Una ricerca, che indaga aspetti legati alla struttura sociale di una comunità,
non può ignorare l'importanza che assume l'ambiente naturale, essendo
questa, una variabile condizionante dello sviluppo e dell'evoluzione dell'identità
culturale e sociale di un popolo.
Nel caso specifico dei Sahraui, si devono considerare due regioni distinte,
che per motivi storici e politici, sono state occupate con modi d'insediamento
diversi l'una rispetto all'altra.
1.1 Il Sahara Occidentale
Il Sahara Occidentale, terra rivendicata da questo popolo, confina a nord col
Marocco, a sud con la Mauritania, a nord est con l'Algeria e ad ovest con l'Oceano
Atlantico.
Insieme alla Libia, alla Tunisia, all'Algeria, al Marocco e alla Mauritania,
fa parte di quei Paesi che costituiscono il Maghreb.
La sua superficie è di circa 266.000 kmq, e si estende tra il 9°
e il 17° di longitudine ovest e il 21° e il 27° di latitudine nord,
a cavallo del Tropico del Cancro.(1)
I confini sono largamente convenzionali, come molti altri del continente africano,
tanto da seguire nella maggior parte dei casi l'andamento dei meridiani e dei
paralleli. Tracciati dalle diplomazie europee, dal 1854 (Conferenza di Berlino)
sono stati oggetto di lunghe trattative fino al 1958, data che vede la divisione
del Sahara Occidentale in due provincie, su cui la Spagna ha esercitato i propri
diritti da colonizzatore: Rio de Oro e Seguiet el Hamra ("fiume rosso").
Nel giugno del 1900 il Trattato di Parigi fissa le frontiere meridionali ed
orientali del Rio de Oro; nell'ottobre del 1904 la Convenzione di Parigi stabilisce
la frontiera settentrionale che comprende il Seguiet el Hamra e la regione di
Tarfaya (nel 1958 quest'ultima zona viene lasciata dalla Spagna al Marocco).
Relativamente pianeggiante, il territorio non comprende rilievi montuosi che
superano gli 820 m. circa d'altezza sul livello del mare.
Le coste sono variegate: nell'estremo sud come nel nord (quasi difronte alle
isole Canarie), vi sono lunghi tratti sabbiosi, mentre il litorale rimanente
si presenta alto e frastagliato, caratteristiche che rendono difficile l'approdo
delle navi. La penuria di piogge è una costante di tutto il Paese: le
precipitazioni variano dai 30 ai 150 mm l'anno e oltre al fatto di essere rare,
possono provocare nei fiumi piene locali violente dopo mesi di siccità.
La fascia costiera è tuttavia più umida e cosparsa di vegetazione,
importante per l'alimentazione sia degli animali da allevamento (cammelli e
capre) che degli stessi esseri umani.
Il clima è caratterizzato da un'alta pressione sub-tropicale che origina
aria secca e ventilata.
Nelle zone costiere si hanno temperature miti con lievi escursioni termiche:
tra i 13° e 17° nei mesi più freddi (gennaio e febbraio), e tra
i 19° e i 25°nei mesi più caldi (luglio e agosto). Nelle regioni
interne, aride e desertiche, al contrario gli sbalzi di temperatura tra estate
e inverno e tra il giorno e la notte sono notevoli: le medie estive si aggirano
sui 40° all'ombra, mentre le minime invernali possono scendere anche sotto
allo zero.(2)
Per quanto riguarda infine le risorse economiche, le acque di questa regione
sono tra le più pescose del mondo, ma la fonte più redditizia
è rappresentata dai giacimenti di fosfati, e da altre ricchezze minerarie
(come petrolio e ferro), una delle cause predominanti che hanno dato luogo a
contenziosi prima europei poi marocchini nel Sahara Occidentale.
1. 2 L'Hammada
Altro territorio d'insediamento per il popolo Sahraui è una regione desertica
nei pressi della città di Tindouf (3), nel deserto
algerino (l'Hammada), uno dei luoghi più inospitali della Terra.
Se nel Sahara Occidentale si trovano le radici della civiltà Sahraui,
in questa zona vivono migliaia di persone perché costrette da un esilio
forzato.
I campi profughi, divisi in quattro provincie (El-Ayoun, Smara, Auserd e Dakla),
sorgono così in un ambiente caratterizzato da valli sassose e da dune
di sabbia, in un'area di circa 100 kmq, protesa verso il Sahara Occidentale.
Il clima è arido e le precipitazioni sono talmente rare che potrebbe
piovere anche una sola volta nell'arco di un anno. Spesso però queste
piogge originano dei veri e propri fiumi ("Sabka"), che hanno una
breve durata a causa dell'evaporazione e dell'assorbimento dal terreno, ma sono
così violenti da comportare in alcuni casi alluvioni di una certa entità.(4)
Forte è l'escursione termica: in estate si raggiungono temperature di
45°-50°, mentre nelle notti invernali si può arrivare ai 5°
sotto lo zero. Inoltre, soffia spesso un vento di scirocco che in diverse occasioni
si trasforma in tempeste di sabbia per la quale è difficile ripararsi,
come per un'altra corrente d'aria molto fredda, presente nella stagione invernale.
L'unico tipo di vegetazione che si trova in questo territorio è rappresentato
da pochi alberi a spine, e da un'oasi naturale con alcune palme, nelle vicinanze
della tendopoli di Dakla.
Naturalmente l'acqua disponibile proviene dalle falde sotterranee (2-6 metri
di profondità), che spesso però presentano un alto grado di salinità
dannoso per l'uso domestico e agricolo, unito al fatto che sono possibili e
reali le contaminazioni batteriche per l'assenza di reti fognarie.
I campi profughi, abitati da circa 200.000 persone, sono raggiungibili attraverso
piste e da una breve strada asfaltata che da Tindouf arriva a Rabuni (25 km
circa), centro di prima accoglienza per le delegazioni straniere. Nonostante
queste vie di comunicazione, la comunità Sahraui si trova in una regione
piuttosto isolata rispetto alle città algerine più importanti,
ai Paesi solidali alla R.A.S.D. (per l'Europa occorrono speciali permessi d'accesso
dalle autorità algerine), e al Sahara Occidentale, ove risiedono ancora
tante famiglie sahraui, sotto l'occupazione marocchina (5)
.