3.1 Istituzioni politiche
3.2 Apparati Amministrativi
SISTEMA POLITICO-AMMINISTRATIVO
La proclamazione della Repubblica Araba Democratica Sahraui e la promulgazione
della sua Costituzione (febbraio1976) incarnano la legittimità di questo
popolo ad essere considerato una nazione, contro la pretestuosa occupazione
marocchina e mauritana .(27)
La riforma costituzionale dell'ottobre 1982 permette l'ammissione della R.A.S.D.
nell'Organizzazione dell'Unità Africana, grazie alla considerazione che
viene data a elementi istituzionali (precedentemente assenti), come il Capo
di Stato, il Primo Ministro e la divisione dei poteri secondo la concezione
occidentale. Esprime quindi una risposta alle esigenze formali della società
internazionale, e la volontà di agire in modo legale verso il mondo esterno,
la cui importanza è di nuovo sancita con la successiva revisione costituzionale
del 19 giugno 1991.
Mentre l'elaborazione del sistema politico è orientata a questo genere
di necessità, la costituzione degli apparati interni nella società
sahraui risponde ad obiettivi diversi: sopravvivenza della popolazione in un
primo tempo, mantenimento dei caratteri dominanti della comunità successivamente.
Emerge in questo modo una realtà che può definirsi comunitaria,
civile ed egualitaria. (28)
L'idea di comunità è un valore che si ritrova in tutta la società
araba, in particolare in quella sahraui ove si manifesta nelle diverse azioni
della vita quotidiana, attraverso la solidarietà tra i membri della collettività,
la suddivisione delle attività economiche e la possibilità di
usufruire di beni messi a disposizione da ognuno. Una società nomade,
che si basa sulla coltivazione di sussistenza e nello stesso tempo su pastorizia
e commercio, deve poter contare necessariamente sull'utilizzo comune delle risorse.
Al contrario, il carattere di civiltà si apprende più chiaramente
nel rapporto che i Sahraui hanno con la sfera militare. Nonostante la presenza
della guerra e attualmente della tregua (ma la tensione bellica rimane), il
complesso delle strutture politiche prevale sull'esercito, si insiste sul dialogo
pacifico tra le parti e sulle necessità sociali della comunità,
mentre il ricorso alle armi è vissuto come una costrizione dettata dall'invasore.
Per questo motivo non si desidera creare un esercito professionista, ma si vuole
al contrario mantenere un legame con la vita quotidiana che permetta il reinserimento
del giovane soldato nella società civile, al momento dell'indipendenza.
L'egualitarismo è l'ultimo carattere fondamentale che contraddistingue
i Sahraui. Si afferma non solo per le condizioni attuali della vita nei campi,
(economia di sussistenza, dipendenza internazionale ecc.) ma anche per il suo
valore intrinseco nella comunità, espresso dalle diverse attitudini sociali
nel corso dei secoli. Si pensi ad esempio al ruolo della donna nella società;
attualmente include responsabilità anche di tipo politico ed amministrativo,
ma già nell'epoca pre-coloniale la considerazione e il rispetto per la
sua importanza erano esplicati dai gravosi compiti che assumeva nella vita quotidiana.
Lo spirito d'uguaglianza che vive questo popolo è quindi rappresentato
chiaramente dalla nuova Costituzione (1991) che prevede e garantisce il multipartitismo,
i diritti sociali e civili fondamentali, la libertà d'espressione e di
religione, il libero mercato, l'uguaglianza davanti alla legge ed infine l'emancipazione
femminile (fenomeno particolarmente caratteristico per un Paese arabo e mussulmano).
I valori comunitari, civili ed egualitari identificano per tanto il popolo Sahraui,
che attraverso le istituzioni politiche e sociali della R.A.S.D. esprimono.
3.1 Istituzioni politiche
Lo Stato sahraui si definisce come una Repubblica Araba Democratica, il cui
carattere socialista è limitato dai valori tradizionali come dalla stessa
religione islamica.
Creata per far fronte al vuoto giuridico causato dall'occupazione marocchina,
è difficile distinguere la R.A.S.D. dal Fronte Polisario, a causa del
significato unanime che possiedono entrambi per il popolo Sahraui, e per la
necessità di assicurare una coesione sociale al fine di evitare possibili
disgregazioni nella comunità.
- Il Fronte Polisario è il movimento di liberazione nazionale, ed è
diretto da un Segretariato Nazionale, composto di 54 rappresentanti eletti dal
Congresso Generale. (29)
L'attuale organizzazione risale al giugno del 1991 e sostituisce le precedenti
istituzioni (il Comitato Esecutivo e il Bureau Politico), i cui compiti sono
assolti attualmente dal Segretariato Nazionale.(30)
Le funzioni che ricopre sono esecutive, di propaganda internazionale della causa
Sahraui e di collegamento e di informazione nella realtà regionale (wilaya)
e locale (daira), in modo da facilitare i rapporti tra cittadini e amministrazione.
Il Polisario è sostenuto nelle sue azioni da diverse organizzazioni popolari,
che nate nel 1974 realizzano programmi in linea con gli obiettivi del Congresso
Generale, in base ai rispettivi regolamenti. Sono l'U.J.S.A.R.I.O. (Unione dei
giovani del Seguia el-Hamra e Rio de Oro), l'U.N.M.S. (l'Unione delle Donne
Sahraui) e l'U.G.T.S.A.R.I.O. (l'Unione Generale dei Lavoratori Sahraui), le
cui opere di sensibilizzazione pubblica (ognuna nel proprio ambito) rappresentano
la base di futuri sindacati e O.N.G..
