
e Pace del distretto di Scandiano.
e)
“Saharawi, storia di un incontro”, è la seconda
annualità del progetto che, nel corso del primo anno, ha realizzato uno spettacolo
teatrale sulla cultura saharawi realizzato dagli alunni delle scuole "M.
Palmezzano" e "Istituto d’Istruzione Superiore G. Saffi" di
Forlì. In questa seconda fase si è effettuata la consegna di risorse e aiuti,
raccolti nel corso della prima annualità, alla scuola "9
f)
“Sahara marathon, la solidarietà corre a Tindouf”
che consiste nella raccolta ed invio di aiuti umanitari per il sostegno del
popolo saharawi. Gli atleti e delegazioni istituzionali hanno corso nel sud
nel dell´Algeria. Il progetto ha mirato alla realizzazione di due centri per
le comunicazioni, l’associazione attuatrice è Associazione El Ouali – Bologna,
insieme all’Associazione di solidarietà con il popolo saharawi "Hammada"
di Rimini, il Comitato Sport e Solidarietà di Rimini, l’Associazione Celeste
Group di Bologna, l’Associazione Jaima saharawi di Reggio Emilia, l’Associazione
Kabara Lagdaf Modena, il Comitato di solidarietà con il popolo Saharawi Nati
Liberi di Ferrara, il Comitato di solidarietà con il popolo saharawi di Riccione-Cattolica
in collaborazione con il Ministero della Cooperazione Saharawi, l’MLRS, il
Ministero della Salute Pubblica Saharawi e il Comitato sportivo Saharawi.
g)
“Piccoli ambasciatori di pace, accoglienza estiva
di minori, profughi saharawi, provenienti dall´Algeria”. Il progetto prevedeva
l´accoglienza sul territorio della Regione Emilia-Romagna, nei mesi di luglio
e agosto, di 60 bambini/e profughi saharawi di età compresa tra gli 8 e i
12 anni, e di 6 accompagnatori adulti
[8]
. L’Associazione El Quali ha attuato il progetto
insieme all’Associazione Jaima Saharawi Reggio Emilia, all’Associazione Kabara
Lagdaf Modena, all’Associazione Help for children Parma, al Comitato Nati
Liberi di Ferrara, al Comitato di solidarietà con il popolo saharawi di Riccione-Cattolica,
e con sostegno del Polisario.
h)
“Eucoco 2002 - Un impegno italiano per l´autodeterminazione
del popolo Saharawi. Si è trattato di Conferenza europea di coordinamento
dei comitati di solidarietà con il popolo saharawi
[9]
, che dal 1976 si riunisce regolarmente per
coordinare le azioni di solidarietà e cooperazione internazionale, e le iniziative
di appoggio politico alla causa. I soggetti coinvolti sono l’Associazione
Nazionale di solidarietà con il popolo Saharawi,
i)
Sono stati anche realizzati altri
due progetti, sempre nell’ambito socio-sanitario, uno di formazione degli
assistenti per i servizi sanitari ed educativi per i profughi saharawi di
Tindouf, uno dal titolo “Una dieta sostenibile, il cui obiettivo generale
è il miglioramento dello stato nutrizionale degli adolescenti e la prevenzione
di alcune delle principali malattie legate alla carenza di vitamine, micronutrienti
e proteine d´origine animale
[10]
ed un altro per la prevenzione dell’epatite
virale che è la seconda annualità dello stesso progetto realizzato nel 2001.
v
Piani di lavoro
Le iniziative di solidarietà realizzate nel
piano di lavoro del 2002, si sono poi ripetute anche nel 2003 e nel 2004.
Esse, infatti, o rappresentano annualità diverse delle stesse iniziative portate
avanti per un lasso di tempo più ampio, o sono una riformulazione degli stessi
progetti degli anni precedenti, perché hanno riscosso ampio interesse e hanno
prodotto buoni risultati. Sono stati realizzati:
a)
“Interventi di sostegno a persone colpite da
disabilità ed alle loro famiglie nei campi saharawi –
b)
“Rafforzamento istituzionale circa le strategie
di prot
c)
“Una dieta sostenibile, sostegno nutrizionale
per i ragazzi delle scuole dei campi profughi saharawi - III annualità –
d)
“Formazione di operatori d´assistenza - II Annualità
–
e)
“Qualificazione Professionale del Personale
operante nel settore dell´handicap e miglioramento delle condizioni di vita
dei soggetti disabili e/o in situazione di handicap nella wilaya di Smara
- II Annualità –
f)
“Fornitura di medicinali e materiale
sanitario ai campi di rifugiati saharawi –
g)
“Sahara Marathon 2004 - la solidarietà corre
a Tindouf”;
h)
“Sostegno alle capacità di gestione e prevenzione
delle epatiti virali nei campi Saharawi e attività di divulgazione in Italia
–
Gli unici progetti nuovi e mai realizzati prima
del 2003, sono “Radio For Peace –
i)
“Radio For Peace”, proposto dal COPSE ed appoggiato da Radio Kappa
Centrale, GVC, El Ouali, Amis - Agenzia multimediale di informazione sociale,
Radiogap, in collaborazione con il Ministero dell’Informazione Saharawi, il
Ministero Cooperazione,
j)
“I colori di una nuova libertà –
k)
“Sostegno
ai progetti dell´Unione Donne Saharawi per percorsi di autonomia femminile
nei campi profughi - 2003 “, collega
l’aspetto della comunicazione e degli strumenti tecnologici al supporto alle
donne. Il progetto si propone di sostenere le scuole professionali delle donne
di Dajla e di Smara. Obiettivo è la formazione linguistica, la dotazione di
tecnologie audiovisive e la formazione all´uso delle stesse
[12]
.
Le azioni di solidarietà non solo sono un importante
canale di espressione della sensibilità emiliano romagnola, ma rappresentano
anche un importante momento di supporto tecnico e morale ad un causa che col
tempo non fa altro che complicarsi.
Per coordinare le iniziative regionali della
cooperazione e per contribuire non solo dal punto di vista umanitario,
Ma
qual è la funzione dei Tavoli Paese, e quali sono i reali risultati che essi
producono? Cosa avviene all’interno del Tavolo Paese per il popolo saharawi?
Chi vi partecipa? Da un’intervista
con il Responsabile del Tavolo Paese per i Saharawi,
|
Ente beneficiario |
Contributo Regionale (euro) |
Costo progetto (euro) |
|
Associazione di Solidarietà Saharawi Kabara lagdaf (Modena) |
20.000, 00 |
28.710,00 |
|
Provincia di Bologna, Ufficio Affari Generali Cooperazione e Sviluppo |
15.000,00 |
63.434,00 |
|
Comune di Forlì |
13.000,00 |
24.000,00 |
|
Provincia di Ferrara |
3.300, 00 |
10.140,00 |
|
ANPAS (Bologna) |
37.000,00 |
58.000,00 |
|
Associazione “P.A.Help For Children (Parma –Onlus) |
19.900,00 |
44.997,00 |
|
Associazione El Ouali (Bologna) |
20.000,00 |
60.000,00 |
|
Associazione “Jaima Saharawi per una soluzione giusta e non violenta nel Sahara Occidentale”(Reggio Emilia) |
28.000,00 |
86.973, 00 |
|
Cospe.- Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti (Bologna) |
25.000,00 |
71.328,00 |
|
Rock
no war Onlus (Formigine-Modena) |
24.000,00 |
35.365,00 |
|
Tot. nr. Enti
10 |
Tot. 205.200,00 |