Del patrimonio culturale dei Saharawi fa parte una vasta letteratura poetica che fino ad oggi è stata tramandata oralmente da una generazione all'altra.
La storia, la tradizione, i valori e le istituzioni di questo popolo emergono evidenti dalla sua poesia tradizionale e dalla sua poesia del presente, ancora viva, spesso contestataria, che canta lo svolgersi degli avvenimenti quotidiani e i drammi legati alla nuova realtà sociale e politica e alla loro condizione di rifugiati.
La poesia saharawi coinvolge tutta l'esistenza dell'uomo, al di là della guerra o dell'amore; coinvolge ideali e sentimenti; lascia intravedere la vita negli accampamenti, dove vivono uomini, donne e bambini; mostra le reazioni del singolo alle sollecitazioni quotidiane e a quelle straordinarie, il suo rapporto con le cose del mondo e con Dio; reazioni e rapporto che sono andati via via trasformandosi fino ai nostri giorni.
Gran parte dei dati socio-culturali e antropologici della società saharawi sono compresi nella sua letteratura poetica.
È attraverso i fatti recitati la sera fuori della tenda che il bambino impara ad essere adulto; impara cosa bisogna fare per diventare un uomo, come ci si comporta di fronte a un pericolo, in battaglia, con una donna; cosa sono l'onore, la vergogna, l'amore, il prestigio; cosa significa possedere un grande cammello, essere un capo, avere dei servi.
La poesia saharawi è piuttosto l'autentica identificazione che una cultura fa di se stessa, ne sono nati valori, costumi, leggi, sentimenti grazie all'espressione artistica del poeta.
In una società senza libri la poesia, recitata o cantata, diventa una forma di comunicazione assai più significativa che non la parola. Chi compone una poesia sa che questa verrà recitata da uomini e donne, mormorata da chi segue le mandrie al pascolo, da chi lascia passare le ore calde del giorno sdraiato all'ombra di un'acacia o da chi percorre giornate di distanza al passo ritmato del cammello. Il potenziale comunicativo di una poesia, in una società che, non possedendo una tradizione scritta, è portata ad imparare a memoria tutto ciò che vale la pena di essere ricordato, è proporzionale alla sua bellezza. Non si impara a memoria una lettera e neanche una legge, ma un proverbio sì, e anche una poesia la quale può includere, codificandoli, la procedura matrimoniale, l'ammontare dovuto per la dote, o il trattamento riservato ai nemici.
Dalla lettura delle poesie, dunque, emergono gli aspetti più significativi della cultura saharawi, di un popolo che, pur vivendo in una delle regioni più difficili della terra, manifesta una dolcezza di sentimenti e una concezione pastorale del mondo che si accompagnano a una innata allegria. La donna in questa società non è un essere mitico e irraggiungibile, ma una dolce presenza e una persona intelligente che rende piacevole la vita di ogni giorno, che ha la sua individualità e che porta un contributo insostituibile allo svolgersi dell'esistenza.
La poesia è l'espressione di una filosofia, di una morale, di una quotidianità necessariamente legate al tempo, all'economia e all'ambiente.
La poesia saharawi è una cosa viva, i poeti continuano a comporre versi per celebrare un avvenimento o per manifestare con una formula più dolce e armoniosa che non le semplici parole, i propri sentimenti d'amore; compongono versi anche per denunciare la loro realtà sociale e politica e per cantare le mutate regole di comportamento che lentamente stanno penetrando all'interno delle tende.
I poeti attuali hanno cambiando modo di vivere, non stanno nei campi profughi ma in altri paesi, come Spagna o Cuba, uno spostamento che ha permesso loro di cambiare modo di fare poesia; è un continuo rinnovarsi che lascia cadere via via le composizioni del passato per crearne sempre di nuove e di attuali.