- La Repubblica Araba Democratica Sahraui (attualmente costituita dalla parte
del territorio nazionale liberato dal Polisario e dai campi profughi, presso
Tindouf) è rappresentata da un sistema semi-presidenziale, in cui il
Presidente nonché Segretario Generale del Polisario viene eletto dal
Congresso Generale, ogni tre anni. A sua volta, dopo diverse consultazioni nomina
l'esecutivo della R.A.S.D., includendo sempre i governatori delle wilayas.(31)
Il Governo è diretto dal Primo Ministro, che è responsabile difronte
al Presidente della Repubblica e sottoposto al controllo parlamentare; ha l'incarico
di definire collegialmente il bilancio e il programma di politica generale del
Paese, la cui approvazione spetta al Consiglio Nazionale Sahraui (art.115 e
art.117 della Costituzione).
Il potere legislativo è di prerogativa di quest'ultimo organo, che istituito
nell'agosto del 1995 dal Polisario, esprime le funzioni parlamentari riguardanti
la formulazione delle leggi e il controllo dell'esecutivo (art.39).
Composto di 101 membri (32), eletti per un mandato di
18 mesi, il Consiglio Nazionale Sahraui è l'unica forma di potere politico
legittimato che attesta la democrazia in una situazione straordinaria, in cui
stampa e multipartitismo sono assenti (tutte le diverse forze politiche sono
confluite nel Polisario), ma dove è ribadita chiaramente la divisione
dei poteri. Tale principio vale per lo stesso ambito giudiziario che risulta
indipendente. Sono previsti tribunali primari e una Corte d'Appello, ma limitatamente
funzionanti per la difficoltà di inserirli in una situazione provvisoria
e straordinaria come è quell'attuale della R.A.S.D..(33)
3.2 Apparati Amministrativi
La popolazione è suddivisa in quattro grandi provincie, le Wilayas, a
loro volta costituite da un numero variabile di comuni, le Dairas, che raggiungono
le 25 unità complessive su tutto il territorio. La loro dislocazione
dipende dalla presenza di acqua e da motivazioni di ordine strategico: dal centro
dei campi, la tendopoli più lontana supera i 100 km.circa di distanza,
mentre le altre sono molto più vicine tra loro.
Wilayas e Dairas portano i nomi delle località del Sahara Occidentale:
El-Ayoun (la capitale), Smara, Auserd e Dakla sono le quattro provincie mentre
Bou Craà, Guelta Zemmour, Tifariti e Boujdour sono alcuni dei 25 comuni.
Questo riferimento alla terra d'origine ha permesso inizialmente, di raggruppare
le persone in modo da conservare i legami precedenti all'esodo, e di favorire
il miglior adattamento possibile in un luogo inospitale. Ma i riferimenti geografici
perdono di fatto la loro importanza etnica per il prolungamento delle ostilità,
a favore invece di maggiori contatti tra Dairas e Wilayas, incentivati soprattutto
dai matrimoni. Attualmente hanno esclusivamente un valore simbolico e amministrativo:
rappresentano il Sahara Occidentale nella regione di Tindouf, quella patria
da non dimenticare.
La Daira è l'unità amministrativa e operativa per la mobilitazione
del popolo Sahraui. Esprime la sola forza dei cittadini, indipendentemente dall'aiuto
internazionale, tanto da strutturarsi in cellule da dieci membri, di cui uno
è il responsabile per la sensibilizzazione ideologica. A livello politico,
la popolazione si riunisce nel Congresso Popolare di Base ogni due anni per
eleggere un consiglio popolare incaricato della gestione del campo, (il cui
presidente è membro del Consiglio Nazionale Sahraui), e i componenti
di cinque Comitati Popolari che si occupano delle principali problematiche quotidiane:
educazione, sanità, giustizia, alimentazione e artigianato. In questo
modo, la popolazione è inserita in tre diverse strutture: la cellula
(struttura ideologica), il Congresso Popolare di Base (struttura politica) e
i Comitati Popolari (struttura economica ed amministrativa) .(34)
Questi apparati sono a loro volta raggruppati in tre organi di direzione: il
Dipartimento d'Orientamento (include i responsabili delle cellule sotto la direzione
di un commissario politico), il Consiglio Popolare (espressione del Congresso)
e i dipartimenti specializzati (insieme dei responsabili dei Comitati Popolari
guidati da un direttore, nominato dai rispettivi ministri in materia).
La Wilaya è invece rappresentata da due tipi di istituzioni: il Consiglio
popolare di Wilaya e il Dipartimento d'orientamento di Wilaya. Il primo è
costituito dai presidenti del consiglio popolare di daira e dai direttori dei
dipartimenti specializzati, sotto la presidenza del Wali che è nominato
dal Ministro degli Interni; il secondo include i presidenti del consiglio popolare
di Daira più i commissari politici, ugualmente sottoposti alla direzione
del Wali. Risulta quindi chiara la trasposizione del personale dirigente della
Daira nella Wilaya.
In questo modo si assicura un dialogo continuo tra i diversi apparati amministrativi,
fondamentale per esprimere le aspirazioni del popolo, e nello stesso tempo utile
per evitare l'eccessiva burocrazia, caratteristica diffusa in quei sistemi rigidamente
gerarchici ed arbitrari.