ADATTAMENTO DELLA DONNA IN UNA SOCIETÀ IN EVOLUZIONE
Per esaminare nel modo più corretto e più completo possibile un
fenomeno sociale, altamente complesso quale si presenta la problematica femminile,
è necessaria un'analisi che consideri contemporaneamente diverse visioni
conoscitive. Scienze umane come l'Antropologia, la Storia e l'Etnologia oltre
alla stessa Sociologia diventano quindi preziose per comprendere l'oggetto in
questione, il cui significato o significati non sono altro che il risultato
di un processo di sviluppo in continuo divenire, inserito in un contesto evolutivo.
Nel caso della donna Sahraui, in rapporto agli avvenimenti attuali rappresentati
da guerra ed esilio, occorre considerare su quanto detto, due punti fondamentali:
- l'importanza del suo ruolo nella collettività spiega la sopravvivenza
e l'evoluzione della propria società;
- il conflitto armato e le necessità quotidiane hanno costretto la donna
a partecipare attivamente alla vita pubblica, rendendo così inevitabile
il confronto tra le aspettative tradizionali con quelle correnti .(35)
E' significativo quindi tracciare un quadro generale e storico della donna Sahraui,
per spiegare la reale influenza che ha avuto e continua ad esercitare sull'identità
culturale, sottoposta da secoli a forze esterne che minano la stessa integrità
sociale.
In riferimento a grandi movimenti storici e politici del continente africano,
la società nomade sahariana ha vissuto profondi cambiamenti che hanno
segnato vere e proprie epoche.
Le principali possono essere identificate in tre periodi ben distinti, in relazione
agli avvenimenti sociali e culturali più rilevanti:
1) l'età tradizionale, collocata temporalmente dalla fine del XVIII sec.
circa, alla colonizzazione spagnola (sancita dalla Conferenza di Berlino nel
1884-'85) fino all'inizio del XX sec.
2) l'epoca coloniale che vede la massima destrutturazione sociale sahraui a
partire dagli anni '30 fino al 1975;
3) dal 1975 ad oggi con l'occupazione marocchina e il conseguente esodo
verso il deserto algerino.
Tali periodi, messi a confronto, spiegano la reale evoluzione del ruolo femminile
in rapporto ai cambiamenti culturali, economici e politici della società
sahraui, poiché è la figura della donna che prima di ogni cosa
esprime l'identità di un popolo, per il suo importante compito di trasmissione
dei valori tradizionali ma anche di pensieri e idee nuove, scaturiti da contesti
sempre più aperti all'esterno. Nonostante l'esaltazione dell'endogamia
sociale antecedente al colonialismo, la rottura forzata con la cultura passata
ad opera dell'occupante spagnolo e infine la guerra e la sofferenza per l'abbandono
della propria terra, la donna sahraui mantiene sempre la propria individualità,
essenziale per non essere schiacciata dagli eventi a lei negativi, ma per ribattere
l'affermazione della propria persona.
Attualmente vive in un processo di emancipazione, ma non si può affermare
in modo assoluto che sia irreversibile e consolidato. Lo spettro della condizione
femminile nella vicinissima Algeria continua a vivere in molte donne, che tentano
di costruire un futuro migliore attraverso un adattamento dei valori tradizionali
alle idee di progresso, penetrate nella mentalità di tanti sahraui.
L'analisi di queste tre epoche permette quindi di osservare come l'elemento
femminile si sia adeguato ai cambiamenti della società, ma sempre in
funzione delle proprie esigenze secondo il tipo di problematica più sentito.
Nel nomadismo tradizionale, ad esempio, la donna, non potendo partecipare direttamente
alla vita politica, lo faceva poi attraverso la gestione del quotidiano e della
famiglia, (atomo della società), come mediatrice delle informazioni e
delle norme sociali; durante l'occupazione spagnola, al contrario, mentre fondamentali
diritti umani le erano negati, si organizzava in una solidarietà al femminile
per combattere e resistere all'imposizione colonialista. Oggi con l'esilio forzato,
si è ritrovata a gestire una realtà più complessa, ma in
un'ottica di maggior coscienza dei propri diritti.