Qualche mese fa mi è capitato di leggere un libro sul popolo saharawi, il racconto di viaggio della giornalista e scrittrice spagnola Ana Tortajada, Hijas de la arena.
Prima di allora avevo sentito parlare del popolo Saharawi ed in particolare di alcune associazioni di solidarietà italiane che realizzano dei progetti in favore della causa di questo popolo. Ho iniziato ad interessarmi maggiormente all’argomento, cercando informazioni soprattutto navigando in internet, nei vari siti dedicati interamente ai Saharawi.
Mi sono appassionata così alla storia di un popolo con radici antichissime e un passato ricco di intrecci, trasformazioni e guerre; costretto all’esilio, ma mai rassegnato a questa condizione, spinto dal desiderio di un ritorno nella loro terra, e che continua a vivere nonostante gli venga negato il diritto ad autodeterminarsi.
I Saharawi sono riusciti a creare uno Stato in esilio, in cui vivono democraticamente e continuano le loro battaglie politiche, sociali ed economiche, sfruttando le poche risorse su cui possono contare.
In questo lavoro ho voluto presentare la storia del popolo Saharawi e le varie fasi che hanno causato trasformazioni più o meno radicali nella loro società.
Nel primo capitolo ho descritto in linee generali la geografia del Sahara Occidentale e del territorio che ospita attualmente i campi profughi dei Saharawi, l’Hammada.
Nel secondo ho tracciato un profilo storico partendo dalle origini e descrivendo il processo di formazione del popolo Saharawi, prendendo in considerazione gli eventi più importanti che riguardano le relazioni fra Berberi e Arabi.
Nel terzo capitolo ho preso in esame l’evoluzione dei contatti avuti con le potenze europee, soffermandomi principalmente sul XX sec., il periodo della colonizzazione spagnola.
Il quarto capitolo riguarda l’invasione marocchina, il processo di pace, iniziato nel 1991 e non ancora terminato e le principali idee della rivoluzione sociale messa in atto dal Fronte Polisario.
Nel quinto capitolo ho preso in esame la R.A.S.D. (Repubblica Araba Saharawi Democratica) descrivendo il modo in cui la società è organizzata attualmente. Ho sottolineato, inoltre, l’importanza acquisita dalla donna in questo particolare contesto.
Ho dedicato il sesto capitolo alla cultura saharawi, ai canti antichi, alla poesia in hassaniya (lingua dei Saharawi), e alla poesia in spagnolo. Ho approfondito quest’ultimo argomento nel settimo ed ultimo capitolo, presentando alcune tra le più note poesie composte in spagnolo e la relativa traduzione in italiano.